Interviste ad Alison Lohman e Justin Long

23 settembre 2009 Peyton Westlake 1 commento

alisonlohman1Il canale ReelzChannel ha svolto diverse interviste con i protagonisti di Drag Me To Hell e oggi vi proponiamo un filmato a questo riguardo qui sotto. Justin Long dice di aver sempre sostenuto il personaggio della Lohman, anche se rimaneva scettico. Comunque, era molto facile lavorare con lei, perché in effetti l’unico lavoro che doveva svolgere era instaurare una sintonia con la Lohman.

Alison Lohman invece sostiene di aver avuto un gran bisogno di Justin Long, che è riuscito a farla ridere. Inoltre, ha detto a Lorna Raver di arrivare al limite e di strangolarla nelle scene che hanno girato insieme, per aumentare la dose di realismo della pellicola.

Proprio Lorna Raver rivela che sia lei che la Lohman volevano eseguire personalmente la maggior parte delle loro scene. Sam diceva cosa sarebbe dovuto succedere e c’erano anche i responsabili degli stunt, che consigliavano lei e Alison come rendere migliori le cose e magari anche più cattive. Infine, Sam Raimi ironicamente, parlando della Lohman, dice che ha sofferto molto, visto che è stata picchiata, colpita e tante altre cose. Insomma, non devono essere state delle riprese semplici per l’attrice protagonista…

 

 

Drag Me to Hell vicino al milione in Italia

21 settembre 2009 Ash Williams 3 commenti

Secondo weekend italiano per Drag Me to Hell: il film di Sam Raimi scende in ottava posizione e realizza altri 249.105: un calo del 40% rispetto al weekend d’apertura. In Italia l’horror sfiora il milione complessivo (950mila euro) dopo dieci giorni.

E’ proprio grazie all’Italia che il film conclude la sua corsa, iniziata a maggio con l’uscita americana. Costato solo 30 milioni di dollari, ne ha incassati in tutto il Mondo ben 80,4: un vero successo, lontano dalle centinaia di milioni di dollari incassati da altre mega-produzioni di Raimi (come Spider-Man), che tuttavia hanno lo svantaggio di un budget colossale. 80 milioni sono parecchi per un horror, soprattutto per un regista come Raimi i cui film dell’orrore sono dei cult soprattutto in home video…

Drag Me to Hell: un film sui disturbi alimentari?

19 settembre 2009 Ash Williams 1 commento

A molti di voi Drag Me to Hell è piaciuto tantissimo. Una delle qualità maggiori del film di Sam Raimi è la raffinatezza con cui il regista è capace di costruire personaggi a tutto tondo e affrontare tematiche di un certo tipo pur realizzando un film horror estremamente divertente e di grande intrattenimento.

Personaggi così approfonditi da far sì che in rete (in particolare su IMDB) circolino teorie sulla vera storia che potrebbe celarsi dietro al film, una storia di disagio alimentare. Drag Me to Hell potrebbe essere visto infatti come un film sulla bulimia, dove una ragazza si pone freni psicologici così forti da avere allucinazioni e, alla fine, impazzire letteralmente. Attenzione agli spoiler che seguono dopo il salto…

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Intervista a Lorna Raver

17 settembre 2009 Peyton Westlake Nessun commento

Nel film Lorna Raver fa letteralmente esplodere lo schermo nei panni della signora Ganush, un’anziana signora non proprio gentile che si accanisce su Christine Brown (Alison Lohman), un’ignara funzionaria dell’ufficio prestiti, trasformando la sua vita in un inferno, per averle lanciato contro una terribile maledizione. Veterana dei palcoscenici di New York e Chicago, la Raver ha interpretato i ruoli più disparati nelle popolari serie televisive Nip/Tuck, Desperate Housewives e CSI.

lornaraverLa signora Ganush non e’ esattamente un personaggio ordinario … cosa hai pensato quando hai letto per la prima volta il copione?
Quando l’ho letto per la prima volta, mi sono limitata alla primissima scena del film in cui si vede lei che va a chiedere un prestito bancario come una povera vecchietta sul punto di perdere la sua casa. Non sapevo cos’altro le sarebbe successo nel film. L’ho letto solo dopo. “Oh, mio Dio” ho pensato. “In cosa mi sto cacciando?” Era una cosa completamente nuova per me. E mi sono divertita molto a farlo. Non solo ho imparato tante cose su come vengono girati questi film, ma c’era anche un gruppo meraviglioso di persone con cui lavorare. E’ stata un’esperienza affascinante e una cosa molto, molto diversa da tutto quello che avevo fatto fino ad ora.

