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	<title>Drag Me To Hell - il blog italiano &#187; Sam Raimi</title>
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	<description>Il blog italiano di Drag Me To Hell, un film di Sam Raimi</description>
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		<title>Drag Me To Hell &#8211; La visita al set</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 07:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti dove fosse finito il regista, produttore e attore Sam Raimi dopo la straordinaria tripletta di successo di Spider-Man?
Dopo sette anni trascorsi a mettere a punto la trilogia, il regista de La casa 2 si sentiva pronto per un cambiamento. Nonostante l’amore per il fumetto, Raimi era pronto a tornare alle sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi siete mai chiesti dove fosse finito il regista, produttore e attore <strong>Sam Raimi</strong> dopo la straordinaria tripletta di successo di <em>Spider-Man</em>?</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-177" title="samraimi3" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/samraimi3.jpg" alt="samraimi3" width="88" height="118" />Dopo sette anni trascorsi a mettere a punto la trilogia, il regista de <em>La casa 2 </em>si sentiva pronto per un cambiamento. Nonostante l’amore per il fumetto, <strong>Raimi</strong> era pronto a tornare alle sue radici: l’horror e il thriller.</p>
<p>L’ultimo progetto di Raimi, <em><strong>Drag Me To Hell</strong>, </em>è stato scritto insieme a suo fratello, Ivan Raimi.</p>
<p>“Mentre stavamo scrivendo <em><strong>Darkman</strong> </em>nel 1989, io e mio fratello decidemmo di scrivere anche un breve racconto horror, che abbiamo poi trasformato, allungandolo, in <em>Drag Me To Hell</em> a metà degli anni ‘90”, dice Raimi. “All’epoca eravamo entrambi molto impegnati in altri progetti e non avevamo la possibilità di continuare a lavorarci su. Poi sono arrivati i film di <strong><em>Spider-Man</em></strong>, ed è stato solo quando ho completato la serie che mi sono reso conto che volevo tornare a girare un thriller”.<span id="more-200"></span></p>
<p>Secondo il produttore <strong>Grant Curtis</strong>, il film non avrebbe potuto essere realizzato senza Raimi. “La gente è molto eccitata all’idea che Sam torni a lavorare ai film di genere. <em>Drag Me to Hell </em>segna il suo ritorno all’horror”.</p>
<p>La storia, ambientata a Los Angele<em>s, </em>è incentrata su Christine Brown, interpretata dall’attrice di talento <strong>Alison Lohman</strong> (<em>White Oleander – Oleandro bianco,</em> <em>Il genio della truffa</em>). Christine è una ventenne ingenua e dal cuore tenero, che lavora come funzionario di banca addetta ai prestiti. Dopo essere stata accusata dal suo superiore di comportarsi in modo troppo “tenero”, decide di dimostrare, sia al suo capo che al suo fidanzato (<strong>Justin Long</strong>), di riuscire ad essere più dura negli affari. Nega perciò un prestito ad una strana e anziana donna, la signora Ganush (Lorna Raver), che resta terribilmente sconvolta dalla decisione. A totale insaputa di Christine, la signora Ganush ha il potere di parlare con i demoni, in particolare con Lamia, un diavolo malvagio, che renderà la vita di Christine letteralmente un <em>inferno</em>.</p>
<p>“Ho visto pochissimi film horror” racconta <strong>Alison Lohman</strong>. “Di norma non prenderei in considerazione l’ipotesi di lavorare in un film di questo genere, ma mi piace moltissimo il lavoro di Sam Raimi e, dopo aver letto il copione, questo mi è sembrato diverso. Il personaggio di Christine è quello di una brava ragazza che cerca di aiutare tutti ma che, ad un certo punto, decide di andare contro la sua stessa natura, e tutto quello che le succederà da quel momento in poi sarà una conseguenza di questa decisione. Il che ci insegna qualcosa, ed è un modo interessante per dare spessore al personaggio”.</p>
<p>L’exploit della Lohman nel film di Ridley Scott <em><strong>Il genio della truffa</strong>,</em> in cui l’allora ventiquattrenne attrice interpretava la complicata figlia quattordicenne di Nicolas Cage, è stato ciò che ha convinto Raimi del fatto che sarebbe stata perfetta nel ruolo della giovane Christine impegnata a combattere contro i demoni.</p>
