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	<title>Drag Me To Hell - il blog italiano &#187; interviste</title>
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	<description>Il blog italiano di Drag Me To Hell, un film di Sam Raimi</description>
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		<title>Interviste ad Alison Lohman e Justin Long</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 08:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il canale ReelzChannel ha svolto diverse interviste con i protagonisti di Drag Me To Hell e oggi vi proponiamo un filmato a questo riguardo qui sotto. Justin Long dice di aver sempre sostenuto il personaggio della Lohman, anche se rimaneva scettico. Comunque, era molto facile lavorare con lei, perché in effetti l&#8217;unico lavoro che doveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-117" title="alisonlohman1" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/alisonlohman1.jpg" alt="alisonlohman1" width="90" height="135" />Il canale ReelzChannel ha svolto diverse interviste con i protagonisti di <em><strong>Drag Me To Hell </strong></em>e oggi vi proponiamo un filmato a questo riguardo qui sotto. <strong>Justin Long</strong> dice di aver sempre sostenuto il personaggio della Lohman, anche se rimaneva scettico. Comunque, era molto facile lavorare con lei, perché in effetti l&#8217;unico lavoro che doveva svolgere era instaurare una sintonia con la Lohman.</p>
<p><strong>Alison Lohman</strong> invece sostiene di aver avuto un gran bisogno di Justin Long, che è riuscito a farla ridere. Inoltre, ha detto a <strong>Lorna Raver</strong> di arrivare al limite e di strangolarla nelle scene che hanno girato insieme, per aumentare la dose di realismo della pellicola.</p>
<p>Proprio Lorna Raver rivela che sia lei che la <strong>Lohman</strong> volevano eseguire personalmente la maggior parte delle loro scene. Sam diceva cosa sarebbe dovuto succedere e c&#8217;erano anche i responsabili degli stunt, che consigliavano lei e Alison come rendere migliori le cose e magari anche più cattive. Infine, <strong>Sam Raimi</strong> ironicamente, parlando della Lohman, dice che ha sofferto molto, visto che è stata picchiata, colpita e tante altre cose. Insomma, non devono essere state delle riprese semplici per l&#8217;attrice protagonista&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <center> <object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HB7L21-oGPI&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HB7L21-oGPI&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervista a Lorna Raver</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 06:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[drag me to hell]]></category>
		<category><![CDATA[La Casa]]></category>
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		<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel film Lorna Raver fa letteralmente esplodere lo schermo nei panni della signora Ganush, un’anziana signora non proprio gentile che si accanisce su Christine Brown (Alison Lohman), un’ignara funzionaria dell’ufficio prestiti, trasformando la sua vita in un inferno, per averle lanciato contro una terribile maledizione. Veterana dei palcoscenici di New York e Chicago, la Raver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel film Lorna Raver fa letteralmente esplodere lo schermo nei panni della signora Ganush, un’anziana signora non proprio gentile che si accanisce su Christine Brown (Alison Lohman), un’ignara funzionaria dell’ufficio prestiti, trasformando la sua vita in un inferno, per averle lanciato contro una terribile maledizione. Veterana dei palcoscenici di New York e Chicago, la Raver ha interpretato i ruoli più disparati nelle popolari serie televisive <em>Nip/Tuck</em>, <em>Desperate Housewives</em> e <em>CSI</em>.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-204" style="margin: 10px;" title="lornaraver" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/lornaraver.jpg" alt="lornaraver" width="150" height="130" />La signora Ganush non e’ esattamente un personaggio ordinario … cosa hai pensato quando hai letto per la prima volta il copione?<br />
</strong>Quando l’ho letto per la prima volta, mi sono limitata alla primissima scena del film in cui si vede lei che va a chiedere un prestito bancario come una povera vecchietta sul punto di perdere la sua casa. Non sapevo cos’altro le sarebbe successo nel film. L’ho letto solo dopo. “<em>Oh, mio Dio” </em>ho pensato<em>. “In cosa mi sto <strong>cacciando</strong>?</em>” Era una cosa completamente nuova per me. E mi sono divertita molto a farlo. Non solo ho imparato tante cose su come vengono girati questi film, ma c’era anche un gruppo meraviglioso di persone con cui lavorare. E’ stata un’esperienza affascinante e una cosa molto, molto diversa da tutto quello che avevo fatto fino ad ora.</p>
<p><strong>Perché pensi di essere stata scelta?<br />
</strong>Proprio non lo so. Ma quando dopo ho parlato con <strong>Sam</strong>, lui mi ha detto che una delle ragioni è stata che avevo letto il copione come una donna ‘reale’. Questo forse dipendeva solo dal fatto che non sapevo in cosa lei si sarebbe trasformata alla fine! Sam voleva una persona che fosse credibile per quella trasformazione spaventosa, sai, il tipo ‘non farla incazzare altrimenti non sai cosa ti può succedere!’<span id="more-203"></span></p>
<p><strong>Conoscevi il lavoro di Sam Raimi?<br />
</strong>Quando sono stata coinvolta nel film non conoscevo la serie de <em>La casa</em>. Non ero una grande conoscitrice del cinema horror. Adesso si! Quando ho cominciato a dirlo alle persone loro mi rispondevano ‘Oh, <em>La casa</em>!’ Tutti si eccitavano all’idea. Ovviamente conoscevo Sam per i film di <strong><em>Spider-Man</em></strong>, per <em>Soldi sporchi</em>, e qualche altro film al quale ha lavorato. Perciò ero sicuramente interessata a lavorare con lui. E sembrava davvero una sfida nuova e molto interessante. Sai, come attrice sono un po’ come quegli operai tuttofare. Mi piace fare le cose più diverse. E questo andava in una direzione nella quale non mi ero mai spinta prima. Ho lavorato soprattutto in televisione. Ho cominciato in teatro, a New York e a Chicago. Da quando mi sono trasferita a Los Angeles, ho lavorato soprattutto per la televisione. Perciò per una donna della mia età, il cinema è un territorio rischioso da esplorare e, a questo punto, piuttosto divertente.</p>
<p><strong>Di dove sei originaria?<br />
