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	<title>Drag Me To Hell - il blog italiano</title>
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	<description>Il blog italiano di Drag Me To Hell, un film di Sam Raimi</description>
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		<title>Interviste ad Alison Lohman e Justin Long</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 08:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il canale ReelzChannel ha svolto diverse interviste con i protagonisti di Drag Me To Hell e oggi vi proponiamo un filmato a questo riguardo qui sotto. Justin Long dice di aver sempre sostenuto il personaggio della Lohman, anche se rimaneva scettico. Comunque, era molto facile lavorare con lei, perché in effetti l&#8217;unico lavoro che doveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-117" title="alisonlohman1" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/alisonlohman1.jpg" alt="alisonlohman1" width="90" height="135" />Il canale ReelzChannel ha svolto diverse interviste con i protagonisti di <em><strong>Drag Me To Hell </strong></em>e oggi vi proponiamo un filmato a questo riguardo qui sotto. <strong>Justin Long</strong> dice di aver sempre sostenuto il personaggio della Lohman, anche se rimaneva scettico. Comunque, era molto facile lavorare con lei, perché in effetti l&#8217;unico lavoro che doveva svolgere era instaurare una sintonia con la Lohman.</p>
<p><strong>Alison Lohman</strong> invece sostiene di aver avuto un gran bisogno di Justin Long, che è riuscito a farla ridere. Inoltre, ha detto a <strong>Lorna Raver</strong> di arrivare al limite e di strangolarla nelle scene che hanno girato insieme, per aumentare la dose di realismo della pellicola.</p>
<p>Proprio Lorna Raver rivela che sia lei che la <strong>Lohman</strong> volevano eseguire personalmente la maggior parte delle loro scene. Sam diceva cosa sarebbe dovuto succedere e c&#8217;erano anche i responsabili degli stunt, che consigliavano lei e Alison come rendere migliori le cose e magari anche più cattive. Infine, <strong>Sam Raimi</strong> ironicamente, parlando della Lohman, dice che ha sofferto molto, visto che è stata picchiata, colpita e tante altre cose. Insomma, non devono essere state delle riprese semplici per l&#8217;attrice protagonista&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <center> <object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HB7L21-oGPI&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HB7L21-oGPI&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Drag Me to Hell vicino al milione in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 13:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ash Williams</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[boxoffice]]></category>
		<category><![CDATA[drag me to hell]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo weekend italiano per Drag Me to Hell: il film di Sam Raimi scende in ottava posizione e realizza altri 249.105: un calo del 40% rispetto al weekend d&#8217;apertura. In Italia l&#8217;horror sfiora il milione complessivo (950mila euro) dopo dieci giorni.
E&#8217; proprio grazie all&#8217;Italia che il film conclude la sua corsa, iniziata a maggio con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo weekend italiano per <em><strong>Drag Me to Hell</strong></em>: il film di <strong>Sam Raimi</strong> scende in ottava posizione e realizza altri 249.105: un calo del 40% rispetto al weekend d&#8217;apertura. In Italia l&#8217;<strong>horror</strong> sfiora il milione complessivo (950mila euro) dopo dieci giorni.</p>
<p>E&#8217; proprio grazie all&#8217;Italia che il film conclude la sua corsa, iniziata a maggio con l&#8217;uscita americana. Costato solo <strong>30 milioni</strong> di dollari, ne ha incassati in tutto il Mondo ben 80,4: un vero successo, lontano dalle centinaia di milioni di dollari incassati da altre mega-produzioni di Raimi (come <em><strong>Spider-Man</strong></em>), che tuttavia hanno lo svantaggio di un budget colossale. <strong>80 milioni</strong> sono parecchi per un horror, soprattutto per un regista come Raimi i cui film dell&#8217;orrore sono dei cult soprattutto in home video&#8230;</p>
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		<title>Drag Me to Hell: un film sui disturbi alimentari?</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 10:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ash Williams</dc:creator>
				<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[bulimia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[teorie]]></category>

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		<description><![CDATA[A molti di voi Drag Me to Hell è piaciuto tantissimo. Una delle qualità maggiori del film di Sam Raimi è la raffinatezza con cui il regista è capace di costruire personaggi a tutto tondo e affrontare tematiche di un certo tipo pur realizzando un film horror estremamente divertente e di grande intrattenimento.