<p>Fortunatamente è riuscita a sottrarsi alla nota mania del regista di ‘torturare’ i suoi attori protagonisti sul set, come ha fatto con Bruce Campbell in <strong><em>La casa 2</em></strong>. Secondo il supervisore agli effetti speciali Gregory Nicotero, “Sam è molto protettivo con Alison sul set e si assicura sempre che stia bene tra un ciak e l’altro”.</p>
<p>Dileep Rao (Rham Jas), che nel film è un veggente che aiuta la nostra eroina a combattere il demone, descrive Raimi come un regista collaborativo, in grado di mantenere un’atmosfera molto rilassata sul set, e che non esita ad aiutare gli attori durante le riprese.</p>
<p><strong>Adriana Barraza</strong> (Shaun San Dena), candidata ad un Oscar® per la sua performance nell’apprezzato film di Alejandro Gonzalez Innaritu <em>Babel, </em>interpreta una sensitiva eccentrica che cerca di aiutare Christine a liberarsi della maledizione. Barazz afferma che Raimi cerca la verità nel suo personaggio, e che lei si è pienamente immedesimata in quello che lui aveva in mente per la parte. Grande fan della trilogia de <strong><em>La casa</em></strong>, conosceva il lavoro di Raimi ed è un’amante del genere horror.</p>
<p>“Adoro i film e la letteratura horror”, spiega Adriana. “Perciò è stata una grande opportunità per me quella di divertirmi facendo un genere che ho sempre amato. Sono molto grata a Sam. Quando lavori con lui, cominci a credere a cose immaginarie: è un divertimento straordinario”.</p>
<p>Questo giovedì, sul set di <strong><em>Drag Me To Hell</em> </strong>alla Twentieth Century Fox di Los Angeles, l’atmosfera è rilassata ma sono tutti molto indaffarati. A sole due settimane dalla fine della produzione, ogni istante è prezioso, ma Raimi riesce a mantenere sul set un’atmosfera tranquilla.</p>
<p>In mezzo alla troupe c’è lo scenografo <strong>Steve Saklad</strong>. La scena di oggi, una seduta a casa di Shaun San Dena si dimostra essere una delle riprese più complicate per il reparto scene. Nella scena Shaun convoca Lamia per annullare la maledizione su Christine. Prima che venga convocato il demonio, un numero crescente di fantasmi cerca di entrare da una porta aperta. Un elettricista commenta “Questo è uno dei set più imponenti mai costruiti in questo posto”. Il complimento rende felice Steve. Spiega come ha cercato di mostrare le peculiarità del personaggio attraverso il suo palazzo moresco.</p>
<p>“Ci piace molto quella parte del mondo perché unisce Europa occidentale e orientale. Perciò abbiamo messo mobili francesi barocchi accanto a finestre moresche a mezzaluna e vetrate a mosaico. C’è un’enorme stella moresca al centro del pavimento che, nelle inquadrature dall’alto, sembra una serie di sprazzi di sole dalla forma geometrica. La stanza ha un’atmosfera molto bizzarra e particolare”.</p>
<p>A Raimi piace lavorare in un ambiente familiare e molti dei membri della troupe di <em>Drag Me To Hell</em> hanno già lavorato con lui nella trilogia de <em>La casa</em>. Il supervisore agli effetti speciali per il make up, <strong>Greg Nicotero</strong>, e il direttore della fotografia Peter Deming fanno parte della sua squadra dagli anni ‘80.</p>
<p>Secondo Nicotero “la cosa bella di Sam è che gli piacciono molto gli effetti speciali tradizionali. Essendo uno che ha diretto praticamente tutto, da <em>Darkman </em>a <em>Soldi sporchi </em>fino ai film di <em>Spider-Man</em>, sa veramente come utilizzare nei suoi film con ogni singola tecnica a disposizione”.</p>
<p>Raimi aggiunge “Quando lavoro con Greg e Peter, è come se il tempo non fosse trascorso. Abbiamo a disposizione dalla produzione un tempo limitato e tutto procede così rapidamente che bisogna andare dritti al punto. Ci basta fare una chiacchierata di poche ore, una volta a settimana. Avendo fatto tanti film insieme ci capiamo benissimo”.</p>
<p>Nicotero è sempre contento di unirsi al suo amico sul set. “Il senso dell’umorismo di Sam e i suoi riferimenti sono rimasti gli stessi: fondamentalmente sta facendo ancora una volta un omaggio a Larry, Moe e Curly, i <em>Tre Marmittoni</em> (<strong><em>The Three Stooges</em></strong>)”. (Il riferimento più importante per Raimi quando ha cominciato, girando film comici).</p>
<p>“La giusta combinazione di umorismo e di horror è ciò che sta a cuore a Sam, che è pronto a portare fino al limite estremo le gag, sapendo cosa piacerà al suo pubblico” aggiunge Nicotero.</p>