Perché pensi di essere stata scelta?
Proprio non lo so. Ma quando dopo ho parlato con Sam, lui mi ha detto che una delle ragioni è stata che avevo letto il copione come una donna ‘reale’. Questo forse dipendeva solo dal fatto che non sapevo in cosa lei si sarebbe trasformata alla fine! Sam voleva una persona che fosse credibile per quella trasformazione spaventosa, sai, il tipo ‘non farla incazzare altrimenti non sai cosa ti può succedere!’ Prosegui la lettura…

Drag Me To Hell – La visita al set

15 settembre 2009 Peyton Westlake Nessun commento

Vi siete mai chiesti dove fosse finito il regista, produttore e attore Sam Raimi dopo la straordinaria tripletta di successo di Spider-Man?

samraimi3Dopo sette anni trascorsi a mettere a punto la trilogia, il regista de La casa 2 si sentiva pronto per un cambiamento. Nonostante l’amore per il fumetto, Raimi era pronto a tornare alle sue radici: l’horror e il thriller.

L’ultimo progetto di Raimi, Drag Me To Hell, è stato scritto insieme a suo fratello, Ivan Raimi.

“Mentre stavamo scrivendo Darkman nel 1989, io e mio fratello decidemmo di scrivere anche un breve racconto horror, che abbiamo poi trasformato, allungandolo, in Drag Me To Hell a metà degli anni ‘90”, dice Raimi. “All’epoca eravamo entrambi molto impegnati in altri progetti e non avevamo la possibilità di continuare a lavorarci su. Poi sono arrivati i film di Spider-Man, ed è stato solo quando ho completato la serie che mi sono reso conto che volevo tornare a girare un thriller”. Prosegui la lettura…

Sei ragioni per cui più film horror dovrebbero essere come Drag Me to Hell

14 settembre 2009 Ash Williams 2 commenti

Il blog Film Roster è tra quelli che più hanno apprezzato Drag Me to Hell, il film di Sam Raimi nei cinema italiani dall’11 settembre, e per sostenere la pellicola ha pubblicato una curiosa classifica intitolata “Sei Ragioni per cui più film horror dovrebbero essere come Drag Me to Hell”.

“Perché i cinema vengono invasi ogni settimana da questi noiosi, generici e immobili film horror? E’ colpa mia? Ho fatto qualcosa per causare questa scia di mediocricità cinematografica? (…) Gli studios non ascoltano quando diciamo le nostre opinioni, e quando si tratta di un film horror non guardano le recensioni, non hanno interesse a leggere sui blog le opinioni di chi si lamenta dell’ennesimo terribile remake. Gli studios ascoltano solo il suono del potente dollaro. Nel caso del brillante film di Sam Raimi, il regista ci ha dato un megafono. Il problema è: lo useremo?”: così esordisce il blogger, che prosegue con le sei ragioni di cui sopra:

  1. Non è prodotto da Michael Bay
    Un mucchio di film horror recenti (non staremo a fare l’elenco) sono prodotti dal grande regista, ma in realtà figura solo il suo nome, perché a livello creativo non ha nulla a che fare con queste pellicole. Nel caso di Drag Me To Hell, invece, abbiamo un regista di alto livello che è nato con il genere horror nel sangue.
  2. Lo sviluppo dei personaggi
    Quando si va a vedere un film horror, la prima cosa che deve funzionare è il coinvolgimento con i personaggi. Il più delle volte i personaggi dei film horror corrono o muoiono, alternando dialoghi cliché a stereotipi vari: la ragazza volgare, il nerd, l’amabile perdente, la bella ragazza straniera: sono tutti personaggi pronti per essere uccisi. Un regista come Sam Raimi sa molto bene come spaventare qualcuno, così può trasformare le vittime stereotipate in personaggi a tutto tondo, così che lo spettatore ci si possa identificare.
  3. Non è un sequel (né un remake)
    La gente ama le cose familiari: si sente a suo agio a sapere cosa bolle in pentola. In questo film tutto quanto è nuovo, ci sono cose che non sono mai state mostrate in un film horror. L’idea di una vecchietta sdentata che si mette a mordere Alison Lohman è veramente disgustosa. Gli studios adorano i sequel perché sono facili da vendere: la gente conosce i personaggi, si possono riciclare le storie e c’è meno rischio. Ma con poco rischio, c’è poca eccitazione e poca soddisfazione per il pubblico. Il genere horror deve scuotersi e provare nuove idee originali, magari facendo anche qualche errore.
  4. Il rating PG 13 (sconsigliato ai minori di 13 anni)
    L’idea generale è che un film PG-13 sia per ragazzini, non sia veramente spaventoso. Christopher Nolan ci ha mostrato l’anno scorso che non serve un divieto ai minori per fare un film spaventoso e coraggioso. Nello stesso spirito, Sam Raimi ha sfruttato il PG-13 come una opportunità per mostrare cose spaventose senza impiegare una quantità enorme di sangue e nudità. Riesce a fare un film spaventoso senza bisogno di un divieto ai minori.
  5. E’ spaventoso
    C’è una differenza tra l’essere legittimamente spaventati e l’essere disgustati tanto da strillare “ma dai!!”. Le torture dell’Enigmista sono terrificanti, ma dubito che qualcuno sia uscito dal cinema terrorizzato all’idea che un vecchio malato di cancro li perseguiti intimandogli di “fare un gioco”.
    La morte incombe su tutti noi, anche se la ignoriamo abbiamo degli elementi che ce la ricordano tutti i giorni, e che ci circondano: la bellezza sparirà, la giovinezza scomparirà. Drag Me to Hell parla di questi temi: la vecchietta patetica supplica la giovane e bella ragazza di estenderle il mutuo della casa. Quando la bella e giovane ragazza le rifiuta questo favore, la strega la avvicina nel parcheggio e la maledice con una terribile maledizione. Quando la vecchia non sta attaccando Alison Lohman, è tormentata da un demone. Non vediamo mai questo demone. Raimi sa molto bene, come M. Night Shyamalan, che l’immaginazione crea i mostri più terrificanti. Perfezionando sequenze originate nei film della Casa, il regista crea un mostro veramente spaventoso grazie alle ombre, al vento, a forze invisibili. L’assassino più spaventoso è quello che non vediamo arrivare.
  6. E’ divertente
    L’umorismo è alla base del coinvolgimento degli spettatori. Soprattutto l’umorismo legato alle situazioni che vivono i personaggi, e a cui reagiscono con realismo. Il miglior esempio è la raffigurazione di Joker data da Heath Ledger: terrificante, ma spassoso in ogni sua mossa. Chi ha visto i film della Casa sa che Sam Raimi è terribilmente divertente. Anche in Drag Me to Hell Raimi risplende come genio della comicità, senza bisogno di budget stratosferici. Ogni scena spaventosa ha un contrappunto comico. La cosa importante è che l’umorismo non viene spiattellato in faccia, non ci costringe a ridere: la risata arriva grazie al modo intelligente che ha di inserire alcuni sottili dettagli che aumentano la tensione e lo spavento.

Drag me to Hell

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Arriva Drag Me To Hell

11 settembre 2009 Peyton Westlake 4 commenti

dragmetohellDopo alcune anteprime, arriva ufficialmente nel nostro Paese Drag Me To Hell, la pellicola che ha riportato Sam Raimi (regista della saga di Spider-Man) a confrontarsi nuovamente con l’horror più folle e scatenato, dopo che la sua trilogia de La casa, compreso l’ultimo episodio che da noi si chiamava L’armata delle tenebre, ha cambiato la storia del genere. L’interesse degli esercenti sembra notevole, considerando che la pellicola verrà presentata in 250 copie (numero molto interessante per un horror), nonostante tante uscite importanti in questo fine settimana e i risultati straordinari che sta ottenendo L’era glaciale 3.

Costato 30 milioni di dollari, Drag Me To Hell ne ha conquistati finora 80 in tutto il mondo, di cui 42 negli Stati Uniti. Vedremo quale sarà il contributo che fornirà il nostro Paese. Ma voi lo vedrete? E se lo avete visto, quali sono le vostre impressioni? Siete rimasti soddisfatti? fateci sapere le vostre opinioni nei commenti…

Drag Me to Hell Blog intervista Bob Murawski!

10 settembre 2009 Ash Williams 3 commenti

Manca solo un giorno all’uscita di Drag Me to Hell nei cinema italiani! Abbiamo intervistato in esclusiva per il blog di Drag Me to Hell il montatore del film di Sam Raimi, ovvero Bob Murawski, che ci parla di com’è lavorare per il grande regista horror…

1.  Com’è lavorare con Sam Raimi?
Lavorare con sam è grandioso. Adora il genere horror e sa come si gira una buona scena spaventosa con suspense. Sam è un perfezionista, continua a girare una scena finché non ottiene quello che gli serve a farla funzionare al meglio piuttosto che accontentarsi di qualcosa che non è ottimo. Inoltre, Sam capisce il valore di una buona performance da parte degli attori. Se il pubblico non crede a quello che l’attore dice o fa, non crederà alla scena nel suo insieme e perderà interesse. Quindi Sam lavora moltissimo con gli attori per essere sicuro che ogni battuta nella performance sia buona e realistica, ripetendo una scena tante volte quanto basta a farmi avere il materiale giusto per lavorare bene, far funzionare la scena e iniziare poi a ritagliarla con lui

2. Quanto tempo trascorrete solitamente a lavorare assieme in sala di montaggio tu e Sam Raimi?
Drag me to Hell Monto il film mentre lui lo gira, e gli consegno il montato delle scene man mano che procediamo, così può vedere il film prendere forma. A volte le cose non vanno secondo i piani, quindi se stanno ancora girando sullo stesso set c’è la possibilità di rifare qualche inquadratura o girare materiale aggiuntivo per rendere meglio la scena. La cosa bella di Sam è che è aperto a idee che potrebbero servire a far funzionare meglio una scena. Un piano ravvicinato qui o lì per chiarire un punto della storia o aggiungere impatto, o addirittura il suggerimento di rigirare una performance che non risulta credibile al 100%.
Una volta finite le riprese, passo circa una settimana a mettere insieme il film, poi vediamo una bozza di montato per capire come risulta nel suo insieme. Poi passiamo un paio di mesi a raffinare le scene, cercando di liberarci delle cose che non ci servono, migliorando le performance con riprese alternative di una stessa scena e lavorando agli effetti visivi. Inoltre definiamo cosa non funziona e non si riesce a sistemare, e così iniziamo a pianificare una lista di riprese aggiuntive da realizzare per portare il film a un livello superiore. Con Drag Me To Hell siamo stati fortunati: abbiamo avuto la possibilità di stendere una lista di inquadrature che sapevamo avrebbero aiutato il film, e di girarle per altri 4-5 giorni, ottenendo nuovo materiale. Penso che con le riprese aggiuntive il film sia migliorato di un buon 30%.
Cerchiamo costantemente modi di migliorare il film durante tutto il processo di post-produzione. Prosegui la lettura…

Lorna Raver, la strega di Drag Me To Hell

9 settembre 2009 Peyton Westlake Nessun commento

Se la protagonista sventurata di Drag Me To Hell è ovviamente Alison Lohman, a rubare spesso la scena c’è Lorna Raver, l’attrice che interpreta la signora Ganush, la spaventosa strega che lancia una maledizione terribile. Per sincerarvene, potete vedere questo filmato, che all’inizio mostra la clip in inglese in cui avviene lo scontro feroce tra le due protagoniste, che porta il destino di Christine Brown (appunto il personaggio della Lohman) a cambiare per sempre.

Di seguito, c’è un’intervista per scoprire meglio Lorna Raver. Nella prima parte, ci dice alcune cose abbastanza scontate (è stato divertente ma faticoso”, “all’inizio era dubbiosa, ma poi è stata felice della scelta di lavorare al film”, “Sam è una persona magnifica e coinvolge molto gli attori”), ma in seguito abbiamo anche qualche informazione più interessante. Per esempio, quando si è imbarcata in questa avventura, non conosceva la serie de La Casa, ma poi tutti quelli a cui parlava ne erano antusiasti e ha finito per scoprirne di più.

Infine, la Raver indica che il lavoro al cinema e in teatro è ovviamente diverso, facendo capire che le emozioni che si provano con un pubblico dal vivo sono insuperabili. Tuttavia, spera di poter fare tanti altri film, anche se non soltanto nel ruolo della vecchia signora inquietante. Una parte che comunque, sia detto senza offesa, le calza a pennello…

 

 

Il mago Sam Raimi

8 settembre 2009 Peyton Westlake Nessun commento

samraimi3Il canale Black Tree tv ha realizzato diverse interviste ai creatori di Drag Me To Hell. Non poteva ovviamente mancare Sam Raimi, che viene intervistato a proposito del film. Il regista rivela di non avere segreti particolari nel suo lavoro nell’horror, se non quello di circondarsi dei migliori tecnici e attori, collaborando con loro il più possibile. Raimi ascolta sempre con molta attenzione i consigli dei tecnici e degli attori. Nel caso specifico di questa pellicola, è avvenuto che Justin Long lo ha aiutato a rendere il suo personaggio più naturale, riscrivendo le battute presenti in sceneggiatura. Insomma, le persone che gli stanno intorno gli forniscono molte idee e lui fa attenzione a prendere praticamente tutto materiale.

Raimi parla anche del suo impegno con Spider-Man e come la celebre trilogia lo abbia fatto maturare. In generale, il regista è lieto di aver potuto lavorare negli ultimi dieci anni con attori del calibro di Bylly Bob Thornton, Cate Blanchett, Tobey Maguire e Gene Hackman. Da tutto questo, ha imparato come rendere i protagonisti dei suoi film delle persone assolutamente reali, cosa che a suo avviso non sarebbe riuscito a fare dieci anni fa. Infine, Raimi parla anche del suo ‘passato’ di mago, autore comunque soltanto di illusioni magiche per le feste dei ragazzi. E sconsiglia vivamente di provarci ai matrimoni, come ha fatto lui, visti i pessimi risultati che porebbero venir fuori… Nel filmato, sono presenti anche due delle migliori sequenze della pellicola…