Personaggi così approfonditi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A molti di voi <strong>Drag Me to Hell</strong> è piaciuto tantissimo. Una delle qualità maggiori del film di <strong>Sam Raimi</strong> è la raffinatezza con cui il regista è capace di <strong>costruire personaggi</strong> a tutto tondo e affrontare tematiche di un certo tipo pur realizzando un film <strong>horror</strong> estremamente divertente e di grande <strong>intrattenimento</strong>.</p>
<p>Personaggi così approfonditi da far sì che in rete (in particolare su <a href="http://www.imdb.com/title/tt1127180/board/nest/139721787?p=1" target="_blank">IMDB</a>) circolino <strong>teorie</strong> sulla vera storia che potrebbe celarsi dietro al film, una storia di <strong>disagio alimentare</strong>. <strong>Drag Me to Hell</strong> potrebbe essere visto infatti come un film sulla <strong>bulimia</strong>, dove una ragazza si pone <strong>freni</strong> <strong>psicologici</strong> così forti da avere <strong>allucinazioni</strong> e, alla fine, <strong>impazzire letteralmente</strong>. Attenzione agli spoiler che seguono dopo il salto&#8230;</p>
<p><span id="more-213"></span>Christine Brown, la protagonista interpretata da <strong>Alison Lohman</strong>, ammette durante il film di avere dei problemi famigliari non indifferenti: la madre è vittima di una dipendenza, e in una scena scopriamo che Christine, da piccola, ha sofferto di un disturbo alimentare. In una foto vediamo la protagonista da piccola davanti a una scritta: &#8220;Regina dei Maiali&#8221;. La motivazione di Christine, quindi, potrebbe essere quella di non cedere alla dipendenza da cibo come sua madre, tanto che durante il film la vediamo mentre, con piccoli ma significativi gesti, &#8220;rinnega&#8221; le sue origini: ad esempio, in una delle scene iniziali la vediamo ascoltare un nastro sulla corretta dizione, nel tentativo di correggere il suo accento tipicamente del sud degli Stati Uniti: non vuole più essere &#8220;la ragazza di campagna&#8221;, vuole fare carriera.</p>
<p>Nel film Christine si tiene sempre alla larga dal <strong>cibo</strong>, e la fame (secondo questa &#8216;teoria&#8217;) potrebbe causarle delle <strong>allucinazioni</strong>, che si manifestano sotto forma del <strong>demone</strong>. Tutta la persecuzione soprannaturale, quindi, sarebbe irreale, e persino l&#8217;esorcismo sarebbe un parto della sua mente (tanto che al suo fidanzato non è permesso parteciparvi). Da notare che ogni volta che vediamo del cibo nel film, Christine viene attaccata dal demone, ogni volta mentre si trova in <strong>cucina</strong>. Alcune ombre rivelano lo spirito con zoccoli da maiale. La stessa vecchia signora è raffigurata come un insieme di simboli legati alla bulimia e all&#8217;ansia: non ha denti, mangia e ruba le caramelle. Al suo funerale tutti <strong>mangiano</strong> e <strong>bevono</strong> in maniera quasi forsennata. In una scena da incubo, la donna vomita sulla ragazza, e poi le spinge il braccio in gola forzandola a ingoiarlo.</p>
<p>Ancora più incredibilmente, nella scena in cui Christine si trova a cena dai genitori del ragazzo, quando mangia la <strong>torta</strong> (l&#8217;unico momento nel film dove la ragazza mangia qualcosa) trova al suo interno un&#8230; occhio accusatore.</p>
<p>Insomma, una teoria affascinante. Forse Raimi non voleva dire questo con il suo film, o forse ha seppellito al suo interno tutta questa serie di dettagli per costruire <strong>motivazioni plausibili</strong> per i suoi personaggi e realizzare un film veramente coinvolgente. La risposta di chi lo ha visto, comunque, sembra <strong>dargli ragione</strong>&#8230;</p>
<p style="text-align: center;">
<div class="ngg-imagebrowser" id="ngg-imagebrowser-2-213">

