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Archivio per la categoria ‘approfondimenti’

Drag Me to Hell: un film sui disturbi alimentari?

19 settembre 2009 Ash Williams Nessun commento

A molti di voi Drag Me to Hell è piaciuto tantissimo. Una delle qualità maggiori del film di Sam Raimi è la raffinatezza con cui il regista è capace di costruire personaggi a tutto tondo e affrontare tematiche di un certo tipo pur realizzando un film horror estremamente divertente e di grande intrattenimento.

Personaggi così approfonditi da far sì che in rete (in particolare su IMDB) circolino teorie sulla vera storia che potrebbe celarsi dietro al film, una storia di disagio alimentare. Drag Me to Hell potrebbe essere visto infatti come un film sulla bulimia, dove una ragazza si pone freni psicologici così forti da avere allucinazioni e, alla fine, impazzire letteralmente. Attenzione agli spoiler che seguono dopo il salto…

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Drag Me To Hell – La visita al set

15 settembre 2009 Peyton Westlake Nessun commento

Vi siete mai chiesti dove fosse finito il regista, produttore e attore Sam Raimi dopo la straordinaria tripletta di successo di Spider-Man?

samraimi3Dopo sette anni trascorsi a mettere a punto la trilogia, il regista de La casa 2 si sentiva pronto per un cambiamento. Nonostante l’amore per il fumetto, Raimi era pronto a tornare alle sue radici: l’horror e il thriller.

L’ultimo progetto di Raimi, Drag Me To Hell, è stato scritto insieme a suo fratello, Ivan Raimi.

“Mentre stavamo scrivendo Darkman nel 1989, io e mio fratello decidemmo di scrivere anche un breve racconto horror, che abbiamo poi trasformato, allungandolo, in Drag Me To Hell a metà degli anni ‘90”, dice Raimi. “All’epoca eravamo entrambi molto impegnati in altri progetti e non avevamo la possibilità di continuare a lavorarci su. Poi sono arrivati i film di Spider-Man, ed è stato solo quando ho completato la serie che mi sono reso conto che volevo tornare a girare un thriller”. Prosegui la lettura…

Sei ragioni per cui più film horror dovrebbero essere come Drag Me to Hell

14 settembre 2009 Ash Williams Nessun commento

Il blog Film Roster è tra quelli che più hanno apprezzato Drag Me to Hell, il film di Sam Raimi nei cinema italiani dall’11 settembre, e per sostenere la pellicola ha pubblicato una curiosa classifica intitolata “Sei Ragioni per cui più film horror dovrebbero essere come Drag Me to Hell”.

“Perché i cinema vengono invasi ogni settimana da questi noiosi, generici e immobili film horror? E’ colpa mia? Ho fatto qualcosa per causare questa scia di mediocricità cinematografica? (…) Gli studios non ascoltano quando diciamo le nostre opinioni, e quando si tratta di un film horror non guardano le recensioni, non hanno interesse a leggere sui blog le opinioni di chi si lamenta dell’ennesimo terribile remake. Gli studios ascoltano solo il suono del potente dollaro. Nel caso del brillante film di Sam Raimi, il regista ci ha dato un megafono. Il problema è: lo useremo?”: così esordisce il blogger, che prosegue con le sei ragioni di cui sopra:

  1. Non è prodotto da Michael Bay
    Un mucchio di film horror recenti (non staremo a fare l’elenco) sono prodotti dal grande regista, ma in realtà figura solo il suo nome, perché a livello creativo non ha nulla a che fare con queste pellicole. Nel caso di Drag Me To Hell, invece, abbiamo un regista di alto livello che è nato con il genere horror nel sangue.
  2. Lo sviluppo dei personaggi
    Quando si va a vedere un film horror, la prima cosa che deve funzionare è il coinvolgimento con i personaggi. Il più delle volte i personaggi dei film horror corrono o muoiono, alternando dialoghi cliché a stereotipi vari: la ragazza volgare, il nerd, l’amabile perdente, la bella ragazza straniera: sono tutti personaggi pronti per essere uccisi. Un regista come Sam Raimi sa molto bene come spaventare qualcuno, così può trasformare le vittime stereotipate in personaggi a tutto tondo, così che lo spettatore ci si possa identificare.
  3. Non è un sequel (né un remake)
    La gente ama le cose familiari: si sente a suo agio a sapere cosa bolle in pentola. In questo film tutto quanto è nuovo, ci sono cose che non sono mai state mostrate in un film horror. L’idea di una vecchietta sdentata che si mette a mordere Alison Lohman è veramente disgustosa. Gli studios adorano i sequel perché sono facili da vendere: la gente conosce i personaggi, si possono riciclare le storie e c’è meno rischio. Ma con poco rischio, c’è poca eccitazione e poca soddisfazione per il pubblico. Il genere horror deve scuotersi e provare nuove idee originali, magari facendo anche qualche errore.
  4. Il rating PG 13 (sconsigliato ai minori di 13 anni)
    L’idea generale è che un film PG-13 sia per ragazzini, non sia veramente spaventoso. Christopher Nolan ci ha mostrato l’anno scorso che non serve un divieto ai minori per fare un film spaventoso e coraggioso. Nello stesso spirito, Sam Raimi ha sfruttato il PG-13 come una opportunità per mostrare cose spaventose senza impiegare una quantità enorme di sangue e nudità. Riesce a fare un film spaventoso senza bisogno di un divieto ai minori.
  5. E’ spaventoso
    C’è una differenza tra l’essere legittimamente spaventati e l’essere disgustati tanto da strillare “ma dai!!”. Le torture dell’Enigmista sono terrificanti, ma dubito che qualcuno sia uscito dal cinema terrorizzato all’idea che un vecchio malato di cancro li perseguiti intimandogli di “fare un gioco”.
    La morte incombe su tutti noi, anche se la ignoriamo abbiamo degli elementi che ce la ricordano tutti i giorni, e che ci circondano: la bellezza sparirà, la giovinezza scomparirà. Drag Me to Hell parla di questi temi: la vecchietta patetica supplica la giovane e bella ragazza di estenderle il mutuo della casa. Quando la bella e giovane ragazza le rifiuta questo favore, la strega la avvicina nel parcheggio e la maledice con una terribile maledizione. Quando la vecchia non sta attaccando Alison Lohman, è tormentata da un demone. Non vediamo mai questo demone. Raimi sa molto bene, come M. Night Shyamalan, che l’immaginazione crea i mostri più terrificanti. Perfezionando sequenze originate nei film della Casa, il regista crea un mostro veramente spaventoso grazie alle ombre, al vento, a forze invisibili. L’assassino più spaventoso è quello che non vediamo arrivare.
  6. E’ divertente
    L’umorismo è alla base del coinvolgimento degli spettatori. Soprattutto l’umorismo legato alle situazioni che vivono i personaggi, e a cui reagiscono con realismo. Il miglior esempio è la raffigurazione di Joker data da Heath Ledger: terrificante, ma spassoso in ogni sua mossa. Chi ha visto i film della Casa sa che Sam Raimi è terribilmente divertente. Anche in Drag Me to Hell Raimi risplende come genio della comicità, senza bisogno di budget stratosferici. Ogni scena spaventosa ha un contrappunto comico. La cosa importante è che l’umorismo non viene spiattellato in faccia, non ci costringe a ridere: la risata arriva grazie al modo intelligente che ha di inserire alcuni sottili dettagli che aumentano la tensione e lo spavento.

Drag me to Hell

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Le curiosità e i trivia di Drag Me to Hell

26 agosto 2009 Ash Williams Nessun commento

Quando manca ormai poco all’uscita italiana di Drag Me to Hell, in arrivo l’11 settembre nei cinema del nostro paese, pubblichiamo una serie di curiosità sul film di Sam Raimi, riprese dal celebre portale IMDB.com:

  • Ellen Page doveva interpretare il ruolo della protagonista, ma ha rinunciato alla parte a causa dei troppi impegni lavorativi che creavano conflitto. Al suo posto è stata scelta la bella Alison Lohman.
  • Lo script è stato realizzato da Sam e Ivan Raimi appena dopo la chiusura della produzione dell’Armata delle Tenebre (1992), i due misero da parte l’idea del film perché Sam aveva altri progetti da realizzare.
  • Bruce Campbell, storico amico e collaboratore di Sam Raimi, ha rifiutato una parte perché troppo impegnato con il suo show TV Burn Notice.
  • Nel film, il personaggio interpretato da Justin Long utilizza spesso dei prodotti realizzati dalla Apple, con una forma evidente di product placement. Long è un volto ormai storico delle campagne pubblicitarie Apple: partecipa da qualche anno alla campagna Mac vs. Pc, interpretando il ruolo del Mac.
  • Il brano The Exorcist Symphony, composto da Lalo Schifrin e mai utilizzato (se non per un trailer dell’Esorcista nel 1973), viene utilizzato nel film come colonna sonora dei titoli di coda.
  • Il nome del medium Ram Jas è simile a Ram Dass, il nome adottato dallo psicologo di Harvard Richard Alpert quando divenne un guru spirituale New Age.
  • Il film inizia con il vecchio logo Universal utilizzato negli anni ottanta, proprio quando Sam Raimi iniziò a lavorare nel genere horror con i primi due film della Casa. Dopo i titoli, c’è anche una scritta che invita a fare un tour degli Universal Sudios: altro elemento molto utilizzato nei film Universal degli anni 80.
  • Sam Raimi appare in un cammeo: interpreta uno degli spiriti durante la scena dell’esorcismo.
  • Sam Raimi ha dato scelto il nome  del personaggio interpretato da David Paymer in onore del produttore James Jacks, amico di lunga data del regista.
  • Il marchio di fabbrica ricorrente nei film di Sam Raimi, ovvero una Oldsmobile Delta 88 “Classic” del 1973, appare nel film come automobile della signora Ganush.
  • Ted Raimi, fratello di Sam, appare in un cammeo nel ruolo di un dottore. L’altro fratello, Ivan, co-sceneggiatore di molti film di Sam compresto questo, è anche dottore nella vita reale: si occupa di osteopatia.
  • Nel film Shaun San Dena (Adriana Barraza) cita il suo vecchio marito, Sander. Il riferimento è a un fratello maggiore di Sam, Ivan e Ted, ovvero Sander, morto a quindici anni in un incidente di nuoto.
  • La targa della macchina della signora Ganush è 99951, che girata a testa in giù si legge “IS666″
  • A casa di Christine vediamo una immagine che sembra l’immagine rappresentativa della Anchor Bay, società che ha pubblicato molte edizioni speciali della trilogia della Casa.
  • Quando Clay racconta dei viaggi con i suoi genitori in una capanna, il riferimento è diretto alla capanna usata nei film della Casa.
  • Il film è stato girato in California ai Fox Studios di Century City, alla California State University Northridge, in città e alla Union Station di Los Angeles e a Tarzana (California).
  • Il film è stato girato con cineprese Panavision Panaflex Gold II e Platinum, con lenti Primo e pellicola Kodak Vision 35mm.

Gli effetti visivi: come far volare Alison in Drag Me to Hell

16 agosto 2009 Ash Williams Nessun commento

Sam Raimi è noto per aver iniziato la sua carriera con film horror i cui effetti speciali erano prevalentemente fatti a mano dai maghi del makeup e degli effetti fisici: sangue finto, tecnica di animazione in stop-motion e modellini di figure umane senza testa o con arti amputati, e così via. Insomma, l’assenza del computer non ha mai impedito al grande regista di sbizzarrire la sua fantasia.

Col passare degli anni, però, Raimi ha aggiornato le sue tecniche, e in kolossal come Spider-Man ha potuto realizzare l’impensabile proprio grazie alle tecnologie digitali. Tramite gli effetti visivi ha realizzato scene incredibilmente realistiche altrimenti irrealizzabili, come l’Uomo Ragno che vola tra i grattacieli di Manhattan: un personaggio digitale in un ambiente digitale.

In Drag Me To Hell il regista ha fuso le tecniche del passato con le più moderne tecnologie computerizzate, il tutto per dare forma alla sua visione. Ecco quindi che alcune delle scene più spettacolari del film fondono l’utilizzo di suggestive miniature con estensioni scenografiche digitali.

IE Effects ha collaborato con Raimi nella realizzazione di alcune scene del film, e ha pubblicato sul sito un backstage di una scena molto intensa e ricca di effetti: quella in cui la povera Alison Lohman viene sballotata qua e là per la casa dallo spirito malvagio che la perseguita. La scena è stata realizzata dal vivo, legando una controfigura per i piedi in teatro di posa; il soffitto è stato ricoperto di schermi verdi, poi rimpiazzati digitalmente con estensioni scenografiche realizzate al computer, a ricreare un soffitto realistico. I cavi sono stati rimossi, e sono stati aggiunti “oggetti volanti” come coperte e lampade.

Potete vedere il backstage qui sotto: