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Archivio per la categoria ‘interviste’

Interviste ad Alison Lohman e Justin Long

23 settembre 2009 Peyton Westlake 1 commento

alisonlohman1Il canale ReelzChannel ha svolto diverse interviste con i protagonisti di Drag Me To Hell e oggi vi proponiamo un filmato a questo riguardo qui sotto. Justin Long dice di aver sempre sostenuto il personaggio della Lohman, anche se rimaneva scettico. Comunque, era molto facile lavorare con lei, perché in effetti l’unico lavoro che doveva svolgere era instaurare una sintonia con la Lohman.

Alison Lohman invece sostiene di aver avuto un gran bisogno di Justin Long, che è riuscito a farla ridere. Inoltre, ha detto a Lorna Raver di arrivare al limite e di strangolarla nelle scene che hanno girato insieme, per aumentare la dose di realismo della pellicola.

Proprio Lorna Raver rivela che sia lei che la Lohman volevano eseguire personalmente la maggior parte delle loro scene. Sam diceva cosa sarebbe dovuto succedere e c’erano anche i responsabili degli stunt, che consigliavano lei e Alison come rendere migliori le cose e magari anche più cattive. Infine, Sam Raimi ironicamente, parlando della Lohman, dice che ha sofferto molto, visto che è stata picchiata, colpita e tante altre cose. Insomma, non devono essere state delle riprese semplici per l’attrice protagonista…

 

 

Intervista a Lorna Raver

17 settembre 2009 Peyton Westlake Nessun commento

Nel film Lorna Raver fa letteralmente esplodere lo schermo nei panni della signora Ganush, un’anziana signora non proprio gentile che si accanisce su Christine Brown (Alison Lohman), un’ignara funzionaria dell’ufficio prestiti, trasformando la sua vita in un inferno, per averle lanciato contro una terribile maledizione. Veterana dei palcoscenici di New York e Chicago, la Raver ha interpretato i ruoli più disparati nelle popolari serie televisive Nip/Tuck, Desperate Housewives e CSI.

lornaraverLa signora Ganush non e’ esattamente un personaggio ordinario … cosa hai pensato quando hai letto per la prima volta il copione?
Quando l’ho letto per la prima volta, mi sono limitata alla primissima scena del film in cui si vede lei che va a chiedere un prestito bancario come una povera vecchietta sul punto di perdere la sua casa. Non sapevo cos’altro le sarebbe successo nel film. L’ho letto solo dopo. “Oh, mio Dio” ho pensato. “In cosa mi sto cacciando?” Era una cosa completamente nuova per me. E mi sono divertita molto a farlo. Non solo ho imparato tante cose su come vengono girati questi film, ma c’era anche un gruppo meraviglioso di persone con cui lavorare. E’ stata un’esperienza affascinante e una cosa molto, molto diversa da tutto quello che avevo fatto fino ad ora.

Perché pensi di essere stata scelta?
Proprio non lo so. Ma quando dopo ho parlato con Sam, lui mi ha detto che una delle ragioni è stata che avevo letto il copione come una donna ‘reale’. Questo forse dipendeva solo dal fatto che non sapevo in cosa lei si sarebbe trasformata alla fine! Sam voleva una persona che fosse credibile per quella trasformazione spaventosa, sai, il tipo ‘non farla incazzare altrimenti non sai cosa ti può succedere!’ Prosegui la lettura…

Drag Me to Hell Blog intervista Bob Murawski!

10 settembre 2009 Ash Williams 1 commento

Manca solo un giorno all’uscita di Drag Me to Hell nei cinema italiani! Abbiamo intervistato in esclusiva per il blog di Drag Me to Hell il montatore del film di Sam Raimi, ovvero Bob Murawski, che ci parla di com’è lavorare per il grande regista horror…