</strong>Sud-est, Pennsylvania. Pennsylvania-Dutch Country. Lì c’è un teatro chiamato Hedgerow, uno dei primi teatri regionali di repertorio del paese. C’erano una scuola e un teatro. Ho cominciato lì a seguire dei corsi ed è lì che poi ho iniziato a recitare. Poter fare le cose in un ambiente professionale è stata una meravigliosa opportunità. Da lì sono andata a New York, a fare teatro e un po’ di televisione. E da lì a <strong>Chicago</strong>, prima di trasferirmi a Los Angeles nel 1990. Perciò sono qui da un bel pezzo.</p>
<p><strong>Parlaci del tuo lavoro per la televisione&#8230;<br />
</strong>Sono stata molto fortunata perché ho potuto continuare a fare cose diverse. Un paio di anni fa stavo interpretando il ruolo di un’ottantenne sopravvissuta ai campi di concentramento in <em>The Young And The Restless</em>. Mentre stavamo girando, sono stata presa nel cast di <strong><em>Nip/Tuck</em></strong> per la parte di una regista porno lesbica, e sono stata anche scelta per <em>CSI</em> per interpretare una suora eccentrica. Ho detto al mio agente “Il mio obiettivo è sempre stato quello di non restare incasellata in un unico personaggio e non poteva andarmi meglio”. Mi ritengo molto fortunata per non essere rimasta incollata ad un solo tipo di ruolo. E questo ovviamente aumenta continuamente le mie possibilità. Come attrice caratterista, è quello che voglio fare: cose diverse. Anche da giovane, sono sempre stata una caratterista.</p>
<p><strong>Per scelta?<br />
</strong>Beh, quando ero alle superiori c’era la rappresentazione di fine anno. E, ovviamente, volevo essere io la protagonista romantica. Non solo perché era il ruolo più sexy, ma anche perché avevo una cotta terribile per il tipo che faceva il protagonista. <em>Cosa mi è toccato fare?</em> La nonna della famiglia! Perciò, vedi, già allora ero una caratterista. Recitavo con i capelli incipriati e tutto il resto già alle superiori!</p>
<p><strong>Quali erano le tue aspettative nel fare <em>Drag me to Hell</em>?<br />
</strong>In realtà non sapevo cosa aspettarmi. Dato che ci sono tutti quegli effetti speciali, c’erano un sacco di interessanti cose tecniche con le quali fin dall’inizio ho dovuto familiarizzare: indossare lenti a contatto e sottopormi al ‘life-casting’ è stato molto difficile, visto che sono un po’ claustrofobica. Quella è la sensazione più spiacevole. Ti coprono con una sostanza tipo gesso per prendere l’impronta del tuo viso e della parte superiore del corpo e devi aspettare che si indurisca. Ti mettono un tubo attraverso il quale puoi respirare. Fortunatamente le persone che si sono occupate degli effetti speciali sono straordinarie. Sapevano che la cosa mi rendeva nervosa, perciò c’erano circa cinque ragazzi ad occuparsi di me tutti insieme. Uno descriveva tutto quello che stavano facendo – per distrarmi – mentre gli altri mi applicavano la sostanza appiccicosa, mi ci avvolgevano, e aspettavano che si asciugasse. Da quello ottenevano una maschera, un calco della mia testa e del mio volto, che potevano usare per creare il <strong>makeup</strong> per me, per la mia controfigura, e un modello che hanno usato per alcuni degli effetti. Per me questa è stata la cosa più spaventosa che ho dovuto fare per questo film.</p>
<p><strong>Come è stato girare?<br />
</strong>Divertente, affascinante e molto faticoso. Prendi la scena della colluttazione che ho in auto con <strong>Alison</strong> l’abbiamo girata per almeno una settimana e poi l’abbiamo rifatta diverse volte in studio con il green screen. Siamo arrivate al punto che sia io che Alison dicevamo “<em>Oh no, è tornata la Ford Focus, dobbiamo salirci di nuovo</em>”. Eppure è stata anche una scena molto affascinante da fare, anche se qualche volta è stato stancante. Abbiamo lavorato 14 giorni in quella macchina!</p>
<p><strong>Quel ruolo è stato davvero pane per i tuoi denti, per così dire&#8230;<br />
</strong><em>I denti</em>… Avevo diversi kit di quei denti e avevo anche le gengive, sai. I denti non mi hanno creato troppi problemi, specialmente per quanto riguarda il parlare. In effetti questa era la cosa di cui ero più preoccupata, e mi sono esercitata a parlare con quei denti. Dovevo essere sicura di poter essere in grado di dire le mie battute. Questo ha richiesto qualche aggiustamento, ma in effetti è stato più facile di quanto pensassi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ti sei tenuta i denti?<br />
</strong>No. Ma mi sono tenuta i denti delle prove. Ne avevano preparato un <strong>kit</strong> per me prima che fossimo pronti per girare, così che potessi abituarmi a portarli. Perciò, sì, ho ancora i miei denti delle prove. Sfortunatamente non sono disgustosi quanto quelli definitivi.</p>
<p><strong>Qual è stata per te la sfida più grande sul set?<br />
</strong>E’ stata un’interpretazione molto fisica, e per questo molto impegnativa. Ma, per la verità, non è stato molto difficile per me. In parte, credo, perché sono cresciuta in teatro dove, sai, lo fai sempre. Non te ne preoccupi, ti ci butti e basta. Ho solo preso le cose come venivano, una alla volta, imparando mano a mano che andavamo avanti. E mi è piaciuto moltissimo vedere<strong> Sam</strong> al lavoro sul set. Era molto concentrato, molto calmo e molto interessato a fare in modo che le persone si sentissero a loro agio in ogni momento. Ha un gruppo di persone con le quali lavora ormai da tempo, e anche questo è stato di aiuto. Non c’era nessuna mela marcia nel cesto.</p>
<p><strong>Sei pronta per affrontare la notorietà che potrebbe darti questo film?<br />
</strong>Non ci ho mai pensato fino a quando una persona non mi ha detto “Aspetta fino ad Halloween: ci saranno persone mascherate da te dappertutto!” Chissà, magari sarò la <strong>Freddy Krueger</strong> degli anziani… Vedremo. Ma mi piace l’idea che la cattiva di questo film sia una persona anziana. Mi piace proprio.</p>
<p><strong>Ti piacerebbe lavorare di più nel cinema?<br />
</strong>Mi piacerebbe molto. E me lo auguro, perché mi sono divertita un sacco. Spero solo che non si tratti sempre di vecchiette spaventose!</p>
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		<title>Drag Me to Hell Blog intervista Bob Murawski!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 13:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ash Williams</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Bob Murawski]]></category>
		<category><![CDATA[drag me to hell]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[montaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>

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		<description><![CDATA[Manca solo un giorno all&#8217;uscita di Drag Me to Hell nei cinema italiani! Abbiamo intervistato in esclusiva per il blog di Drag Me to Hell il montatore del film di Sam Raimi, ovvero Bob Murawski, che ci parla di com&#8217;è lavorare per il grande regista horror&#8230;