	<h3>Drag me to Hell</h3>

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</a>
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</p>
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		<title>Intervista a Lorna Raver</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 06:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[drag me to hell]]></category>
		<category><![CDATA[La Casa]]></category>
		<category><![CDATA[lorna raver]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel film Lorna Raver fa letteralmente esplodere lo schermo nei panni della signora Ganush, un’anziana signora non proprio gentile che si accanisce su Christine Brown (Alison Lohman), un’ignara funzionaria dell’ufficio prestiti, trasformando la sua vita in un inferno, per averle lanciato contro una terribile maledizione. Veterana dei palcoscenici di New York e Chicago, la Raver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel film Lorna Raver fa letteralmente esplodere lo schermo nei panni della signora Ganush, un’anziana signora non proprio gentile che si accanisce su Christine Brown (Alison Lohman), un’ignara funzionaria dell’ufficio prestiti, trasformando la sua vita in un inferno, per averle lanciato contro una terribile maledizione. Veterana dei palcoscenici di New York e Chicago, la Raver ha interpretato i ruoli più disparati nelle popolari serie televisive <em>Nip/Tuck</em>, <em>Desperate Housewives</em> e <em>CSI</em>.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-204" style="margin: 10px;" title="lornaraver" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/lornaraver.jpg" alt="lornaraver" width="150" height="130" />La signora Ganush non e’ esattamente un personaggio ordinario … cosa hai pensato quando hai letto per la prima volta il copione?<br />
</strong>Quando l’ho letto per la prima volta, mi sono limitata alla primissima scena del film in cui si vede lei che va a chiedere un prestito bancario come una povera vecchietta sul punto di perdere la sua casa. Non sapevo cos’altro le sarebbe successo nel film. L’ho letto solo dopo. “<em>Oh, mio Dio” </em>ho pensato<em>. “In cosa mi sto <strong>cacciando</strong>?</em>” Era una cosa completamente nuova per me. E mi sono divertita molto a farlo. Non solo ho imparato tante cose su come vengono girati questi film, ma c’era anche un gruppo meraviglioso di persone con cui lavorare. E’ stata un’esperienza affascinante e una cosa molto, molto diversa da tutto quello che avevo fatto fino ad ora.</p>
<p><strong>Perché pensi di essere stata scelta?<br />
</strong>Proprio non lo so. Ma quando dopo ho parlato con <strong>Sam</strong>, lui mi ha detto che una delle ragioni è stata che avevo letto il copione come una donna ‘reale’. Questo forse dipendeva solo dal fatto che non sapevo in cosa lei si sarebbe trasformata alla fine! Sam voleva una persona che fosse credibile per quella trasformazione spaventosa, sai, il tipo ‘non farla incazzare altrimenti non sai cosa ti può succedere!’<span id="more-203"></span></p>
<p><strong>Conoscevi il lavoro di Sam Raimi?<br />
</strong>Quando sono stata coinvolta nel film non conoscevo la serie de <em>La casa</em>. Non ero una grande conoscitrice del cinema horror. Adesso si! Quando ho cominciato a dirlo alle persone loro mi rispondevano ‘Oh, <em>La casa</em>!’ Tutti si eccitavano all’idea. Ovviamente conoscevo Sam per i film di <strong><em>Spider-Man</em></strong>, per <em>Soldi sporchi</em>, e qualche altro film al quale ha lavorato. Perciò ero sicuramente interessata a lavorare con lui. E sembrava davvero una sfida nuova e molto interessante. Sai, come attrice sono un po’ come quegli operai tuttofare. Mi piace fare le cose più diverse. E questo andava in una direzione nella quale non mi ero mai spinta prima. Ho lavorato soprattutto in televisione. Ho cominciato in teatro, a New York e a Chicago. Da quando mi sono trasferita a Los Angeles, ho lavorato soprattutto per la televisione. Perciò per una donna della mia età, il cinema è un territorio rischioso da esplorare e, a questo punto, piuttosto divertente.</p>