1.  Com’è lavorare con Sam Raimi?
Lavorare con sam è grandioso. Adora il genere horror e sa come si gira una buona scena spaventosa con suspense. Sam è un perfezionista, continua a girare una scena finché non ottiene quello che gli serve a farla funzionare al meglio piuttosto che accontentarsi di qualcosa che non è ottimo. Inoltre, Sam capisce il valore di una buona performance da parte degli attori. Se il pubblico non crede a quello che l’attore dice o fa, non crederà alla scena nel suo insieme e perderà interesse. Quindi Sam lavora moltissimo con gli attori per essere sicuro che ogni battuta nella performance sia buona e realistica, ripetendo una scena tante volte quanto basta a farmi avere il materiale giusto per lavorare bene, far funzionare la scena e iniziare poi a ritagliarla con lui

2. Quanto tempo trascorrete solitamente a lavorare assieme in sala di montaggio tu e Sam Raimi?
Drag me to Hell Monto il film mentre lui lo gira, e gli consegno il montato delle scene man mano che procediamo, così può vedere il film prendere forma. A volte le cose non vanno secondo i piani, quindi se stanno ancora girando sullo stesso set c’è la possibilità di rifare qualche inquadratura o girare materiale aggiuntivo per rendere meglio la scena. La cosa bella di Sam è che è aperto a idee che potrebbero servire a far funzionare meglio una scena. Un piano ravvicinato qui o lì per chiarire un punto della storia o aggiungere impatto, o addirittura il suggerimento di rigirare una performance che non risulta credibile al 100%.
Una volta finite le riprese, passo circa una settimana a mettere insieme il film, poi vediamo una bozza di montato per capire come risulta nel suo insieme. Poi passiamo un paio di mesi a raffinare le scene, cercando di liberarci delle cose che non ci servono, migliorando le performance con riprese alternative di una stessa scena e lavorando agli effetti visivi. Inoltre definiamo cosa non funziona e non si riesce a sistemare, e così iniziamo a pianificare una lista di riprese aggiuntive da realizzare per portare il film a un livello superiore. Con Drag Me To Hell siamo stati fortunati: abbiamo avuto la possibilità di stendere una lista di inquadrature che sapevamo avrebbero aiutato il film, e di girarle per altri 4-5 giorni, ottenendo nuovo materiale. Penso che con le riprese aggiuntive il film sia migliorato di un buon 30%.
Cerchiamo costantemente modi di migliorare il film durante tutto il processo di post-produzione. Prosegui la lettura…

Lorna Raver, la strega di Drag Me To Hell

9 settembre 2009 Peyton Westlake Nessun commento

Se la protagonista sventurata di Drag Me To Hell è ovviamente Alison Lohman, a rubare spesso la scena c’è Lorna Raver, l’attrice che interpreta la signora Ganush, la spaventosa strega che lancia una maledizione terribile. Per sincerarvene, potete vedere questo filmato, che all’inizio mostra la clip in inglese in cui avviene lo scontro feroce tra le due protagoniste, che porta il destino di Christine Brown (appunto il personaggio della Lohman) a cambiare per sempre.

Di seguito, c’è un’intervista per scoprire meglio Lorna Raver. Nella prima parte, ci dice alcune cose abbastanza scontate (è stato divertente ma faticoso”, “all’inizio era dubbiosa, ma poi è stata felice della scelta di lavorare al film”, “Sam è una persona magnifica e coinvolge molto gli attori”), ma in seguito abbiamo anche qualche informazione più interessante. Per esempio, quando si è imbarcata in questa avventura, non conosceva la serie de La Casa, ma poi tutti quelli a cui parlava ne erano antusiasti e ha finito per scoprirne di più.

Infine, la Raver indica che il lavoro al cinema e in teatro è ovviamente diverso, facendo capire che le emozioni che si provano con un pubblico dal vivo sono insuperabili. Tuttavia, spera di poter fare tanti altri film, anche se non soltanto nel ruolo della vecchia signora inquietante. Una parte che comunque, sia detto senza offesa, le calza a pennello…

 

 

Il mago Sam Raimi

8 settembre 2009 Peyton Westlake Nessun commento

samraimi3Il canale Black Tree tv ha realizzato diverse interviste ai creatori di Drag Me To Hell. Non poteva ovviamente mancare Sam Raimi, che viene intervistato a proposito del film. Il regista rivela di non avere segreti particolari nel suo lavoro nell’horror, se non quello di circondarsi dei migliori tecnici e attori, collaborando con loro il più possibile. Raimi ascolta sempre con molta attenzione i consigli dei tecnici e degli attori. Nel caso specifico di questa pellicola, è avvenuto che Justin Long lo ha aiutato a rendere il suo personaggio più naturale, riscrivendo le battute presenti in sceneggiatura. Insomma, le persone che gli stanno intorno gli forniscono molte idee e lui fa attenzione a prendere praticamente tutto materiale.

