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Drag Me to Hell vicino al milione in Italia

21 settembre 2009 Ash Williams Nessun commento

Secondo weekend italiano per Drag Me to Hell: il film di Sam Raimi scende in ottava posizione e realizza altri 249.105: un calo del 40% rispetto al weekend d’apertura. In Italia l’horror sfiora il milione complessivo (950mila euro) dopo dieci giorni.

E’ proprio grazie all’Italia che il film conclude la sua corsa, iniziata a maggio con l’uscita americana. Costato solo 30 milioni di dollari, ne ha incassati in tutto il Mondo ben 80,4: un vero successo, lontano dalle centinaia di milioni di dollari incassati da altre mega-produzioni di Raimi (come Spider-Man), che tuttavia hanno lo svantaggio di un budget colossale. 80 milioni sono parecchi per un horror, soprattutto per un regista come Raimi i cui film dell’orrore sono dei cult soprattutto in home video…

Drag Me to Hell: un film sui disturbi alimentari?

19 settembre 2009 Ash Williams Nessun commento

A molti di voi Drag Me to Hell è piaciuto tantissimo. Una delle qualità maggiori del film di Sam Raimi è la raffinatezza con cui il regista è capace di costruire personaggi a tutto tondo e affrontare tematiche di un certo tipo pur realizzando un film horror estremamente divertente e di grande intrattenimento.

Personaggi così approfonditi da far sì che in rete (in particolare su IMDB) circolino teorie sulla vera storia che potrebbe celarsi dietro al film, una storia di disagio alimentare. Drag Me to Hell potrebbe essere visto infatti come un film sulla bulimia, dove una ragazza si pone freni psicologici così forti da avere allucinazioni e, alla fine, impazzire letteralmente. Attenzione agli spoiler che seguono dopo il salto…

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Sei ragioni per cui più film horror dovrebbero essere come Drag Me to Hell

14 settembre 2009 Ash Williams Nessun commento

Il blog Film Roster è tra quelli che più hanno apprezzato Drag Me to Hell, il film di Sam Raimi nei cinema italiani dall’11 settembre, e per sostenere la pellicola ha pubblicato una curiosa classifica intitolata “Sei Ragioni per cui più film horror dovrebbero essere come Drag Me to Hell”.

“Perché i cinema vengono invasi ogni settimana da questi noiosi, generici e immobili film horror? E’ colpa mia? Ho fatto qualcosa per causare questa scia di mediocricità cinematografica? (…) Gli studios non ascoltano quando diciamo le nostre opinioni, e quando si tratta di un film horror non guardano le recensioni, non hanno interesse a leggere sui blog le opinioni di chi si lamenta dell’ennesimo terribile remake. Gli studios ascoltano solo il suono del potente dollaro. Nel caso del brillante film di Sam Raimi, il regista ci ha dato un megafono. Il problema è: lo useremo?”: così esordisce il blogger, che prosegue con le sei ragioni di cui sopra:

  1. Non è prodotto da Michael Bay
    Un mucchio di film horror recenti (non staremo a fare l’elenco) sono prodotti dal grande regista, ma in realtà figura solo il suo nome, perché a livello creativo non ha nulla a che fare con queste pellicole. Nel caso di Drag Me To Hell, invece, abbiamo un regista di alto livello che è nato con il genere horror nel sangue.
  2. Lo sviluppo dei personaggi
    Quando si va a vedere un film horror, la prima cosa che deve funzionare è il coinvolgimento con i personaggi. Il più delle volte i personaggi dei film horror corrono o muoiono, alternando dialoghi cliché a stereotipi vari: la ragazza volgare, il nerd, l’amabile perdente, la bella ragazza straniera: sono tutti personaggi pronti per essere uccisi. Un regista come Sam Raimi sa molto bene come spaventare qualcuno, così può trasformare le vittime stereotipate in personaggi a tutto tondo, così che lo spettatore ci si possa identificare.
  3. Non è un sequel (né un remake)
    La gente ama le cose familiari: si sente a suo agio a sapere cosa bolle in pentola. In questo film tutto quanto è nuovo, ci sono cose che non sono mai state mostrate in un film horror. L’idea di una vecchietta sdentata che si mette a mordere Alison Lohman è veramente disgustosa. Gli studios adorano i sequel perché sono facili da vendere: la gente conosce i personaggi, si possono riciclare le storie e c’è meno rischio. Ma con poco rischio, c’è poca eccitazione e poca soddisfazione per il pubblico. Il genere horror deve scuotersi e provare nuove idee originali, magari facendo anche qualche errore.
  4. Il rating PG 13 (sconsigliato ai minori di 13 anni)
    L’idea generale è che un film PG-13 sia per ragazzini, non sia veramente spaventoso. Christopher Nolan ci ha mostrato l’anno scorso che non serve un divieto ai minori per fare un film spaventoso e coraggioso. Nello stesso spirito, Sam Raimi ha sfruttato il PG-13 come una opportunità per mostrare cose spaventose senza impiegare una quantità enorme di sangue e nudità. Riesce a fare un film spaventoso senza bisogno di un divieto ai minori.
  5. E’ spaventoso
    C’è una differenza tra l’essere legittimamente spaventati e l’essere disgustati tanto da strillare “ma dai!!”. Le torture dell’Enigmista sono terrificanti, ma dubito che qualcuno sia uscito dal cinema terrorizzato all’idea che un vecchio malato di cancro li perseguiti intimandogli di “fare un gioco”.
    La morte incombe su tutti noi, anche se la ignoriamo abbiamo degli elementi che ce la ricordano tutti i giorni, e che ci circondano: la bellezza sparirà, la giovinezza scomparirà. Drag Me to Hell parla di questi temi: la vecchietta patetica supplica la giovane e bella ragazza di estenderle il mutuo della casa. Quando la bella e giovane ragazza le rifiuta questo favore, la strega la avvicina nel parcheggio e la maledice con una terribile maledizione. Quando la vecchia non sta attaccando Alison Lohman, è tormentata da un demone. Non vediamo mai questo demone. Raimi sa molto bene, come M. Night Shyamalan, che l’immaginazione crea i mostri più terrificanti. Perfezionando sequenze originate nei film della Casa, il regista crea un mostro veramente spaventoso grazie alle ombre, al vento, a forze invisibili. L’assassino più spaventoso è quello che non vediamo arrivare.
  6. E’ divertente
    L’umorismo è alla base del coinvolgimento degli spettatori. Soprattutto l’umorismo legato alle situazioni che vivono i personaggi, e a cui reagiscono con realismo. Il miglior esempio è la raffigurazione di Joker data da Heath Ledger: terrificante, ma spassoso in ogni sua mossa. Chi ha visto i film della Casa sa che Sam Raimi è terribilmente divertente. Anche in Drag Me to Hell Raimi risplende come genio della comicità, senza bisogno di budget stratosferici. Ogni scena spaventosa ha un contrappunto comico. La cosa importante è che l’umorismo non viene spiattellato in faccia, non ci costringe a ridere: la risata arriva grazie al modo intelligente che ha di inserire alcuni sottili dettagli che aumentano la tensione e lo spavento.

Drag me to Hell

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Drag Me to Hell Blog intervista Bob Murawski!

10 settembre 2009 Ash Williams 1 commento

Manca solo un giorno all’uscita di Drag Me to Hell nei cinema italiani! Abbiamo intervistato in esclusiva per il blog di Drag Me to Hell il montatore del film di Sam Raimi, ovvero Bob Murawski, che ci parla di com’è lavorare per il grande regista horror…

1.  Com’è lavorare con Sam Raimi?
Lavorare con sam è grandioso. Adora il genere horror e sa come si gira una buona scena spaventosa con suspense. Sam è un perfezionista, continua a girare una scena finché non ottiene quello che gli serve a farla funzionare al meglio piuttosto che accontentarsi di qualcosa che non è ottimo. Inoltre, Sam capisce il valore di una buona performance da parte degli attori. Se il pubblico non crede a quello che l’attore dice o fa, non crederà alla scena nel suo insieme e perderà interesse. Quindi Sam lavora moltissimo con gli attori per essere sicuro che ogni battuta nella performance sia buona e realistica, ripetendo una scena tante volte quanto basta a farmi avere il materiale giusto per lavorare bene, far funzionare la scena e iniziare poi a ritagliarla con lui

2. Quanto tempo trascorrete solitamente a lavorare assieme in sala di montaggio tu e Sam Raimi?
Drag me to Hell Monto il film mentre lui lo gira, e gli consegno il montato delle scene man mano che procediamo, così può vedere il film prendere forma. A volte le cose non vanno secondo i piani, quindi se stanno ancora girando sullo stesso set c’è la possibilità di rifare qualche inquadratura o girare materiale aggiuntivo per rendere meglio la scena. La cosa bella di Sam è che è aperto a idee che potrebbero servire a far funzionare meglio una scena. Un piano ravvicinato qui o lì per chiarire un punto della storia o aggiungere impatto, o addirittura il suggerimento di rigirare una performance che non risulta credibile al 100%.
Una volta finite le riprese, passo circa una settimana a mettere insieme il film, poi vediamo una bozza di montato per capire come risulta nel suo insieme. Poi passiamo un paio di mesi a raffinare le scene, cercando di liberarci delle cose che non ci servono, migliorando le performance con riprese alternative di una stessa scena e lavorando agli effetti visivi. Inoltre definiamo cosa non funziona e non si riesce a sistemare, e così iniziamo a pianificare una lista di riprese aggiuntive da realizzare per portare il film a un livello superiore. Con Drag Me To Hell siamo stati fortunati: abbiamo avuto la possibilità di stendere una lista di inquadrature che sapevamo avrebbero aiutato il film, e di girarle per altri 4-5 giorni, ottenendo nuovo materiale. Penso che con le riprese aggiuntive il film sia migliorato di un buon 30%.
Cerchiamo costantemente modi di migliorare il film durante tutto il processo di post-produzione. Prosegui la lettura…

La critica americana e Drag Me to Hell

7 settembre 2009 Ash Williams Nessun commento

L’altro giorno vi abbiamo riportato l’ottima accoglienza della critica italiana verso Drag Me to Hell: il film è piaciuto a buona parte dei giornali e dei blog/siti internet.

Anche negli Stati Uniti l’horror di Sam Raimi è piaciuto molto, e così oggi vi riportiamo i passaggi salienti delle recensioni di alcuni dei migliori critici oltreoceano. RottenTomatoes, aggregatore di recensioni online, riporta che il film ha ricevuto 187 recensioni positive e solo 15 recensioni negative, con un voto medio di 7.7.

  • Roger Ebert (Chicago Sun Times)
    “Drag Me to Hell è un film horro a tratti divertente e a tratti sorprendente. Così voleva essere, e così è.”
  • David Edelstein (New York Magazine)
    “Raimi lanciò la sua carriera con film come La Casa, prima di evolversi verso thriller più convenzionali e Spider-Man. Bentornato alla Grindhouse, Sam! In Drag Me to Hell prova di essere un regista magistrale di cinecomic – e non intendo citare uno stilista pretenzioso da cine-graphic-novel come Zack Snyder. Le inquadrature di Raimi hanno la forza iperbolica delle migliori vignette, con un colpo a ogni cambio di scena: i suoi montaggi sono maniacali. Sopra, sotto, dietro e da dentro la tua testa arrivano grida, fischi, gemiti e mascelle demoniache che digrignano i denti. Davvero, questa è la manna dall’inferno.”
  • Peter Travers (Rolling Stone)
    “Il titolo è falso. Drag Me to Hell ti trascina in paradiso. Il regista Sam Raimi, fermando la sua corsa dopo il successo della trilogia di Spider-Man, ritorna ai bassifondi luridi e sottocosto che lo lanciarono con La Casa nel 1983. Il risultato, scritto ancora una volta col fratello Ivan Raimi, è una gara al disgusto messa in piedi da due fratelli di grande talento. Non potevo essere più felice. Le risate sono tanto esplosive quando le grida. L’urlo più alto arriva dal rating PG-13 trascinato ai limiti del buon gusto. C’è meno sangue e ci sono meno parolacce, ma il film non finisce mai di spaventarti.”
  • Dan Kois (Washington Post)
    “Come nei migliori film horror, Drag Me to Hell tiene gli spettatori al limite dell’isteria, così che ogni colpo fa partire il cuore a mille e ogni battuta scatena risate fuori controllo.”
  • Betsy Sharkey (Los Angeles Times)
    “Il film di Sam Raimi fa tutto quello che vorremmo facesse un film horror: è terribilmente spaventoso, follemente divertente e diabolicamente disgustoso. Tre stati di tensione dello stomaco che si scontrano con la voglia di mangiarsi i popcorn durante la visione!”
  • Richard Corliss (Time Magazine)
    “Drag Me to Hell – un grande titolo di genere per un film di genere – è l’ultimo film di Sam Raimi, che ha fatto i miliardi con Spider-Man ma è riverito dagli horrormaniaci per un’altra trilogia, quella della Casa. Prendendosi una pausa dai suoi film, attori e soggetti ad alto budget, Raimi e suo fratello Ivan hanno scritto un film sugli effetti di una maledizione zingaresca che colpisce una persona che compie Una Cosa Cattiva. Ispirati dal tono dei B-movie tipici degli anni cinquanta, hanno fatto un omaggio-pastiche dello stesso tipo.”
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Spot italiano per Drag Me to Hell!

6 settembre 2009 Ash Williams Nessun commento

Manca meno di una settimana all’uscita italiana di Drag Me to Hell: l’horror di Sam Raimi arriverà nei nostri cinema l’11 settembre.

Ecco uno spot tv italiano con alcune clip inedite tratte dal film!

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Drag Me to Hell convince la critica italiana

5 settembre 2009 Ash Williams Nessun commento

Come per gli Stati Uniti, anche in Italia Drag Me to Hell, il nuovo film horror di Sam Raimi in uscita l’11 settembre, ha convinto la critica – sia sulla carta stampata che online.

Drag me to Hell I quotidiani hanno assistito alla proiezione del film al Festival di Cannes. Roberto Nepoti su Repubblica lo definisce “un film di paura coi fiocchi”, Andrea Martini su Quotidiano Nazionale definisce “bravo” Sam Raimi, perché “Mescola le culture giocando con le paure degli americani riguardo al diverso”. Alberto Crespi sull’Unità parla di “un horror eversivo, che racconta sotto traccia l’economia americana con la stessa arguzia del vecchio Essi vivono di John Carpenter. (…) Quando vedrete Drag Me to Hell, fate caso al ruolo che ha il denaro nel film: Sam Raimi e suo fratello Ivan, suo sceneggiatore dai tempi di Darkman, lo hanno disseminato in ogni interstizio della trama, componendo un apologo horror nel quale Satana e il dollaro vanno di pari passo”. Per Boris Sollazzo su Liberazione il film è “un brillante esempio di intrattenimento puro che dice, con la sua sola premessa, più di tanti trattati”. Mariuccia Ciotta sul Manifesto spiega che “Drag Me to Hell è una commedia-horror da Drive-in, tipo Scream di Wes Craven, ma con un retrogusto di solenne indignazione che evoca uno dei suoi film più belli, Soldi sporchi (A simple plain,1998) sull’avidità e la mutazione della persona media, innocua, che si rende complice dei peggiori delitti”. Infine, sul Sole 24 Ore si spiega che “In Drag Me To Hell non manca proprio niente dei sapori e rumori della grande tradizione horror, con una dose di umorismo talmente sagace da riuscire a spaventare e divertire esattamente nel medesimo istante”.

Ma passiamo alla rete, dove le recensioni sono più fresche.