<p><strong>Di dove sei originaria?<br />
</strong>Sud-est, Pennsylvania. Pennsylvania-Dutch Country. Lì c’è un teatro chiamato Hedgerow, uno dei primi teatri regionali di repertorio del paese. C’erano una scuola e un teatro. Ho cominciato lì a seguire dei corsi ed è lì che poi ho iniziato a recitare. Poter fare le cose in un ambiente professionale è stata una meravigliosa opportunità. Da lì sono andata a New York, a fare teatro e un po’ di televisione. E da lì a <strong>Chicago</strong>, prima di trasferirmi a Los Angeles nel 1990. Perciò sono qui da un bel pezzo.</p>
<p><strong>Parlaci del tuo lavoro per la televisione&#8230;<br />
</strong>Sono stata molto fortunata perché ho potuto continuare a fare cose diverse. Un paio di anni fa stavo interpretando il ruolo di un’ottantenne sopravvissuta ai campi di concentramento in <em>The Young And The Restless</em>. Mentre stavamo girando, sono stata presa nel cast di <strong><em>Nip/Tuck</em></strong> per la parte di una regista porno lesbica, e sono stata anche scelta per <em>CSI</em> per interpretare una suora eccentrica. Ho detto al mio agente “Il mio obiettivo è sempre stato quello di non restare incasellata in un unico personaggio e non poteva andarmi meglio”. Mi ritengo molto fortunata per non essere rimasta incollata ad un solo tipo di ruolo. E questo ovviamente aumenta continuamente le mie possibilità. Come attrice caratterista, è quello che voglio fare: cose diverse. Anche da giovane, sono sempre stata una caratterista.</p>
<p><strong>Per scelta?<br />
</strong>Beh, quando ero alle superiori c’era la rappresentazione di fine anno. E, ovviamente, volevo essere io la protagonista romantica. Non solo perché era il ruolo più sexy, ma anche perché avevo una cotta terribile per il tipo che faceva il protagonista. <em>Cosa mi è toccato fare?</em> La nonna della famiglia! Perciò, vedi, già allora ero una caratterista. Recitavo con i capelli incipriati e tutto il resto già alle superiori!</p>
<p><strong>Quali erano le tue aspettative nel fare <em>Drag me to Hell</em>?<br />
</strong>In realtà non sapevo cosa aspettarmi. Dato che ci sono tutti quegli effetti speciali, c’erano un sacco di interessanti cose tecniche con le quali fin dall’inizio ho dovuto familiarizzare: indossare lenti a contatto e sottopormi al ‘life-casting’ è stato molto difficile, visto che sono un po’ claustrofobica. Quella è la sensazione più spiacevole. Ti coprono con una sostanza tipo gesso per prendere l’impronta del tuo viso e della parte superiore del corpo e devi aspettare che si indurisca. Ti mettono un tubo attraverso il quale puoi respirare. Fortunatamente le persone che si sono occupate degli effetti speciali sono straordinarie. Sapevano che la cosa mi rendeva nervosa, perciò c’erano circa cinque ragazzi ad occuparsi di me tutti insieme. Uno descriveva tutto quello che stavano facendo – per distrarmi – mentre gli altri mi applicavano la sostanza appiccicosa, mi ci avvolgevano, e aspettavano che si asciugasse. Da quello ottenevano una maschera, un calco della mia testa e del mio volto, che potevano usare per creare il <strong>makeup</strong> per me, per la mia controfigura, e un modello che hanno usato per alcuni degli effetti. Per me questa è stata la cosa più spaventosa che ho dovuto fare per questo film.</p>
<p><strong>Come è stato girare?<br />