Raimi parla anche del suo impegno con Spider-Man e come la celebre trilogia lo abbia fatto maturare. In generale, il regista è lieto di aver potuto lavorare negli ultimi dieci anni con attori del calibro di Bylly Bob Thornton, Cate Blanchett, Tobey Maguire e Gene Hackman. Da tutto questo, ha imparato come rendere i protagonisti dei suoi film delle persone assolutamente reali, cosa che a suo avviso non sarebbe riuscito a fare dieci anni fa. Infine, Raimi parla anche del suo ‘passato’ di mago, autore comunque soltanto di illusioni magiche per le feste dei ragazzi. E sconsiglia vivamente di provarci ai matrimoni, come ha fatto lui, visti i pessimi risultati che porebbero venir fuori… Nel filmato, sono presenti anche due delle migliori sequenze della pellicola…

 

 

Intervista a Justin Long – Seconda parte

4 settembre 2009 Peyton Westlake Nessun commento

Com’è stato lavorare con Alison Lohman?
justinlong2E’ stata l’esperienza più divertente e semplice del mondo. Dall’epoca de Il genio della truffa ho sempre pensato che fosse una delle migliori giovani attrici che avessi mai visto. Mi piaceva guardarla e ho cercato di non perdermi nessuno dei suoi film. In effetti avevo già cercato di fare un film con lei, circa un anno prima che cominciassimo le riprese di Drag Me To Hell. Perciò ero felice di poter lavorare con lei. E, lo ripeto, il mio compito in questo film è davvero quello di farle da spalla, in tutti i sensi. Certamente in termini di durata della mia presenza sullo schermo, ma anche per quanto riguarda il mio rapporto con l’attrice principale. Il percorso è il suo, e io sono lì solo per aiutarla. Il mio compito era semplicemente quello di amarla. In fin dei conti, si trattava solo di questo. Ed è stato facile. Lei lo ha reso facile. Prosegui la lettura…

Intervista a Justin Long – Prima parte

31 agosto 2009 Peyton Westlake 1 commento

Nel nuovo film horror di Sam Raimi, Drag Me To Hell, Justin Long interpreta Clay Dalton, un professore le cui convinzioni scientifiche vengono messe a dura prova quando la sua ragazza, Christine Brown (Alison Lohman), viene colpita da una terribile maledizione che trasforma la sua vita in un incubo. Long, protagonista di film molto popolari come Die Hard – Vivere o morire, Ti odio, ti lascio, ti…, Palle al balzo – Dodgeball e La verità è che non gli piaci abbastanza, non è comunque nuovo ai film horror, avendo dato inizio alla sua carriera nel 2001 con il film di Victor Salva Jeepers Creepers – Il canto del diavolo.

justinlongCome sei entrato a far parte del cast di Drag Me To Hell?
In realtà con una semplice telefonata. Essendo un vero cultore di Sam Raimi, ero sorpreso di non aver sentito parlare del film prima di quella telefonata. E’ successo prima che cominciassero a circolare voci o indiscrezioni sul fatto che stesse preparando un film horror. Ero in vacanza quando mi è arrivata una telefonata dei miei agenti: “Sam Raimi vuole incontrarti”. Ho risposto “Parto subito. Prendo il primo aereo in partenza da qui”. Anche prima di leggere la sceneggiatura, gli ho detto che avrei fatto qualsiasi cosa per essere in uno dei suoi film. Lo pensavo davvero e lo penso ancora. Fortunatamente c’era davvero una parte per me. Mi sentivo molto onorato del fatto che volesse lavorare con me, visto che secondo me lui avrebbe potuto ottenere chiunque. Prosegui la lettura…