<p>L’ironia è un elemento sempre presente nei film di <strong>Raimi</strong>, il quale pensa che purtroppo non ce ne sia più molta nei film horror dei nostri giorni. Tornando all’horror dopo un’assenza durata sedici anni, è ancora consapevole che bisogna spaventare il pubblico, facendolo però divertire allo stesso tempo. “Buffe case horror, spaventi, sequenze piene di suspense e qualche risata qua e là” dice Raimi!</p>
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		<title>Arriva Drag Me To Hell</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 07:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo alcune anteprime, arriva ufficialmente nel nostro Paese Drag Me To Hell, la pellicola che ha riportato Sam Raimi (regista della saga di Spider-Man) a confrontarsi nuovamente con l&#8217;horror più folle e scatenato, dopo che la sua trilogia de La casa, compreso l&#8217;ultimo episodio che da noi si chiamava L&#8217;armata delle tenebre, ha cambiato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-194" style="margin: 10px;" title="dragmetohell" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/dragmetohell.jpg" alt="dragmetohell" width="150" height="222" />Dopo alcune anteprime, arriva ufficialmente nel nostro Paese <strong>Drag Me To Hell</strong>, la pellicola che ha riportato <strong>Sam Raimi </strong>(regista della saga di <em><strong>Spider-Man</strong></em>) a confrontarsi nuovamente con l&#8217;horror più folle e scatenato, dopo che la sua trilogia de<em><strong> La casa</strong></em>, compreso l&#8217;ultimo episodio che da noi si chiamava <em><strong>L&#8217;armata delle tenebre</strong></em>, ha cambiato la storia del genere. L&#8217;interesse degli esercenti sembra notevole, considerando che la pellicola verrà presentata in 250 copie (numero molto interessante per un horror), nonostante tante uscite importanti in questo fine settimana e i risultati straordinari che sta ottenendo <em><strong>L&#8217;era glaciale 3</strong></em>.</p>
<p>Costato 30 milioni di dollari, <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> ne ha conquistati finora 80 in tutto il mondo, di cui 42 negli Stati Uniti. Vedremo quale sarà il contributo che fornirà il nostro Paese. Ma voi lo vedrete? E se lo avete visto, quali sono le vostre impressioni? Siete rimasti soddisfatti? fateci sapere le vostre opinioni nei commenti&#8230;</p>
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		<title>Il mago Sam Raimi</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 07:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il canale Black Tree tv ha realizzato diverse interviste ai creatori di Drag Me To Hell. Non poteva ovviamente mancare Sam Raimi, che viene intervistato a proposito del film. Il regista rivela di non avere segreti particolari nel suo lavoro nell&#8217;horror, se non quello di circondarsi dei migliori tecnici e attori, collaborando con loro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-177" style="margin: 10px;" title="samraimi3" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/samraimi3.jpg" alt="samraimi3" width="88" height="118" />Il canale Black Tree tv ha realizzato diverse interviste ai creatori di <strong><em>Drag Me To Hell</em></strong>. Non poteva ovviamente mancare <strong>Sam Raim</strong>i, che viene intervistato a proposito del film. Il regista rivela di non avere segreti particolari nel suo lavoro nell&#8217;horror, se non quello di circondarsi dei migliori tecnici e attori, collaborando con loro il più possibile. Raimi ascolta sempre con molta attenzione i consigli dei tecnici e degli attori. Nel caso specifico di questa pellicola, è avvenuto che <strong>Justin Long</strong> lo ha aiutato a rendere il suo personaggio più naturale, riscrivendo le battute presenti in sceneggiatura. Insomma, le persone che gli stanno intorno gli forniscono molte idee e lui fa attenzione a prendere praticamente tutto materiale.</p>
