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Intervista: Sam Raimi parla di Drag Me to Hell – seconda parte

Prosegue l’intervista a Sam Raimi, dopo la prima parte pubblicata qui.

Come e’ nata l’idea di avere Alison Lohman nel cast?

Alison LohmanVolevo che il pubblico compisse un percorso nel peccato assieme al personaggio. Ecco perché avere Alison era così importante. Perché, in realtà, si tratta di un personaggio moralmente fallimentare. Commette un peccato di avidità buttando fuori di casa un’anziana signora. E volevo vedere se riuscivo a far identificare il pubblico con lei. Credo che abbia fatto un eccellente lavoro.

E comunque l’hai fatta passare attraverso sofferenze atroci.

Sì, ero preoccupato che lei – come in effetti chiunque – non riuscisse a sopportare tutte le cose che dovevamo farle. Ho cercato di essere onesto sulla cosa, beh, senza dirle proprio tutto quello che le avremmo fatto passare, perché temevo che non avrebbe accettato la parte (ride). Volevo solo metterla sull’avviso, per così dire. Ma dovevamo farle cose davvero orribili. Insomma, venire soffocata tutto il tempo da quella anziana signora interpretata da Lorna Raver che la afferra alla gola… L’ho lanciata fuori da un’auto, le ho buttato addosso di tutto, le ho messo un’imbracatura e l’ho sbattuta in giro per una stanza per ore e l’ho sepolta viva sotto 3 quintali di fango. E tutto questo solo nella prima settimana (ride). Prosegui la lettura…

Intervista: Sam Raimi parla di Drag Me to Hell – prima parte

Drag Me To Hell segna il ritorno lungamente atteso di Sam Raimi alle sue radici horror. Nel suo ultimo lavoro l’apprezzato maestro del cinema del terrore narra infatti le spaventose vicende di Christine Brown (Alison Lohman), una giovane donna la cui vita idilliaca si trasforma in un inferno, per una terribile maledizione scagliata contro di lei. Esperto di film di genere, Raimi si era fatto conoscere nel 1981 con La casa, affermandosi poi come uno dei registi più autorevoli, fino a dirigere di recente la serie di Spider Man (che ha fatto registrare un incasso complessivo di quasi due miliardi e mezzo di dollari ai botteghini di tutto il mondo).

Guardando Drag Me To Hell, si ha l’impressione che tu sia come un bambino in un negozio di caramelle, che stai facendo quello che ami fare di più.

E’ vero. Mi è piaciuto un sacco girare questo film. Eravamo in mezzo a persone che conosco e con le quali mi sento a mio agio. E per quanto riguarda quelli che non conoscevamo, credo che con i nuovi arrivati abbiamo avuto molta fortuna. Prosegui la lettura…