Intervista a Alison Lohman – seconda parte

Prosegue e si conclude l’intervista con Alison Lohman. Chi si fosse perso la prima puntata, può recuperarla qui.

alisonlohman2Come e’ stato girare le scene d’azione piene di effetti speciali?
Per girare la scena della colluttazione in macchina ci sono volute circa due settimane. Era tutto molto ben coreografato, studiato nel dettaglio, il coordinamento dei nostri movimenti con quelli della macchina da presa. In particolare è necessario essere precisi e allo stesso tempo far sembrare tutto caotico, frenetico e il più spontaneo possibile, come quando faccio saltare la dentiera della signora Ganush sul sedile anteriore.

Incantevole!!!
Lo so… Sono momenti interessanti, momenti tipici del cinema di Sam Raimi, con questa donna anziana, Lorna Raver, che ti rosicchia il mento e ti sbava sulla faccia.

Come e’ stato?
Assurdo, pazzesco! Non gli credevo. Non volevo credergli quando mi raccontava le cose che aveva in mente. In effetti, quando leggi la sceneggiatura, c’è tutto descritto dentro: “lei le succhia il collo”. E io pensavo ‘Oh, sì, d’accordo, sta solo rendendo più fiorita una scena da leggere’. No, lui intendeva proprio succhiare il collo. Non avevo idea che l’avrebbe fatto sul serio fino a quando non abbiamo girato (ride). Sì, ci sono stati dei momenti assurdi. Sam ha coreografato l’intera cosa. Ma noi dovevamo renderla più naturale possibile. Prosegui la lettura…

Intervista a Alison Lohman – prima parte

24 agosto 2009 Peyton Westlake 1 commento

alisonlohman1In Drag Me To Hell, Alison Lohman interpreta Christine Brown, una giovane donna il cui mondo idilliaco si trasforma in un inferno quando le viene lanciata contro una terribile maledizione.

Attrice fin dall’età di nove anni, la Lohman si è fatta notare per la prima volta a Hollywood nel 2002 nel film drammatico White Oleander – Oleandro bianco, al fianco di Michelle Pfeiffer, Renée Zellweger e Robin Wright Penn. Ha proseguito interpretando Il genio della truffa con Nicolas Cage; Big Fish, diretto da Tim Burton; Noi due sconosciuti, con Halle Berry, e La leggenda di Beowulf, del regista Robert Zemeckis.

Drag Me To Hell è un punto di partenza per te: il tuo primo horror. cosa ti ha affascinato di questo ruolo?
Sam Raimi
. Mi ricordo la prima volta che ne ho parlato con lui al telefono. Penso che la conversazione sia durata tre ore, forse di più. Parlava di ogni dettaglio, come un bambino che racconta una storia accanto a un fuoco da campo, e mi sono resa conto che dovevo fare questo film con lui. Il fatto è che non sono un’appassionata di horror. Ci vuole molto per spaventarmi. Prima di parlare con Sam, non avrei mai pensato che potesse andar bene per me. Non pensavo che fosse nelle mie corde, come pure qualsiasi altro film horror. Fortunatamente ho capito cosa rende i migliori film horror dei buoni film e cosa rende Sam tanto speciale. Se hai personaggi e situazioni abbastanza interessanti da coinvolgere il pubblico a prescindere dalla parte horror, allora realizzi un grande film. Sfortunatamente, un sacco di film horror che ho visto di recente non hanno queste caratteristiche, motivo per cui all’inizio non ero interessata. Ho sempre avuto la sensazione che in un certo senso i personaggi di quei film fossero sempre in attesa della parte horror, dell’arrivo dei momenti di paura.

Cosa ti ha insegnato Sam Raimi sui film horror?
Per lui non è mai solo questione di horror. Qualche volta ci sono dei momenti che fanno paura, ma i protagonisti sono più importanti. In Drag Me To Hell, si è impegnato molto su Christine, sui suoi rapporti, e con delle scene molto reali nelle quali possiamo identificarci. Quando arriva il momento in cui lei deve affrontare il demonio, sei lì al suo fianco. L’horror, in un certo senso, è solo la ciliegina sulla torta. Entri con lui in un mondo diverso, che è talmente concreto e ricco di dettagli che ti senti a tuo agio. E ti fidi mentre affronti questa avventura.