1.  Com&#8217;è lavorare con Sam Raimi?
Lavorare con sam è grandioso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Manca solo un giorno all&#8217;uscita di <em><strong>Drag Me to Hell</strong></em> nei cinema italiani! Abbiamo intervistato in esclusiva per il blog di <em><strong>Drag Me to Hell</strong></em> il <strong>montatore</strong> del film di Sam Raimi, ovvero <strong>Bob Murawski</strong>, che ci parla di com&#8217;è lavorare per il grande regista horror&#8230;</p>
<p><strong>1.  Com&#8217;è lavorare con Sam Raimi?</strong><br />
Lavorare con sam è <strong>grandioso</strong>. Adora il genere horror e sa come si gira una buona scena spaventosa con suspense. Sam è un perfezionista, continua a girare una scena finché non ottiene quello che gli serve a farla funzionare al meglio piuttosto che accontentarsi di qualcosa che non è ottimo. Inoltre, Sam capisce il valore di una buona performance da parte degli attori. Se il pubblico non crede a quello che l&#8217;attore dice o fa, non crederà alla scena nel suo insieme e perderà interesse. Quindi Sam lavora moltissimo con gli attori per essere sicuro che ogni battuta nella performance sia buona e realistica, ripetendo una scena tante volte quanto basta a farmi avere il materiale giusto per lavorare bene, far funzionare la scena e iniziare poi a ritagliarla con lui</p>
<p><strong>2. Quanto tempo trascorrete solitamente a lavorare assieme in sala di montaggio tu e Sam Raimi?</strong><br />

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	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/gallery/cache/18__150x240_PHHHiHIQRmYeLP.jpg" alt="Drag me to Hell" title="Drag me to Hell" />
</a>
Monto il film mentre lui lo gira, e gli consegno il montato delle scene man mano che procediamo, così può vedere il film prendere forma. A volte le cose non vanno secondo i piani, quindi se stanno ancora girando sullo stesso set c&#8217;è la possibilità di rifare qualche inquadratura o girare materiale aggiuntivo per rendere meglio la scena. La cosa bella di Sam è che è aperto a idee che potrebbero servire a far funzionare meglio una scena. Un piano ravvicinato qui o lì per <strong>chiarire</strong> un punto della storia o aggiungere impatto, o addirittura il suggerimento di rigirare una performance che non risulta credibile al 100%.<br />
Una volta finite le riprese, passo circa una settimana a mettere insieme il film, poi vediamo una bozza di montato per capire come risulta nel suo insieme. Poi passiamo un paio di mesi a raffinare le scene, cercando di liberarci delle cose che non ci servono, migliorando le performance con riprese alternative di una stessa scena e lavorando agli effetti visivi. Inoltre definiamo cosa non funziona e non si riesce a sistemare, e così iniziamo a pianificare una lista di riprese aggiuntive da realizzare per portare il film a un livello superiore. Con <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> siamo stati fortunati: abbiamo avuto la possibilità di stendere una lista di inquadrature che sapevamo avrebbero aiutato il film, e di girarle per altri 4-5 giorni, ottenendo nuovo materiale. Penso che con le riprese aggiuntive il film sia migliorato di un buon <strong>30%</strong>.<br />
Cerchiamo costantemente modi di migliorare il film durante tutto il processo di post-produzione.<span id="more-196"></span></p>
<p><strong>3. Come è stato lavorare a Drag Me To Hell? Quali sono state le sfide e quali le scene di cui sei più orgoglioso?</strong><br />
Sono un grande fan del cinema horror, quindi Drag Me To Hell è stata una grande esperienza per me. Inoltre sono un grande fan del primo film della serie della Casa, il primo film di Sam. Quindi è stato molto emozionate per me lavorare al suo grande ritorno al cinema Horror.<br />
Siccome sapevamo sin dall&#8217;inizio che negli USA doveva essere un film <strong>PG-13</strong> (vietato ai minori di 13 anni non accompagnati), la sfida più grande per noi è stato cercare di renderlo spaventoso e terrificante senza fare riferimenti al sangue o allo splatter esplicito. Ammetto con orgoglio di essere un grande fan dello <strong>splatter</strong>, e adoro film come <em><strong>Blood Feast</strong></em> e <em><strong>The Wizard of Gore</strong></em>, entrambi di Herschel Gordon Lewis, o <em><strong>Dawn of the Dead </strong></em>di George Romero, così come i film di Lucio Fulci, caposaldo italiano del cinema gore. Inoltre amo i film che trattano l&#8217;horror più su un livello psicologico, dove la paura e la suspense vengono create grazie alle suggestioni e l&#8217;atmosfera. Film come <em><strong>The Haunting</strong></em> di Robert Wise, <em><strong>Curse of the Demon</strong></em> di Jacque Tourneur o classici dell&#8217;horror psicologico di Roman Polanski come <em><strong>Repulsion</strong></em> o <em><strong>The Tenant</strong></em>. Quindi è stato eccitante avere la possibilità di provare a creare un vero senso di terrore senza essere visivamente espliciti. Speriamo di avere avuto successo nelle scene di suspense dove Christine viene terrorizzata dalla <strong>Lamia</strong> invisibile.<br />
Sapevamo comunque che i fan di Sam si aspettavano una buona dose di violenza e sangue, visto che  suoi primi film horror erano noti per quello. Non volevamo fargli pensare che questo film fosse stato venduto a una major a causa del PG-13 [un visto censura tipico di molti film commerciali, ndt]. Speriamo ci sia abbastanza roba strana e folle in questo film per fare felici i fan. Sebbene non ci siano sangue e budella, c&#8217;è una buona dose di immagini fastidiose e strane che sono assolutamente degne di un film gore.</p>
<p><strong> 4. Sei famoso per montare film di genere horror. Quale pensi che sia il segreto di montare un film dell&#8217;orrore?</strong><br />

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	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/gallery/cache/9__150x240_PH9gKebfebC6bg.jpg" alt="Drag me to Hell" title="Drag me to Hell" />
</a>
Ho un profondo amore per il materiale su cui lavoro, quindi questo dovrebbe vedersi nei risultati. Sono un fan dell&#8217;horror, prima di tutto, quindi mentre monto penso continuamente a cosa mi piacerebbe vedere nel film se fossi uno spettatore.<br />
Il segreto di montare un film horror è lo stesso del montare un film di qualsiasi altro genere &#8211; mantenere credibili i personaggi, in modo che il pubblico si immerga nel film. Molti film horror falliscono perché non hanno personaggi credibili da far capire allo spettatore, e con cui questi possa identificarsi. Le situazioni sono molto più spaventose quando ci si immedesima con i protagonisti, condividendole con loro. Il fatto che avessimo a disposizione il materiale che ci serviva a creare personaggi veramente credibili testimonia il duro lavoro di Sam con gli attori. E&#8217; questa la chiave del funzionamento ottimale di qualsiasi scena.<br />
In aggiunta a questo, è importante che ogni taglio nel film sia al servizio della storia e delle sensazioni che vogliamo dare. Ciascuna inquadratura deve essere scelta con cura nella sequenza, e assemblata con il ritmo giusto.<br />
E visto che nel film molto era suggerito e non mostrato, anche i suoni sono stati un elemento importantissimo, molto più che per un film di qualsiasi altro genere. In un film horror come questo è proprio vero che l&#8217;immagine è solo la metà della storia. Le musiche del nostro compositore Christopher Young e il suono dei nostri Sound Designer Jussi Tegelman e Paul Ottosson, così come il loro preciso posizionamento da parte dei nostri addetti al missaggio Marti Humprey e Chris Jacobson, sono stati la cruciale seconda metà di ogni scena horror e di suspense nel film.</p>