<p>Raimi parla anche del suo impegno con <em><strong>Spider-Man</strong></em> e come la celebre trilogia lo abbia fatto maturare. In generale, il regista è lieto di aver potuto lavorare negli ultimi dieci anni con attori del calibro di<strong> Bylly Bob Thornton</strong>, Cate Blanchett, <strong>Tobey Maguire</strong> e Gene Hackman. Da tutto questo, ha imparato come rendere i protagonisti dei suoi film delle persone assolutamente reali, cosa che a suo avviso non sarebbe riuscito a fare dieci anni fa. Infine, <strong>Raimi </strong>parla anche del suo &#8216;passato&#8217; di mago, autore comunque soltanto di illusioni magiche per le feste dei ragazzi. E sconsiglia vivamente di provarci ai matrimoni, come ha fatto lui, visti i pessimi risultati che porebbero venir fuori&#8230;  Nel filmato, sono presenti anche due delle migliori sequenze della pellicola&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <center> <object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zu2bbm0NZx0&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/zu2bbm0NZx0&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object> </center>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il braccio-motosega de La casa 2</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle scene più celebri non solo de La Casa 2, ma di tutta la filmografia di Sam Raimi, regista di Drag Me To Hell (in uscita l&#8217;11 settembre), è senza dubbio quella che vi proponiamo oggi. Nel film, il protagonista Ash Williams ha dovuto tagliarsi la mano, ormai fuori controllo (come vi avevamo mostrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle scene più celebri non solo de <strong><em>La Casa 2</em></strong>, ma di tutta la filmografia di <strong>Sam Raimi</strong>, regista di <strong>Drag Me To Hell</strong> (in uscita l&#8217;11 settembre), è senza dubbio quella che vi proponiamo oggi. Nel film, il protagonista <strong>Ash Williams</strong> ha dovuto tagliarsi la mano, ormai fuori controllo (come vi avevamo mostrato <a href="http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/la-mano-de-la-casa-2/" target="_blank">qui</a>), ma di sicuro non è a corto di idee. Ecco allora che decide di sostituirla con un attrezzo veramente utile: una <strong>motosega</strong>!<br />
Il montaggio è da studiare nelle scuole di cinema, mentre il risultato finale è veramente da applausi. Diventata di culto anche la semplice parolina detta da Williams: &#8216;<strong>groovy</strong>&#8216; (un modo colloquiale di dire &#8216;fantastico, ottimo&#8217;). </p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <center> <object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Qr4PcOQYFAw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Qr4PcOQYFAw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object> </center>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La mano de La Casa 2</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 07:23:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un buon modo per capire i riferimenti di Sam Raimi per Drag Me To Hell è andare a vedere la storica saga de La casa. Nel secondo episodio, quello forse più ricco di scene di culto (ma la concorrenza dgli altri due capitoli, come ben sanno gli appassionati, è forte), spicca questa fantastica scena con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un buon modo per capire i riferimenti di <strong>Sam Raimi</strong> per <strong><em>Drag Me To Hell</em></strong> è andare a vedere la storica saga de <em><strong>La casa</strong></em>. Nel secondo episodio, quello forse più ricco di scene di culto (ma la concorrenza dgli altri due capitoli, come ben sanno gli appassionati, è forte), spicca questa fantastica scena con protagonista <strong>Bruce Campbell</strong>, in cui possiamo vedere l&#8217;incredibile abilità dell&#8217;attore nel mettersi in gioco, costi quel che costi. Il finale, comunque, è in puro stile <strong>Sam Raimi</strong> degli esordi, senza paura di spingere sul pedale dell&#8217;acceleratore&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <center> <object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/PzXk3nfEdMY&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/PzXk3nfEdMY&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista: Sam Raimi parla di Drag Me to Hell – seconda parte</title>
		<link>http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-sam-raimi-parla-di-drag-me-to-hell-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 08:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prosegue l’intervista a Sam Raimi, dopo la prima parte pubblicata qui.
Come e’ nata l’idea di avere Alison Lohman nel cast? 
