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Il braccio-motosega de La casa 2

25 agosto 2009 Peyton Westlake 2 commenti

Una delle scene più celebri non solo de La Casa 2, ma di tutta la filmografia di Sam Raimi, regista di Drag Me To Hell (in uscita l’11 settembre), è senza dubbio quella che vi proponiamo oggi. Nel film, il protagonista Ash Williams ha dovuto tagliarsi la mano, ormai fuori controllo (come vi avevamo mostrato qui), ma di sicuro non è a corto di idee. Ecco allora che decide di sostituirla con un attrezzo veramente utile: una motosega!
Il montaggio è da studiare nelle scuole di cinema, mentre il risultato finale è veramente da applausi. Diventata di culto anche la semplice parolina detta da Williams: ‘groovy‘ (un modo colloquiale di dire ‘fantastico, ottimo’).

 

 

Intervista a Alison Lohman – prima parte

24 agosto 2009 Peyton Westlake 1 commento

alisonlohman1In Drag Me To Hell, Alison Lohman interpreta Christine Brown, una giovane donna il cui mondo idilliaco si trasforma in un inferno quando le viene lanciata contro una terribile maledizione.

Attrice fin dall’età di nove anni, la Lohman si è fatta notare per la prima volta a Hollywood nel 2002 nel film drammatico White Oleander – Oleandro bianco, al fianco di Michelle Pfeiffer, Renée Zellweger e Robin Wright Penn. Ha proseguito interpretando Il genio della truffa con Nicolas Cage; Big Fish, diretto da Tim Burton; Noi due sconosciuti, con Halle Berry, e La leggenda di Beowulf, del regista Robert Zemeckis.

Drag Me To Hell è un punto di partenza per te: il tuo primo horror. cosa ti ha affascinato di questo ruolo?
Sam Raimi
. Mi ricordo la prima volta che ne ho parlato con lui al telefono. Penso che la conversazione sia durata tre ore, forse di più. Parlava di ogni dettaglio, come un bambino che racconta una storia accanto a un fuoco da campo, e mi sono resa conto che dovevo fare questo film con lui. Il fatto è che non sono un’appassionata di horror. Ci vuole molto per spaventarmi. Prima di parlare con Sam, non avrei mai pensato che potesse andar bene per me. Non pensavo che fosse nelle mie corde, come pure qualsiasi altro film horror. Fortunatamente ho capito cosa rende i migliori film horror dei buoni film e cosa rende Sam tanto speciale. Se hai personaggi e situazioni abbastanza interessanti da coinvolgere il pubblico a prescindere dalla parte horror, allora realizzi un grande film. Sfortunatamente, un sacco di film horror che ho visto di recente non hanno queste caratteristiche, motivo per cui all’inizio non ero interessata. Ho sempre avuto la sensazione che in un certo senso i personaggi di quei film fossero sempre in attesa della parte horror, dell’arrivo dei momenti di paura.

Cosa ti ha insegnato Sam Raimi sui film horror?
Per lui non è mai solo questione di horror. Qualche volta ci sono dei momenti che fanno paura, ma i protagonisti sono più importanti. In Drag Me To Hell, si è impegnato molto su Christine, sui suoi rapporti, e con delle scene molto reali nelle quali possiamo identificarci. Quando arriva il momento in cui lei deve affrontare il demonio, sei lì al suo fianco. L’horror, in un certo senso, è solo la ciliegina sulla torta. Entri con lui in un mondo diverso, che è talmente concreto e ricco di dettagli che ti senti a tuo agio. E ti fidi mentre affronti questa avventura.

Come ti sei preparata per il film?
Ho avuto degli incontri con Sam per farmi un’idea di quello che pensava del personaggio. Ho anche incontrato un funzionario addetto ai prestiti, che è quello che interpreto sullo schermo. Non sapevo niente di banche e sono un disastro con i numeri, perciò avevo bisogno di farmi un’idea di come fosse quel tipo di vita e la gente che vive così nella realtà. Sono anche uscita un po’ con Justin Long, che interpreta il mio fidanzato, giusto per conoscerci meglio, per dare spessore al nostro rapporto sullo schermo. E poi, ovviamente, ho guardato i classici dell’horror tutti i giorni, concentrandomi sui momenti clou. Qualsiasi film stessi guardando, facevo attenzione al ritmo e all’andamento. Cioè, mi sedevo lì, spegnevo le luci e guardavo film come Shining. Altre volte, guardavo solo delle clip dei film per trovare l’ispirazione giusta per quello che avrei dovuto fare.