<p><strong> 5.  Quali sono i tuoi progetti futuri? Lavorerai ancora con Sam Raimi nel futuro prossimo?</strong><br />
Da quando ho finito di lavorare a Drag Me To Hell mi sono messo a sviluppare progetti miei. Sono a capo di una piccola casa di distribuzione chiamata <strong>Grindhouse Releasing</strong>, assieme al mio partner <strong>Sage Stallone</strong>. Dal 1996 acquistiamo classici del cinema horror italiano come <em><strong>Cannibal Holocaust </strong></em>di Ruggero Deodato o <em><strong>The Beyond</strong></em> e <em><strong>Cat in the Brain</strong></em> di Lucio Fulci, così come rari classici americani da drive-in come <em><strong>I Drink Your Blood</strong></em>; li restauriamo e li facciamo uscire al cinema e in DVD. Stiamo giusto ora finendo un incredibile film girato nel 1975 e mai montato o distribuito, il leggendario classico del cinema noir <em><strong>Gone With the Pope</strong></em>. E&#8217; stata una vera sfida per noi, per maggiori informazioni andate su <a href="http://www.grindhousereleasing.com">www.grindhousereleasing.com</a>.</p>
<p><strong>6.       Qualche altro commento sul tuo lavoro per Drag Me to Hell?</strong><br />
Sam è un maestro del genere horror. Non vedo l&#8217;ora di lavorare con lui su altri film horror e di suspense in futuro, Magari<em><strong> La Casa 4</strong></em>&#8230;</p>
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		<title>Lorna Raver, la strega di Drag Me To Hell</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 07:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La Casa]]></category>
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		<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>

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		<description><![CDATA[Se la protagonista sventurata di Drag Me To Hell è ovviamente Alison Lohman, a rubare spesso la scena c&#8217;è Lorna Raver, l&#8217;attrice che interpreta la signora Ganush, la spaventosa strega che lancia una maledizione terribile. Per sincerarvene, potete vedere questo filmato, che all&#8217;inizio mostra la clip in inglese in cui avviene lo scontro feroce tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se la protagonista sventurata di <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> è ovviamente <strong>Alison Lohman</strong>, a rubare spesso la scena c&#8217;è <strong>Lorna Raver</strong>, l&#8217;attrice che interpreta la signora Ganush, la spaventosa strega che lancia una maledizione terribile. Per sincerarvene, potete vedere questo filmato, che all&#8217;inizio mostra la clip in inglese in cui avviene lo scontro feroce tra le due protagoniste, che porta il destino di Christine Brown (appunto il personaggio della Lohman) a cambiare per sempre.</p>
<p>Di seguito, c&#8217;è un&#8217;intervista per scoprire meglio <strong>Lorna Raver</strong>. Nella prima parte, ci dice alcune cose abbastanza scontate (è stato divertente ma faticoso&#8221;, &#8220;all&#8217;inizio era dubbiosa, ma poi è stata felice della scelta di lavorare al film&#8221;, &#8220;Sam è una persona magnifica e coinvolge molto gli attori&#8221;), ma in seguito abbiamo anche qualche informazione più interessante. Per esempio, quando si è imbarcata in questa avventura, non conosceva la serie de La Casa, ma poi tutti quelli a cui parlava ne erano antusiasti e ha finito per scoprirne di più.</p>
<p>Infine, la <strong>Raver</strong> indica che il lavoro al cinema e in teatro è ovviamente diverso, facendo capire che le emozioni che si provano con un pubblico dal vivo sono insuperabili. Tuttavia, spera di poter fare tanti altri film, anche se non soltanto nel ruolo della vecchia signora inquietante. Una parte che comunque, sia detto senza offesa, le calza a pennello&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <center> <object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xujN7gsMpAo&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/xujN7gsMpAo&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object> </center>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il mago Sam Raimi</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 07:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<category><![CDATA[interviste]]></category>
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		<description><![CDATA[Il canale Black Tree tv ha realizzato diverse interviste ai creatori di Drag Me To Hell. Non poteva ovviamente mancare Sam Raimi, che viene intervistato a proposito del film. Il regista rivela di non avere segreti particolari nel suo lavoro nell&#8217;horror, se non quello di circondarsi dei migliori tecnici e attori, collaborando con loro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-177" style="margin: 10px;" title="samraimi3" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/samraimi3.jpg" alt="samraimi3" width="88" height="118" />Il canale Black Tree tv ha realizzato diverse interviste ai creatori di <strong><em>Drag Me To Hell</em></strong>. Non poteva ovviamente mancare <strong>Sam Raim</strong>i, che viene intervistato a proposito del film. Il regista rivela di non avere segreti particolari nel suo lavoro nell&#8217;horror, se non quello di circondarsi dei migliori tecnici e attori, collaborando con loro il più possibile. Raimi ascolta sempre con molta attenzione i consigli dei tecnici e degli attori. Nel caso specifico di questa pellicola, è avvenuto che <strong>Justin Long</strong> lo ha aiutato a rendere il suo personaggio più naturale, riscrivendo le battute presenti in sceneggiatura. Insomma, le persone che gli stanno intorno gli forniscono molte idee e lui fa attenzione a prendere praticamente tutto materiale.</p>
<p>Raimi parla anche del suo impegno con <em><strong>Spider-Man</strong></em> e come la celebre trilogia lo abbia fatto maturare. In generale, il regista è lieto di aver potuto lavorare negli ultimi dieci anni con attori del calibro di<strong> Bylly Bob Thornton</strong>, Cate Blanchett, <strong>Tobey Maguire</strong> e Gene Hackman. Da tutto questo, ha imparato come rendere i protagonisti dei suoi film delle persone assolutamente reali, cosa che a suo avviso non sarebbe riuscito a fare dieci anni fa. Infine, <strong>Raimi </strong>parla anche del suo &#8216;passato&#8217; di mago, autore comunque soltanto di illusioni magiche per le feste dei ragazzi. E sconsiglia vivamente di provarci ai matrimoni, come ha fatto lui, visti i pessimi risultati che porebbero venir fuori&#8230;  Nel filmato, sono presenti anche due delle migliori sequenze della pellicola&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <center> <object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zu2bbm0NZx0&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/zu2bbm0NZx0&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object> </center>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervista a Justin Long &#8211; Seconda parte</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 06:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
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		<description><![CDATA[Com’è stato lavorare con Alison Lohman?