Volevo che il pubblico compisse un percorso nel peccato assieme al personaggio. Ecco perché avere Alison era così importante. Perché, in realtà, si tratta di un personaggio moralmente fallimentare. Commette un peccato di avidità buttando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue l’intervista a Sam Raimi, dopo la prima parte pubblicata <a href="http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-sam-raimi-parla-di-drag-me-to-hell-prima-parte/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><strong>Come e’ nata l’idea di avere Alison Lohman nel cast? </strong></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-82" title="Alison Lohman" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/Alison-Lohman.jpeg" alt="Alison Lohman" width="88" height="114" />Volevo che il pubblico compisse un percorso nel peccato assieme al personaggio. Ecco perché avere<strong> Alison</strong> era così importante. Perché, in realtà, si tratta di un personaggio moralmente fallimentare. Commette un peccato di avidità buttando fuori di casa un’anziana signora. E volevo vedere se riuscivo a far identificare il pubblico con lei. Credo che abbia fatto un eccellente lavoro.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>E comunque l’hai fatta passare attraverso sofferenze atroci.</strong></p>
<p>Sì, ero preoccupato che lei – come in effetti chiunque – non riuscisse a sopportare tutte le cose che dovevamo farle. Ho cercato di essere onesto sulla cosa, beh, senza dirle proprio tutto quello che le avremmo fatto passare, perché temevo che non avrebbe accettato la parte (ride). Volevo solo metterla sull’avviso, per così dire. Ma dovevamo farle cose davvero orribili. Insomma, venire soffocata tutto il tempo da quella anziana signora interpretata da <strong>Lorna Raver</strong> che la afferra alla gola… L’ho lanciata fuori da un’auto, le ho buttato addosso di tutto, le ho messo un’imbracatura e l’ho sbattuta in giro per una stanza per ore e l’ho sepolta viva sotto 3 quintali di fango. E tutto questo solo nella prima settimana (ride).<span id="more-81"></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nessuno come te e’ in grado di spaventarci e di farci ridere allo stesso tempo. E’ importante per te mescolare umorismo e paura?</strong></p>
<p>Per me sì, perché non riesco a vederla in modo diverso. Credo che dipenda dal fatto che sono un tipo pauroso. Quando vedo le cose, non riesco a fare a meno di notarne il lato divertente. Forse è un meccanismo di difesa. E per qualche ragione, è così che faccio i miei <strong>horror</strong>. Non posso spiegarlo, posso solo dire che sono una persona estremamente sensibile al terrore. Il solo modo per trattarlo è quello di vederne insieme il lato divertente.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Sei sempre stato un appassionato di horror?</strong></p>
<p>Le storie di fantasmi mi sono sempre piaciute. Da ragazzo, mi piaceva stare seduto attorno ad un fuoco da campo o in qualche stanza buia di notte, con gli amici che raccontavano storie di paura. C’è un’energia collettiva che passa attraverso la gente che ascolta, e un grande senso di anticipazione se chi racconta è bravo. Sei come stordito, vorresti urlare, ma non ci riesci. Poi c’è un momento di grande sollievo quando la <strong>tensione</strong> si spezza e tu, da ascoltatore, urli di paura. Ovviamente il divertimento non sta solo nell’ascoltare queste storie, ma anche nel raccontarle. Almeno per me. Insomma, l’attenzione di tutti è puntata su quello che dici. Tutti sono assolutamente presi dalla storia, e questo è molto eccitante. Tutti insieme proviamo paura. Tutti insieme viviamo l’attesa. Tutti insieme urliamo. E’ bello sentirsi così uniti agli altri.</p>
<p><strong>Qual e’ stato il primo film che ti ha avvicinato al genere?</strong></p>
<p>Il primo film horror ad avere un impatto forte su di me è stato <em>La notte dei morti viventi </em>di George Romero. Dovevo avere circa dieci anni e mi sorella, mi fece entrare furtivamente nel cinema nascosto sotto il suo cappotto, da non crederci. E’ stato un crimine commesso contro di me, quello di farmi vedere quel film (ride). Ero troppo giovane. E il terrore mi mandò fuori di testa. Non potevo crederci. Ero spaventatissimo mentre guardavo quel film (ride).</p>
<p><strong>Molti giovani registi hanno te come riferimento. Qual e’ stato il tuo?</strong></p>