Avevi già visto i film horror di Sam?
No, gli horror no. Perciò mi sono guardata tutta la serie de La casa e L’armata delle tenebre. Avevo già visto Soldi sporchi e The Gift, che mi erano piaciuti. Cioè, mi è sempre piaciuto il lavoro di Sam, specialmente i film di Spider-Man. In tutti traspare la sua personalità. Ha un senso dell’umorismo molto particolare e asciutto. E quell’umorismo che si vede nei film è anche quello del suo carattere.

Come e’ stato lavorare con Sam?
Meraviglioso. Abbiamo fatto moltissime prove, ripassando le scene, discutendone e scherzandoci su, cosa che è stata di grande aiuto. Sam è bravo in queste cose, è molto collaborativo e aperto nei confronti degli attori in modo che si sentano coinvolti. Ti fa venire voglia di dare di più, proprio perché è così ben disposto. Questo mi piace di lui. E’ raro trovarlo in un regista.

Fine della prima parte – La seconda e ultima parte dell’intervista con Alison Lohman uscirà giovedì 27 agosto

ESCLUSIVA: Intervista allo scenografo Steve Saklad!

18 agosto 2009 Peyton Westlake 1 commento

Lo scenografo di Drag Me To Hell ci svela i segreti del film in un’intervista esclusiva…

Quali sono le scene di Drag Me to Hell di cui sei più orgoglioso? Qual è stata la tua fonte di ispirazione?
Per essere un film a basso budget, Drag Me To Hell ha fornito al reparto artistico un’opportunità straordinaria per raccontare una storia decisamente visiva. Come scenografo, era importante distinguere i diversi mondi distinti della nostra storia, iniziando con i grigio-beige blandi della Banca o della sala da pranzo dei genitori di Clay. La casa di Christine è un ponte visivo per quanto riguarda la tavolozza ricca di colori e la densità delle stevesakladscenografie sul set, che indica come il mondo spirituale si insinui lì dentro. Ma poi devi fare un salto nel folle abisso del mondo spirituale: le sale di lettura della mano di Rham Jas, la casa della zingara e ovviamente la dimora del terrore dove risiede Shawn San Dena. L’intensità dei colori raggiunge vette incredibili qui: il turchese incontra l’arancione, il blu cobalto, il rosa e l’oro. Gli insegnamenti antireligiosi antichi si sovrappongono: immagini greche, latine, ebraiche e musulmane cozzano tra di loro. Fontane e tappezzerie rovinate, fiori e frutti in disfacimento sono presenti in questo mondo, in cui la morte si confonde con la vita. L’ispirazione ci è arrivata da ogni parte, ma soprattutto dai palazzi decadenti del Bosforo a Istanbul. Qui l’Asia incontra l’Europa, i musulmani si mischiano con i cristiani e gli ebrei. Questa è la ricca pietanza che noi volevamo mostrare nel grande Salone di questa dimora. Prosegui la lettura…

La mano de La Casa 2

Un buon modo per capire i riferimenti di Sam Raimi per Drag Me To Hell è andare a vedere la storica saga de La casa. Nel secondo episodio, quello forse più ricco di scene di culto (ma la concorrenza dgli altri due capitoli, come ben sanno gli appassionati, è forte), spicca questa fantastica scena con protagonista Bruce Campbell, in cui possiamo vedere l’incredibile abilità dell’attore nel mettersi in gioco, costi quel che costi. Il finale, comunque, è in puro stile Sam Raimi degli esordi, senza paura di spingere sul pedale dell’acceleratore…

 

 

Intervista: Sam Raimi parla di Drag Me to Hell – seconda parte

Prosegue l’intervista a Sam Raimi, dopo la prima parte pubblicata qui.