E’ stata l’esperienza più divertente e semplice del mondo. Dall’epoca de Il genio della truffa ho sempre pensato che fosse una delle migliori giovani attrici che avessi mai visto. Mi piaceva guardarla e ho cercato di non perdermi nessuno dei suoi film. In effetti avevo già cercato di fare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Com’è stato lavorare con Alison Lohman?<br />
</strong><img class="alignright size-full wp-image-156" style="margin: 10px;" title="justinlong2" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/justinlong2.jpg" alt="justinlong2" width="83" height="128" />E’ stata l’esperienza più divertente e semplice del mondo. Dall’epoca de <strong><em>Il genio della truffa</em></strong> ho sempre pensato che fosse una delle migliori giovani attrici che avessi mai visto. Mi piaceva guardarla e ho cercato di non perdermi nessuno dei suoi film. In effetti avevo già cercato di fare un film con lei, circa un anno prima che cominciassimo le riprese di <em>Drag Me To Hell</em>. Perciò ero felice di poter lavorare con lei. E, lo ripeto, il mio compito in questo film è davvero quello di farle da spalla, in tutti i sensi. Certamente in termini di durata della mia presenza sullo schermo, ma anche per quanto riguarda il mio rapporto con l’attrice principale. Il percorso è il suo, e io sono lì solo per aiutarla. Il mio compito era semplicemente quello di amarla. In fin dei conti, si trattava solo di questo. Ed è stato facile. Lei lo ha reso facile.<span id="more-155"></span></p>
<p><strong>Eri invidioso del fatto che tutta la parte divertente fosse per Alison?</strong><br />
Altroché!… Gironzolavo attorno al set mentre lei faceva <em>di tutto</em>. Veniva spinta al limite. Sai, <strong>Sam</strong> l’ha fatta lavorare davvero duramente, ma lei ha più che superato la prova. Non ho mai visto un’attrice lavorare tanto. Io intanto gironzolavo sul set ed ero segretamente invidioso di non poter far parte di tutto quel macello. I miei amici mi dicevano cose tipo “<em>Ehi, sarai in un film horror di Sam Raimi</em>!” E io “Ecco quello che faccio. Dico, ‘<em>Baby, andrà tutto bene. Sarò nella stanza accanto. Resta qui, non ci saranno problemi</em>’.” Poi io esco e tutte quelle cose incredibili alla Sam Raimi succedono. E io rientro di corsa e faccio “<em>Che è successo? Stai bene? Ci sono io qui ora</em>!” Dissolvenza, scena successiva.</p>
<p><strong>Stanno uscendo molti tuoi film…<br />
</strong>Voglio che la gente si stufi a morte di me! Voglio saturare il mondo del cinema con la mia faccia da scemo! Scherzi a parte, in realtà è dipeso da due cose. Il fatto è che mi piace lavorare. Divento ansioso quando non lavoro. Mi piace recitare ed è quello che preferisco fare. Ma c’è di più. Mia madre è stata un’attrice, una grande attrice, e crescendo ho visto il lato peggiore della cosa. Ho visto il business, a cosa può portare, e quanto riesca ad essere incostante ed effimero. E quindi c’è una parte di me che desidera prendersi tutto quello che può. Nella mia carriera ci sono stati quei momenti in cui ogni film apre nuove opportunità. <strong><em>Dodgeball</em></strong>… <em>Die Hard</em>… E adesso <em>La verità è che non gli piaci abbastanza</em> mi ha offerto opportunità straordinarie che non mi ero mai immaginato di poter avere. E perciò voglio approfittarne. Hai sempre questa sensazione di non voler scendere dal treno e di voler correre sempre più velocemente. Ma può essere anche pericoloso. Sai, fai troppe cose e…</p>
<p><strong>Credi alle maledizioni?<br />
</strong>Credo in un sacco di cose strane. Credo ai fantasmi. Credo ad alcuni miti. Ma non credo sul serio alle maledizioni. Non dovrei dirlo, perché allora rischio di essere colpito da una maledizione per averlo detto!</p>
<p><strong>Che speranze hai per <em>Drag Me To Hell</em>?<br />
</strong>Non vedo l’ora di vederlo di nuovo. Sembrerà una cosa molto arrogante perché sono nel film, ma sono davvero emozionato all’idea che la gente lo veda. Sono emozionato per molte ragioni, perché la gente veda Alison. E poi anche per i fan. Da fan, sono emozionato per gli altri ammiratori di <strong>Sam Raimi</strong> e dei film di genere. Io stesso non vedo l’ora di vederlo di nuovo.</p>
<p>Per chi si fosse perso la prima parte dell&#8217;intervista, può recuperarla <a href="http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-a-justin-long-prima-parte/" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Intervista a Justin Long &#8211; Prima parte</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 08:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[alison lohman]]></category>
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		<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel nuovo film horror di Sam Raimi, Drag Me To Hell, Justin Long interpreta Clay Dalton, un professore le cui convinzioni scientifiche vengono messe a dura prova quando la sua ragazza, Christine Brown (Alison Lohman), viene colpita da una terribile maledizione che trasforma la sua vita in un incubo. Long, protagonista di film molto popolari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nuovo film horror di Sam Raimi, <strong><em>Drag Me To Hell</em></strong>, Justin Long interpreta Clay Dalton, un professore le cui convinzioni scientifiche vengono messe a dura prova quando la sua ragazza, Christine Brown (Alison Lohman), viene colpita da una terribile maledizione che trasforma la sua vita in un incubo. Long, protagonista di film molto popolari come <em>Die Hard – Vivere o morire</em>, <em>Ti odio, ti lascio, ti…, Palle al balzo &#8211; Dodgeball</em> e <em>La verità è che non gli piaci abbastanza</em>, non è comunque nuovo ai film horror, avendo dato inizio alla sua carriera nel 2001 con il film di Victor Salva <em>Jeepers Creepers – Il canto del diavolo</em>.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-150" title="justinlong" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/justinlong.jpg" alt="justinlong" width="84" height="130" />Come sei entrato a far parte del cast di <em>Drag Me To Hell</em>?</strong><br />
In realtà con una semplice telefonata. Essendo un vero cultore di <strong>Sam Raimi</strong>, ero sorpreso di non aver sentito parlare del film prima di quella telefonata. E’ successo prima che cominciassero a circolare voci o indiscrezioni sul fatto che stesse preparando un film horror. Ero in vacanza quando mi è arrivata una telefonata dei miei agenti: “Sam Raimi vuole incontrarti”. Ho risposto “Parto subito. Prendo il primo aereo in partenza da qui”. Anche prima di leggere la sceneggiatura, gli ho detto che avrei fatto qualsiasi cosa per essere in uno dei suoi film. Lo pensavo davvero e lo penso ancora. Fortunatamente c’era davvero una parte per me. Mi sentivo molto onorato del fatto che volesse lavorare con me, visto che secondo me lui avrebbe potuto ottenere chiunque.<span id="more-148"></span></p>
<p><strong>Eri davvero fan di Sam Raimi?<br />
</strong>Un fan sfegatato. <em>La casa </em>mi è piaciuto da pazzi. Sono cresciuto guardando quei film: <em>Darkman</em>, <em>Soldi sporchi</em>, <em>The Gift</em>; lui è l’autore di alcuni dei miei film preferiti ed è sempre stato eccezionale con gli attori. Mi sentivo onorato e molto eccitato. Non c’era da pensarci. Ed era un <strong>horror</strong>, un genere che adoro.</p>
<p><strong>Avevi già qualche esperienza in film horror?<br />
</strong>Ho lavorato in <strong><em>Jeepers Creepers</em></strong>. Ma è stato un sacco di tempo fa. Da allora ho sempre desiderato farne uno, e non è che non ci abbia provato. Ho fatto provini per tutti – <em>Halloween 12</em>, o qualsiasi cosa fosse – con tutti provavo a fare il mio nome. E poi ho cominciato a lavorare in un altro tipo di film, e gli horror che hanno cominciato a circolare dopo erano tutti del genere macabro e truculento e non mi interessavano. Sono sempre divertenti da guardare. Mi piace andare al cinema, magari per un appuntamento galante un po’ divertente, a vedere un buon vecchio slasher, ma questo è una cosa diversa. Sai, i film di Sam sono molto più creativi, unici e ricchi di stile.</p>
<p><strong>Com’e’ stato lavorare con Sam Raimi?<br />
</strong>Il modo in cui tratta le persone e il rispetto che ha per il lavoro è qualcosa che non avevo mai visto prima. Mi ha colpito l’amore con il quale fa le cose, in un modo divertente, convinto e quasi infantile. Ha un entusiasmo infantile, come quello di un bambino che gioca nel recinto della sabbia. Ed è contagioso. Tutti si sono sentiti sempre coinvolti e nessuno si è mai lamentato, qualsiasi ora fosse. Non si tratta solo del fatto che ami i film di <strong>Sam</strong>, e che poi cominci a volergli bene, come persona e per la sua energia. Ovviamente, non c’è modo di insegnare questa cosa. O ce l’hai o non ce l’hai. Ma vederlo è stato entusiasmante, considerato quanto ha già fatto e la sua posizione nell’industria. E’ ancora umile e ha una vera passione per la collaborazione. Non è mai ‘si fa a modo mio e basta’.</p>