<p>Ammiro il lavoro di Stanley Kubrick, Fellini e Bergman, che ho studiato brevemente a scuola. E adoro <strong>Hitchcock</strong>. Credo che sia il maestro della narrazione in genere, non solo per la suspense. Sa esattamente di quali informazioni ha bisogno il pubblico in relazione ad un determinato aspetto della storia. Niente di più, niente di meno. La sua asciuttezza è eccezionale e ancora attuale. Si può imparare molto guardando Hitchcock.</p>
<p><strong>Cos’hai imparato girando i film di <em>Spider-Man</em> che poi hai utilizzato in <em>Drag Me To Hell</em>?</strong></p>
<p>I film di <em>Spider-Man</em> mi hanno insegnato molto sugli effetti digitali. Insomma, il più delle volte è lo stesso protagonista di quei film ad essere un effetto digitale. Perciò il livello qualitativo deve essere eccellente. Per ciascuno dei film di <em>Spider-Man</em> ho passato molte ore a lavorare con alcuni dei principali talenti in questo settore. Così sono riuscito a prendere quello che ho imparato e ad applicarlo per gli effetti di <em>Drag Me To Hell, </em>magari in modi diversi da quelli utilizzati prima. Per esempio, siamo riusciti a realizzare alcuni degli effetti di make up con gli effetti digitali, cosa piuttosto rara per un film horror. In sostanza siamo riusciti a combinare le diverse tecnologie per ottenere un incremento degli effetti di make up grazie all’uso degli effetti digitali, cosa che, credo, costituisca una innovazione.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi prossimi progetti?</strong></p>
<p>Il mio prossimo film sarà <em>Spider-Man 4</em>. Lo sta scrivendo un bravissimo commediografo di New York: <strong>David Lindsay-Abaire</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Cosa hai imparato girando <em>Drag Me To Hell</em> che speri di utilizzare in futuro?</strong></p>
<p>Nel prossimo film spero di applicare quello che ho imparato girando questo: apprezzare la sintesi, come essere concisi, e come lavorare con tempi stretti, riappropriandomi della capacità di concentrarmi su quello che è veramente importante. Perché quando non hai a disposizione un grosso budget, non hai molto tempo e quindi non hai altra scelta: <em>devi</em> andare avanti. Devi decidere sul momento cosa è essenziale e cosa non lo è. Riscoprirlo è stato rigenerante. E spero di riuscire a farlo anche nel prossimo film.</p>
<p><strong>Cosa speri per il film?</strong></p>
<p>Quello che voglio è che il pubblico rida, salti sulla poltrona, urli, si aggrappi alla sua ragazza e all’uscita pensi di essersi divertito molto in quell’ora e mezza. E’ così che misurerei il successo del film.</p>
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		<title>Intervista: Sam Raimi parla di Drag Me to Hell &#8211; prima parte</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 18:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Drag Me To Hell segna il ritorno lungamente atteso di Sam Raimi alle sue radici horror. Nel suo ultimo lavoro l’apprezzato maestro del cinema del terrore narra infatti le spaventose vicende di Christine Brown (Alison Lohman), una giovane donna la cui vita idilliaca si trasforma in un inferno, per una terribile maledizione scagliata contro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Drag Me To Hell</em> segna il ritorno lungamente atteso di Sam Raimi alle sue radici horror. Nel suo ultimo lavoro l’apprezzato maestro del cinema del terrore narra infatti le spaventose vicende di Christine Brown (Alison Lohman), una giovane donna la cui vita idilliaca si trasforma in un inferno, per una terribile maledizione scagliata contro di lei. Esperto di film di genere, Raimi si era fatto conoscere nel 1981 con <em>La casa</em>, affermandosi poi come uno dei registi più autorevoli, fino a dirigere di recente la serie di <em>Spider Man</em> (che ha fatto registrare un incasso complessivo di quasi due miliardi e mezzo di dollari ai botteghini di tutto il mondo).</p>
<p><strong>Guardando D<em>rag Me To Hell</em>, si ha l’impressione che tu sia come un bambino in un negozio di caramelle, che stai facendo quello che ami fare di più.</strong></p>
<p>E’ vero. Mi è piaciuto un sacco girare questo film. Eravamo in mezzo a persone che conosco e con le quali mi sento a mio agio. E per quanto riguarda quelli che non conoscevamo, credo che con i nuovi arrivati abbiamo avuto molta fortuna.<span id="more-3"></span></p>
<p><strong>Perché hai deciso di tornare al genere horror?</strong></p>