Come ti sei preparata per il film?
Ho avuto degli incontri con Sam per farmi un’idea di quello che pensava del personaggio. Ho anche incontrato un funzionario addetto ai prestiti, che è quello che interpreto sullo schermo. Non sapevo niente di banche e sono un disastro con i numeri, perciò avevo bisogno di farmi un’idea di come fosse quel tipo di vita e la gente che vive così nella realtà. Sono anche uscita un po’ con Justin Long, che interpreta il mio fidanzato, giusto per conoscerci meglio, per dare spessore al nostro rapporto sullo schermo. E poi, ovviamente, ho guardato i classici dell’horror tutti i giorni, concentrandomi sui momenti clou. Qualsiasi film stessi guardando, facevo attenzione al ritmo e all’andamento. Cioè, mi sedevo lì, spegnevo le luci e guardavo film come Shining. Altre volte, guardavo solo delle clip dei film per trovare l’ispirazione giusta per quello che avrei dovuto fare.

Avevi già visto i film horror di Sam?
No, gli horror no. Perciò mi sono guardata tutta la serie de La casa e L’armata delle tenebre. Avevo già visto Soldi sporchi e The Gift, che mi erano piaciuti. Cioè, mi è sempre piaciuto il lavoro di Sam, specialmente i film di Spider-Man. In tutti traspare la sua personalità. Ha un senso dell’umorismo molto particolare e asciutto. E quell’umorismo che si vede nei film è anche quello del suo carattere.

Come e’ stato lavorare con Sam?
Meraviglioso. Abbiamo fatto moltissime prove, ripassando le scene, discutendone e scherzandoci su, cosa che è stata di grande aiuto. Sam è bravo in queste cose, è molto collaborativo e aperto nei confronti degli attori in modo che si sentano coinvolti. Ti fa venire voglia di dare di più, proprio perché è così ben disposto. Questo mi piace di lui. E’ raro trovarlo in un regista.

Fine della prima parte – La seconda e ultima parte dell’intervista con Alison Lohman uscirà giovedì 27 agosto

ESCLUSIVA: Intervista allo scenografo Steve Saklad!

18 agosto 2009 Peyton Westlake 1 commento

Lo scenografo di Drag Me To Hell ci svela i segreti del film in un’intervista esclusiva…

Quali sono le scene di Drag Me to Hell di cui sei più orgoglioso? Qual è stata la tua fonte di ispirazione?
Per essere un film a basso budget, Drag Me To Hell ha fornito al reparto artistico un’opportunità straordinaria per raccontare una storia decisamente visiva. Come scenografo, era importante distinguere i diversi mondi distinti della nostra storia, iniziando con i grigio-beige blandi della Banca o della sala da pranzo dei genitori di Clay. La casa di Christine è un ponte visivo per quanto riguarda la tavolozza ricca di colori e la densità delle stevesakladscenografie sul set, che indica come il mondo spirituale si insinui lì dentro. Ma poi devi fare un salto nel folle abisso del mondo spirituale: le sale di lettura della mano di Rham Jas, la casa della zingara e ovviamente la dimora del terrore dove risiede Shawn San Dena. L’intensità dei colori raggiunge vette incredibili qui: il turchese incontra l’arancione, il blu cobalto, il rosa e l’oro. Gli insegnamenti antireligiosi antichi si sovrappongono: immagini greche, latine, ebraiche e musulmane cozzano tra di loro. Fontane e tappezzerie rovinate, fiori e frutti in disfacimento sono presenti in questo mondo, in cui la morte si confonde con la vita. L’ispirazione ci è arrivata da ogni parte, ma soprattutto dai palazzi decadenti del Bosforo a Istanbul. Qui l’Asia incontra l’Europa, i musulmani si mischiano con i cristiani e gli ebrei. Questa è la ricca pietanza che noi volevamo mostrare nel grande Salone di questa dimora. Prosegui la lettura…