<p><strong>Mi sembra che per il tuo personaggio tu ti sia ispirato a tuo padre&#8230;<br />
</strong>Mio padre è un professore di filosofia, il tipico accademico: porta la barba, è impassibile, fuma la pipa, insomma è esattamente come lo immagineresti. Ha anche tutte quelle stranezze e quelle affettazioni che ho sempre pensato essere proprie degli intellettuali eruditi che per vivere e mangiare devono pensare. Volevo essere sicuro che questo trasparisse dal personaggio. Ho anche rivisto <em>Cane di paglia</em>: in quel film il rapporto tra <strong>Dustin Hoffman</strong> e Susan George ha una dinamica in un certo senso analoga. Lei viene da un paesino e ha un’istruzione più formale, e questo scatena una dinamica straordinariamente potente. Ho anche frequentato corsi di psicologia e ho intervistato un professore di psicologia, solo per avere un po’ di comprensione in merito. Avevo poche scene in cui effettivamente insegnavo la materia. Ho aiutato Sam a scriverle per assicurarmi che fossero autentiche. E al montaggio finale…tutte sparite! Non era roba per un horror divertente!</p>
<p><strong>Non sembri infastidito all’idea di avere un ruolo di secondo piano…<br />
</strong>Normalmente lo sarei, ma in questo caso mi sentivo talmente coinvolto dal film che la cosa aveva perfettamente senso. Ovviamente, essendo un attore, e per questo narcisista, ero interessato a vedere il mio lavoro sullo schermo, vista la fatica fatta! Ma come uno del pubblico? Da spettatore, però, non voglio vedere me, voglio vedere Alison nei guai e alle prese con cose assurde. E’ il film di <strong>Alison</strong>. E’ lei al centro della storia!</p>
<p>Fine pèrima parte &#8211; La seconda uscirà venerdì 4 settembre</p>
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		<title>Intervista a Alison Lohman &#8211; seconda parte</title>
		<link>http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-a-alison-lohman-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 07:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[alison lohman]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>

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		<description><![CDATA[Prosegue e si conclude l&#8217;intervista con Alison Lohman. Chi si fosse perso la prima puntata, può recuperarla qui.
Come e’ stato girare le scene d’azione piene di effetti speciali?
Per girare la scena della colluttazione in macchina ci sono volute circa due settimane. Era tutto molto ben coreografato, studiato nel dettaglio, il coordinamento dei nostri movimenti con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue e si conclude l&#8217;intervista con <strong>Alison Lohman</strong>. Chi si fosse perso la prima puntata, può recuperarla <a href="http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-a-alison-lohman-prima-parte/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-120" title="alisonlohman2" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/alisonlohman2.jpg" alt="alisonlohman2" width="101" height="126" />Come e’ stato girare le scene d’azione piene di effetti speciali?<br />
</strong>Per girare la scena della colluttazione in macchina ci sono volute circa due settimane. Era tutto molto ben coreografato, studiato nel dettaglio, il coordinamento dei nostri movimenti con quelli della macchina da presa. In particolare è necessario essere precisi e allo stesso tempo far sembrare tutto caotico, frenetico e il più spontaneo possibile, come quando faccio saltare la dentiera della signora <strong>Ganush</strong> sul sedile anteriore.</p>
<p><strong>Incantevole!!!<br />
</strong>Lo so… Sono momenti interessanti, momenti tipici del cinema di <strong>Sam Raimi</strong>, con questa donna anziana, Lorna Raver, che ti rosicchia il mento e ti sbava sulla faccia.</p>
<p><strong>Come e’ stato?<br />
</strong>Assurdo, pazzesco! Non gli credevo. Non volevo credergli quando mi raccontava le cose che aveva in mente. In effetti, quando leggi la sceneggiatura, c’è tutto descritto dentro: “lei le <strong>succhia il collo</strong>”. E io pensavo ‘Oh, sì, d’accordo, sta solo rendendo più fiorita una scena da leggere’. No, lui intendeva proprio succhiare il collo. Non avevo idea che l’avrebbe fatto sul serio fino a quando non abbiamo girato (ride). Sì, ci sono stati dei momenti assurdi. Sam ha coreografato l’intera cosa. Ma noi dovevamo renderla più naturale possibile.<span id="more-116"></span></p>
<p><strong>Come e’ stato quando hai incontrato per la prima volta la tua collega e rivale sullo schermo, Lorna Raver, tutta truccata?<br />
</strong>L’avevo conosciuta prima, ed è molto dolce. Ma devo confessare che è stato difficile per me distinguere <strong>Lorna</strong> e la signora Ganush durante la lavorazione. Quando ci incontravamo per caso andando verso le roulotte o in giro, era difficile <em>non</em> avere paura di lei. E’ brava. E’ una brava attrice. Ha suscitato in me moltissime emozioni.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Qual e’ stata la sfida piu’ difficile per te?<br />
</strong>Il sonno. Non ho mai dormito durante il film. Ci vuole tantissima energia per mantenere alto il livello di adrenalina girando scene in cui sei sempre spaventata e ti batti per restare viva. Così anche io ho cercato di sopravvivere al film, come il mio personaggio ha cercato di sopravvivere al demone!! Tornavo a casa e non sapevo come fare ad uscirne. Ma, sai, impari qualche piccolo <strong>stratagemma</strong>: spesso basta una lunga passeggiata, a volte funziona la tequila!. E’ stato un film difficile, davvero. Niente di ciò che ho vissuto nella mia vita si avvicina neanche lontanamente a questo. Per la maggior parte del tempo mi sentivo a pezzi. Dopo mi è anche venuto l’herpes. La sola cosa che mi ha permesso di non crollare è stato Sam. Non solo spingendomi e costringendomi ad andare avanti , ma anche perché mi ha ispirata. Anche se mi ha torturata per tutto il film, è un vero gentiluomo. Cioè, è davvero una contraddizione. Riesce ad essere dolce e gentile e l’attimo dopo ti fa letteralmente volare sul soffitto!</p>
<p><strong>Hai avuto una controfigura?<br />
</strong>Credo ci siano un paio di parti in cui c’è uno stunt al posto mio, ma per la maggior parte ho fatto tutto da sola. Sono proprio io quella che vola attraverso la stanza. E sono stata io a volerlo. Così, per essere giusti, non è stata solo colpa di <strong>Sam</strong>.</p>
<p><strong>Cosa ti ha sorpreso di piu’ di questa esperienza?<br />
</strong>Il fatto di essermi divertita. Pensavo che alla fine avrei detto ‘<em>Oh, è stato un incubo. Non farò mai più una cosa del genere. Perché diavolo l’ho fatto?</em>’ Ma adesso, ripensandoci, posso dire tranquillamente che mi sono divertita un sacco… mentre venivo torturata!</p>
<p><strong>Credi in cose come le maledizioni? Sei superstiziosa?<br />
</strong>No, non esattamente. Anche se qualche volta lo sono. Oggi, in effetti, sono entrata nella mia camera da letto e ho avuto la strana sensazione che ci fosse qualcuno lì che mi osservava. Normalmente non ho queste sensazioni. Forse ha a che fare con il fatto che sto girando questo film (ride). E questo non significa essere <strong>superstiziosi </strong>(ride).</p>
<p><strong>Cosa speri per <em>Drag Me To Hell</em>?<br />
</strong>Ovviamente spero che vada bene. Ma i miei desideri sono già stati esauditi. Sono molto soddisfatta dell’interpretazione, e del film nel suo insieme, e di quello che ha fatto <strong>Sam</strong>. Spero solo che alla gente piaccia quanto è piaciuto a me.</p>
<p><strong>Faresti un altro horror?<br />
</strong>Non lo so. Credo che richieda troppa energia. Davvero. Ma mi piacerebbe molto lavorare in un altro film di <strong>Sam Raimi</strong>. Questo lo farei immediatamente.</p>
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		<title>Intervista a Alison Lohman &#8211; prima parte</title>
		<link>http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-a-alison-lohman-prima-parte/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 07:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[alison lohman]]></category>

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		<description><![CDATA[In Drag Me To Hell, Alison Lohman interpreta Christine Brown, una giovane donna il cui mondo idilliaco si trasforma in un inferno quando le viene lanciata contro una terribile maledizione.