<p>Libertà. Questa è stata una delle ragioni principali. Su questo film potevo avere un controllo creativo totale e il final cut, che in effetti avevo avuto per la prima volta già per il mio primo film, <em>La casa</em>. Ho potuto fare quello in cui credevo. Non ho dovuto discutere con nessuno per gli aspetti creativi. Perciò in questo senso è stato rigenerante. E, tanto per cambiare, mi andava anche di lavorare con un budget limitato. Nonostante sia quello che ho fatto per vent’anni, negli ultimi sette o otto anni ho sempre lavorato con budget stratosferici alla <em>Spider-Man</em>, per grandi produzioni. Stavolta è stato molto più semplice. Non ho avuto a che fare con nessun capo dipartimento: solo con gli attori e i tecnici. E credo che questo sia molto più gratificante.</p>
<p><strong>C</strong><strong>ome è nato <em>Drag Me To Hell</em>?</strong></p>
<p>E’ successo tutto per caso. Mio fratello Ivan ed io avevamo scritto questo racconto breve nel 1989. Poi, solo qualche anno fa, nel 2002, lo abbiamo adattato trasformandolo in una sceneggiatura. Ho una società di produzione di film horror che si chiama Ghost House Pictures, così ho pensato: perché non trasformarla in uno script che funzioni per la nuova società? L’abbiamo scritto pensando a me per produrlo e ad un altro regista da assumere per girarlo. Sfortunatamente questo ha implicato dei tagli alla sceneggiatura per adattarla ad un budget ridotto. E quando ho iniziato a lavorarci, mi sono reso conto di quello che volevo veramente: non volevo solo produrre un film, io volevo realizzare <em>questo</em> film.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<div id="attachment_24" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><strong><em><strong><em><a href="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/sam_raimi_new.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-24" title="Sam Raimi" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/sam_raimi_new-150x150.jpg" alt="Sam Raimi" width="150" height="150" /></a></em></strong></em></strong><p class="wp-caption-text">Sam Raimi</p></div>
<p><strong><em>Drag Me To Hell</em> è basato su una maledizione che esiste nella tradizione o su una leggenda metropolitana?</strong></p>
<p>La storia è pura invenzione. Il solo aspetto per il quale abbiamo preso in considerazione l’ipotesi di fare almeno qualche ricerca è stato quello relativo a quale sarebbe stato il demone che viene evocato dal personaggio di Alison Lohman: la donna anziana. Abbiamo fatto il minimo necessario di ricerche per scoprire che ci sono diversi demoni in culture diverse che vengono definiti con il nome di ‘Lamia’. Per una data cultura si tratta di un dio che mangia i bambini, per un’altra è un serpente. Per un’altra ancora è una donna molto sexy ma cattivissima. E abbiamo riflettuto su quanto fosse interessante che tutti avessero lo stesso nome, pur essendo così diversi. Forse raccontano in modo diverso la stessa cosa. Magari anche noi avremmo potuto raccontare una storia su quel demone e chiamarlo Lamia… Tutta la questione in fondo qui ruota attorno ad un archetipo senza tempo usato nel film, assieme a molti altri: l’idea di un personaggio che si macchia del peccato di avidità e per questo è costretto a pagare un prezzo terribile. E’ una storia con una morale che è stata raccontata in molte religioni e in epoche diverse. Perciò, fondamentalmente, è una solida, vera, vecchia e tradizionale storia horror.</p>
<p><strong>Ma nonostante ciò, è molto particolare, specialmente se paragonata ai film horror che vanno di moda oggi.</strong></p>
<p>Mentre giravo questo film non pensavo agli altri film horror. Cercavo solo di rendere la storia più drammatica e divertente possibile. Il nostro obiettivo non è mai stato quello di seguire una moda o anche solo di cercare di offrire al pubblico quello che immaginavamo volesse. Mentre scrivevamo la sceneggiatura, cercavamo solo di fare quello che ci piace – a me e a mio fratello Ivan Raimi &#8211; sperando che potesse piacere anche al pubblico.</p>
<p><strong>Come funziona la collaborazione con Ivan?</strong></p>
<p>Ho lavorato a molte sceneggiature con Ivan. Lui è medico di giorno e scrittore di notte. Abbiamo trascorso un sacco di tempo insieme, scrivendo per i film di <em>Spider-Man</em>, per <em>Darkman</em>, per <em>L’armata delle tenebre</em>, e ci siamo divertiti moltissimo. Perciò per noi rappresenta allo stesso tempo un divertimento in famiglia e un divertimento sul lavoro. Tranne quando cerca di modificare quello che ho scritto. Allora lo spasso familiare si riduce un po’, in proporzione a quanto lui vorrebbe modificare (ride).</p>
<p>Fine prima parte</p>
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