Drag me to Hell Su ComingSoon.it Drag Me to Hell è definito “un film divertentissimo e dal ritmo irresistibile, con il quale il regista si conferma un talento unico nel mescolare ed intrecciare in maniera indissolubile la paura, lo spavento, persino il disgusto con l’ironia, la causticità e la risata.” Movieplayer dice che “Al di là di qualche cliché irritante – in particolare il passato da “ragazza grassa” attribuito alla filiforme Christine per sottolinearne la vulnerabilità emotiva, e il grossolano humour sulla repellente decrepitezza femminile – Drag Me to Hell conquista e intrattiene, dandoci la conferma del fatto che, in ambito di comedic horror, non c’è ancora nessuno in grado di incrociare i fioretti con Sam Raimi.” ScreenWeek sostiene che “Nonostante sia stata da sempre la cifra del cinema di Sam Raimi, in Drag Me To Hell la fusione tra horror e commedia è perfetta e portata a livelli mai toccati prima. Senza mai nemmeno sfiorare l’idea di parodia Raimi riesce a girare due film in uno o meglio un film in cui ad ogni segno corrispondono sistematicamente più significati che oscillano tra il serio e il faceto, riuscendo a far ridere sempre il pubblico con il film e mai del film (nonostante ad un altro regista con la medesima sceneggiatura sarebbe sicuramente capitato).” Su BadTaste.it spieghiamo che “I fratelli Raimi, infatti, riprendono lo spirito folle de La Casa 2 e L’armata delle tenebre e costruiscono una storia incalzante e senza punti morti”, mentre Cineblog dice che il film “farà semplicemente impazzire i tantissimi fan del regista, che usciranno dal cinema a dir poco entusiasti per l’ultimo suo gioiello”. Anche FilmScoop sostiene che “il film farà senz’altro felici i nostalgici del vecchio Raimi, che sfodera con ludica verve ed energia tutti i trucchi del suo collaudato campionario da prestigiatore”, anche se “susciterà un sostanziale senso di déjà-vu in tutti gli altri”.

Insomma, un’ottima accoglienza per il film. Non vediamo l’ora di sapere cosa ne pensate voi!

20 doppi biglietti per l’anteprima italiana di Drag Me to Hell!

3 settembre 2009 Ash Williams 36 commenti

Volete vedere Drag Me to Hell in anteprima a Roma? Potete farlo, gratuitamente, e portando una persona con voi!

Le prime venti persone che scriveranno nei commenti a questa notizia cosa si aspettano dal film di Sam Raimi riceveranno un biglietto valido per due persone per l’anteprima del nuovo film di Sam Raimi di giovedì 10 settembre, ore 20.30, al Cinema Odeon di Roma. Ovviamente l’invito è di venire a commentare il film qui sul blog, dopo averlo visto!

I biglietti verranno inviati alle prime venti persone che commenteranno questa notizia, inserendo un indirizzo e-mail valido. Se anche vedete già venti commenti, non è detto che gli indirizzi email siano tutti validi, quindi vi invitiamo a provarci ugualmente: se verrete ricontattati da noi vorrà dire che vi sarete aggiudicati il biglietto.

Drag Me to Hell esce l’11 settembre.

 

Esclusiva: una scena italiana di Drag me to Hell!

1 settembre 2009 Ash Williams 2 commenti

In occasione dell’uscita, l’11 settembre, di Drag Me to Hell, il blog ufficiale italiano del film e quattro siti di cinema italiani (BadTaste.it, Comingsoon.it, Movieplayer.it e Screenweek.it) vi mostrano in esclusiva cinque clip italiane del nuovo horror di Sam Raimi, proprio come accaduto per le locandine.

La nostra scena mostra i due protagonisti mentre discutono, dopo che la bella Alison Lohman è stata aggredita e maledetta con la Maledizione Lamia da una anziana signora. Le altre clip, una più terrificante dell’altra, sono visibili sugli altri quattro siti: le trovate cliccando sui link.

Ed ecco la nostra scena:

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Drag me to Hell anche su Twitter!

29 agosto 2009 Ash Williams Nessun commento

Da oggi il blog ufficiale di Drag me to Hell è anche su Twitter!

Nelle prossime settimane utilizzeremo il noto sistema di microblogging per fornirvi tutti gli ultimi aggiornamenti dal blog e non solo: link a materiale interessante legato al film di Sam Raimi, alle migliori recensioni del film e ad altro ancora!

Se già non l’avete fatto, seguite Drag Me to Hell su Twitter!