Attrice fin dall’età di nove anni, la Lohman si è fatta notare per la prima volta a Hollywood nel 2002 nel film drammatico White Oleander – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-117" title="alisonlohman1" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/alisonlohman1.jpg" alt="alisonlohman1" width="90" height="135" />In <em>Drag Me To Hell</em>, <strong>Alison Lohman</strong> interpreta Christine Brown, una giovane donna il cui mondo idilliaco si trasforma in un inferno quando le viene lanciata contro una terribile maledizione.</p>
<p>Attrice fin dall’età di nove anni, la Lohman si è fatta notare per la prima volta a Hollywood nel 2002 nel film drammatico <em>White Oleander – Oleandro bianco</em>, al fianco di Michelle Pfeiffer, Renée Zellweger e Robin Wright Penn. Ha proseguito interpretando <em>Il genio della truffa</em> con Nicolas Cage; <em>Big Fish</em>, diretto da Tim Burton; <em>Noi due sconosciuti</em>, con Halle Berry, e <em>La leggenda di Beowulf</em>, del regista Robert Zemeckis.</p>
<p><strong><em>Drag Me To Hell</em> è un punto di partenza per te: il tuo primo horror. cosa ti ha affascinato di questo ruolo?<br />
Sam Raimi</strong>. Mi ricordo la prima volta che ne ho parlato con lui al telefono. Penso che la conversazione sia durata tre ore, forse di più. Parlava di ogni dettaglio, come un bambino che racconta una storia accanto a un fuoco da campo, e mi sono resa conto che dovevo fare questo film con lui. Il fatto è che non sono un’appassionata di horror. Ci vuole molto per spaventarmi. Prima di parlare con Sam, non avrei mai pensato che potesse andar bene per me. Non pensavo che fosse nelle mie corde, come pure qualsiasi altro film horror. Fortunatamente ho capito cosa rende i migliori film horror dei buoni film e cosa rende Sam tanto speciale. Se hai personaggi e situazioni abbastanza interessanti da coinvolgere il pubblico a prescindere dalla parte horror, allora realizzi un grande film. Sfortunatamente, un sacco di film horror che ho visto di recente non hanno queste caratteristiche, motivo per cui all’inizio non ero interessata. Ho sempre avuto la sensazione che in un certo senso i personaggi di quei film fossero sempre in attesa della parte <strong>horror</strong>, dell’arrivo dei momenti di paura.</p>
<p><strong>Cosa ti ha insegnato Sam Raimi sui film horror?<br />
</strong>Per lui non è mai solo questione di horror. Qualche volta ci sono dei momenti che fanno paura, ma i protagonisti sono più importanti. In <strong><em>Drag Me To Hell</em></strong>, si è impegnato molto su Christine, sui suoi rapporti, e con delle scene molto reali nelle quali possiamo identificarci. Quando arriva il momento in cui lei deve affrontare il demonio, sei lì al suo fianco. L’horror, in un certo senso, è solo la ciliegina sulla torta. Entri con lui in un mondo diverso, che è talmente concreto e ricco di dettagli che ti senti a tuo agio. E ti fidi mentre affronti questa avventura.</p>
<p><strong>Come ti sei preparata per il film?<br />
</strong>Ho avuto degli incontri con Sam per farmi un’idea di quello che pensava del personaggio. Ho anche incontrato un funzionario addetto ai prestiti, che è quello che interpreto sullo schermo. Non sapevo niente di banche e sono un disastro con i numeri, perciò avevo bisogno di farmi un’idea di come fosse quel tipo di vita e la gente che vive così nella realtà. Sono anche uscita un po’ con <strong>Justin Long</strong>, che interpreta il mio fidanzato, giusto per conoscerci meglio, per dare spessore al nostro rapporto sullo schermo. E poi, ovviamente, ho guardato i classici dell’horror tutti i giorni, concentrandomi sui momenti clou. Qualsiasi film stessi guardando, facevo attenzione al ritmo e all’andamento. Cioè, mi sedevo lì, spegnevo le luci e guardavo film come <strong><em>Shining</em></strong>. Altre volte, guardavo solo delle clip dei film per trovare l’ispirazione giusta per quello che avrei dovuto fare.</p>
<p><strong>Avevi già visto i film horror di Sam?<br />
</strong>No, gli horror no. Perciò mi sono guardata tutta la serie de <strong><em>La casa</em> </strong>e <em>L’armata delle tenebre</em>. Avevo già visto <em>Soldi sporchi</em> e <em>The Gift</em>, che mi erano piaciuti. Cioè, mi è sempre piaciuto il lavoro di Sam, specialmente i film di <strong><em>Spider-Man</em></strong>. In tutti traspare la sua personalità. Ha un senso dell’umorismo molto particolare e asciutto. E quell’umorismo che si vede nei film è anche quello del suo carattere.</p>
<p><strong>Come e’ stato lavorare con Sam?<br />
</strong>Meraviglioso. Abbiamo fatto moltissime prove, ripassando le scene, discutendone e scherzandoci su, cosa che è stata di grande aiuto. Sam è bravo in queste cose, è molto collaborativo e aperto nei confronti degli attori in modo che si sentano coinvolti. Ti fa venire voglia di dare di più, proprio perché è così ben disposto. Questo mi piace di lui. E’ raro trovarlo in un regista.</p>
<p>Fine della prima parte &#8211; La seconda e ultima parte dell&#8217;intervista con <strong>Alison Lohman </strong>uscirà giovedì 27 agosto</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ESCLUSIVA: Intervista allo scenografo Steve Saklad!</title>
		<link>http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-a-steve-saklad/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 07:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scenografo di Drag Me To Hell ci svela i segreti del film in un’intervista esclusiva…
Quali sono le scene di Drag Me to Hell di cui sei più orgoglioso? Qual è stata la tua fonte di ispirazione?