Come e’ nata l’idea di avere Alison Lohman nel cast?

Alison LohmanVolevo che il pubblico compisse un percorso nel peccato assieme al personaggio. Ecco perché avere Alison era così importante. Perché, in realtà, si tratta di un personaggio moralmente fallimentare. Commette un peccato di avidità buttando fuori di casa un’anziana signora. E volevo vedere se riuscivo a far identificare il pubblico con lei. Credo che abbia fatto un eccellente lavoro.

E comunque l’hai fatta passare attraverso sofferenze atroci.

Sì, ero preoccupato che lei – come in effetti chiunque – non riuscisse a sopportare tutte le cose che dovevamo farle. Ho cercato di essere onesto sulla cosa, beh, senza dirle proprio tutto quello che le avremmo fatto passare, perché temevo che non avrebbe accettato la parte (ride). Volevo solo metterla sull’avviso, per così dire. Ma dovevamo farle cose davvero orribili. Insomma, venire soffocata tutto il tempo da quella anziana signora interpretata da Lorna Raver che la afferra alla gola… L’ho lanciata fuori da un’auto, le ho buttato addosso di tutto, le ho messo un’imbracatura e l’ho sbattuta in giro per una stanza per ore e l’ho sepolta viva sotto 3 quintali di fango. E tutto questo solo nella prima settimana (ride). Prosegui la lettura…

Un poster esclusivo di Drag Me To Hell

6 agosto 2009 Peyton Westlake 1 commento

Per esordire degnamente con la nascita del blog, abbiamo deciso di realizzare una campagna un po’ particolare. Infatti, avendo cinque poster a disposizione, abbiamo pensato di dividerli con altri quattro siti italiani: Comingsoon, Movieplayer, Screenweek e Badtaste.

Ecco quindi i link alle pagine dei rispettivi siti in cui potrete vedere gli altri poster italiani, uno più terrificante dell’altro:

Qui sotto, invece, potete vedere il poster a noi riservato, decisamente horror:

Drag Me to Hell - Locandina italiana

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Intervista: Sam Raimi parla di Drag Me to Hell – prima parte

Drag Me To Hell segna il ritorno lungamente atteso di Sam Raimi alle sue radici horror. Nel suo ultimo lavoro l’apprezzato maestro del cinema del terrore narra infatti le spaventose vicende di Christine Brown (Alison Lohman), una giovane donna la cui vita idilliaca si trasforma in un inferno, per una terribile maledizione scagliata contro di lei. Esperto di film di genere, Raimi si era fatto conoscere nel 1981 con La casa, affermandosi poi come uno dei registi più autorevoli, fino a dirigere di recente la serie di Spider Man (che ha fatto registrare un incasso complessivo di quasi due miliardi e mezzo di dollari ai botteghini di tutto il mondo).

Guardando Drag Me To Hell, si ha l’impressione che tu sia come un bambino in un negozio di caramelle, che stai facendo quello che ami fare di più.

E’ vero. Mi è piaciuto un sacco girare questo film. Eravamo in mezzo a persone che conosco e con le quali mi sento a mio agio. E per quanto riguarda quelli che non conoscevamo, credo che con i nuovi arrivati abbiamo avuto molta fortuna. Prosegui la lettura…

Gli attori di Drag Me to Hell alla première

Alla première americana del film, i giornalisti hanno potuto fare delle interviste agli attori, come potete vedere qui:

 

 

Justin Long rivela che è stato un grande onore lavorare con Sam Raimi, di cui è un grande fan, così come lo è di Alison Lohman. L’attrice la descrive invece come l’esperienza più incredibile della sua vita e sostiene che Raimi possegga il miglior sense of humour che abbia mai incontrato in una persona e che questo sia evidente nei suoi film. D’altronde, come afferma Dileep Rao, lui ha contribuito a creare questa forma di horror ed è un suo marchio di fabbrica. Lorna Raver, sempre parlando del regista, dice che non si penserebbe mai che un tipo che crea questo tipo di horror è un gentleman. Poi, sostiene ironicamente di aver lavorato a stretto contatto con la Lohman. Quanto stretto, lo vedrete presto…

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