Per essere un film a basso budget, Drag Me To Hell ha fornito al reparto artistico un’opportunità straordinaria per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scenografo di <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> ci svela i segreti del film in un’intervista esclusiva…</p>
<p><strong>Quali sono le scene di Drag Me to Hell di cui sei più orgoglioso? Qual è stata la tua fonte di ispirazione?</strong><br />
Per essere un film a basso budget, <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> ha fornito al reparto artistico un’opportunità straordinaria per raccontare una storia decisamente visiva. Come scenografo, era importante distinguere i diversi mondi distinti della nostra storia, iniziando con i grigio-beige blandi della Banca o della sala da pranzo dei genitori di Clay. La casa di Christine è un ponte visivo per quanto riguarda la tavolozza ricca di colori e la densità delle <img class="alignright size-full wp-image-110" title="stevesaklad" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/stevesaklad.jpeg" alt="stevesaklad" width="74" height="118" />scenografie sul set, che indica come il mondo spirituale si insinui lì dentro. Ma poi devi fare un salto nel folle abisso del mondo spirituale: le sale di lettura della mano di <strong>Rham Jas</strong>, la casa della zingara e ovviamente la dimora del terrore dove risiede Shawn San Dena. L’intensità dei colori raggiunge vette incredibili qui: il turchese incontra l’arancione, il blu cobalto, il rosa e l’oro. Gli insegnamenti antireligiosi antichi si sovrappongono: immagini greche, latine, ebraiche e musulmane cozzano tra di loro. Fontane e tappezzerie rovinate, fiori e frutti in disfacimento sono presenti in questo mondo, in cui la morte si confonde con la vita. L’ispirazione ci è arrivata da ogni parte, ma soprattutto dai palazzi decadenti del Bosforo a Istanbul. Qui l’Asia incontra l’Europa, i musulmani si mischiano con i cristiani e gli ebrei. Questa è la ricca pietanza che noi volevamo mostrare nel grande Salone di questa dimora.<span id="more-109"></span></p>
<p><strong>Come è stato lavorare con Sam Raimi? Che tipo di regista è per quanto riguarda le scenografie?</strong><br />
Ogni giorno era bellissimo lavorare per Sam. E’ una persona che sa esattamente quello che vuole e tuttavia ti lascia liberissimo di sorprenderlo con qualcosa a cui lui non aveva pensato. Sam adora il processo di storyboard e praticamente ogni inquadratura del film è stata disegnata più volte per combaciare con le inquadrature esatte e i movimenti che aveva in mente. Ma dipendeva molto da noi creare il mondo che circonda questa azione. Il <strong>Grande Salone </strong>è stato realizzato con gli storyboard come uno spazio rettangolare, ma poi ho proposto a Sam un bozzetto con un’incredibile sala ottagonale a cui avevo pensato, piena di colonne, spazi nascosti nell’ombra e muri con tende che potevano prendere vita. Lui ha sorriso e mi ha detto: “wow, fa veramente paura. Facciamolo”. Questi sono i momenti che speri di vivere con Sam.</p>
<p><strong>Puoi dirci qualcosa sulla scena nella casa dell’anziana signora? Come l’avete preparata?</strong><br />
Realizzare la dimora di<strong> Shawn San Dena</strong> ha richiesto due terzi del budget del reparto artistico, quindi dovevamo farlo bene. Un favoloso palazzo moresco rosa costruito da un barone del petrolio vicino a Los Angeles è stato utilizzato per gli esterni. Abbiamo aggiunto delle pareti alla  sala da ballo per creare la stanza per il ragazzino che si vede nel prologo. Lui corre attraverso le porte e si ritrova al secondo piano del nostro set, che raffigura il Grande Salone e che è stato costruito agli stabilimenti della Fox. Lui salta sopra il cornicione verso la morte al piano di sotto. Per fortuna, il nostro ricco pavimento di marmo (che presenta delle sezioni di masonite dipinte a mano) non ha mai dovuto veramente aprirsi e inghiottirlo. Infatti, <strong>Bruce Jones</strong>, il nostro supervisore agli effetti visivi, ha ideato tutti questi momenti in CGI.  Creare questa stanza in cui i secoli cozzano tra loro è stato quasi come costruire un favoloso set epico di Cecil B. DeMille e tutte le proprie conoscenze vengono sfruttate. Tecniche di pittura marmorea, inserimento di intonaco nei capitelli delle colonne e nei sostegni, l’ondeggiamento delle tende vittoriane, rifiniture con ornamenti di gioielli, tappezzerie ornate a mano, icone di santi su sfondi in rovina, vere foglie dorate e delle vetrate in stile moresco sulle porte. Senza il genio e l’impegno di tutta la nostra troupe, e soprattutto del nostro decoratore <strong>Don Diers</strong>, questo non avrebbe mai potuto avvenire così bene, ossia in tempo e praticamente rispettando il budget definito.</p>
<p><strong>Hai lavorato ai due film di Jason Reitman. Che tipo di esperienza è stata?</strong><br />
Penso che tutta la mia carriera nell’industria cinematografica dipenda da Jason Reitman. <em><strong>Thank You For Smoking</strong></em> era la mia seconda pellicola e quindi lui ha avuto una fiducia incredibile nei miei confronti. <em><strong>Juno</strong></em> è stata forse l’esperienza cinematografica più piacevole che abbia mai vissuto, con 30 giorni di riprese baciate da un connubio perfetto tra sceneggiatura e cast, tutto girato nella meravigliosa città di Vancouver, in Canada. Jason ha una conoscenza enciclopedica del cinema ed è bravissimo a comprendere il sottotesto presente in ogni sequenza. Mentre Sam lavora con gli storyboard, Jason fa qualcosa di simile con la sua macchina fotografica, durante un’esauriente periodo di ricerche svolte durante la preproduzione. Lui vuole trovar le inquadrature e le forme di una scena, così coglie delle inquadrature fondamentali che diventano veramente una bibbia per il momento delle riprese con l’intera troupe. Il mio unico rimpianto legato a Jason? A differenza di Sam, lui odia girare sui set dei teatri di posa. Jason costruisce i suoi film quasi esclusivamente intorno a delle vere location. Noi abbiamo appena terminato il nostro terzo film insieme, <em><strong>Up in the Air</strong></em>, che vede protagonista George Clooney. Abbiamo girato in cinque città differenti, con 82 luoghi utilizzati in 49 giorni e solo due giornate sui teatri di posa. Tuttavia, ne vale la pena se il prodotto finale è così buono.</p>
<p><strong>Che progetti hai per il futuro prossimo? Lavorerai con Sam Raimi a breve?</strong><br />
Mi piacerebbe tornare a lavorare nuovamente con Sam, ma il suo ‘futuro prossimo’ è legato strettamente a <em><strong>Spider-Man 4</strong></em> fino al… 2012? La Paramount ha pianificato l’uscita di <em><strong>Up in the Air</strong></em> per il dicembre del 2009 negli Stati Uniti. Come capita sempre quando si finisce un lavoro, iniziano i colloqui per dei nuovi progetti.</p>
<p><strong>Vuoi aggiungere qualcosa sul lavoro svolto con Sam Raimi per Drag Me to Hell?</strong><br />
Non si può mai dire dove ti porterà una semplice sceneggiatura horror. Osservi tutti lavorare in maniera meticolosa, mentre salgono passo dopo passo una collina decisamente impervia. La soddisfazione è quando tu arrivi dall’altra parte con un film che è un fantastico viaggio sulle montagne russe. <strong>Sam Raimi</strong> riesce a fare una cosa del genere e <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> è diventato proprio questo tipo di film.</p>
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