</strong>Divertente, affascinante e molto faticoso. Prendi la scena della colluttazione che ho in auto con <strong>Alison</strong> l’abbiamo girata per almeno una settimana e poi l’abbiamo rifatta diverse volte in studio con il green screen. Siamo arrivate al punto che sia io che Alison dicevamo “<em>Oh no, è tornata la Ford Focus, dobbiamo salirci di nuovo</em>”. Eppure è stata anche una scena molto affascinante da fare, anche se qualche volta è stato stancante. Abbiamo lavorato 14 giorni in quella macchina!</p>
<p><strong>Quel ruolo è stato davvero pane per i tuoi denti, per così dire&#8230;<br />
</strong><em>I denti</em>… Avevo diversi kit di quei denti e avevo anche le gengive, sai. I denti non mi hanno creato troppi problemi, specialmente per quanto riguarda il parlare. In effetti questa era la cosa di cui ero più preoccupata, e mi sono esercitata a parlare con quei denti. Dovevo essere sicura di poter essere in grado di dire le mie battute. Questo ha richiesto qualche aggiustamento, ma in effetti è stato più facile di quanto pensassi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ti sei tenuta i denti?<br />
</strong>No. Ma mi sono tenuta i denti delle prove. Ne avevano preparato un <strong>kit</strong> per me prima che fossimo pronti per girare, così che potessi abituarmi a portarli. Perciò, sì, ho ancora i miei denti delle prove. Sfortunatamente non sono disgustosi quanto quelli definitivi.</p>
<p><strong>Qual è stata per te la sfida più grande sul set?<br />
</strong>E’ stata un’interpretazione molto fisica, e per questo molto impegnativa. Ma, per la verità, non è stato molto difficile per me. In parte, credo, perché sono cresciuta in teatro dove, sai, lo fai sempre. Non te ne preoccupi, ti ci butti e basta. Ho solo preso le cose come venivano, una alla volta, imparando mano a mano che andavamo avanti. E mi è piaciuto moltissimo vedere<strong> Sam</strong> al lavoro sul set. Era molto concentrato, molto calmo e molto interessato a fare in modo che le persone si sentissero a loro agio in ogni momento. Ha un gruppo di persone con le quali lavora ormai da tempo, e anche questo è stato di aiuto. Non c’era nessuna mela marcia nel cesto.</p>
<p><strong>Sei pronta per affrontare la notorietà che potrebbe darti questo film?<br />
</strong>Non ci ho mai pensato fino a quando una persona non mi ha detto “Aspetta fino ad Halloween: ci saranno persone mascherate da te dappertutto!” Chissà, magari sarò la <strong>Freddy Krueger</strong> degli anziani… Vedremo. Ma mi piace l’idea che la cattiva di questo film sia una persona anziana. Mi piace proprio.</p>
<p><strong>Ti piacerebbe lavorare di più nel cinema?<br />
</strong>Mi piacerebbe molto. E me lo auguro, perché mi sono divertita un sacco. Spero solo che non si tratti sempre di vecchiette spaventose!</p>
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		<title>Drag Me To Hell &#8211; La visita al set</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 07:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti dove fosse finito il regista, produttore e attore Sam Raimi dopo la straordinaria tripletta di successo di Spider-Man?
Dopo sette anni trascorsi a mettere a punto la trilogia, il regista de La casa 2 si sentiva pronto per un cambiamento. Nonostante l’amore per il fumetto, Raimi era pronto a tornare alle sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi siete mai chiesti dove fosse finito il regista, produttore e attore <strong>Sam Raimi</strong> dopo la straordinaria tripletta di successo di <em>Spider-Man</em>?</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-177" title="samraimi3" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/samraimi3.jpg" alt="samraimi3" width="88" height="118" />Dopo sette anni trascorsi a mettere a punto la trilogia, il regista de <em>La casa 2 </em>si sentiva pronto per un cambiamento. Nonostante l’amore per il fumetto, <strong>Raimi</strong> era pronto a tornare alle sue radici: l’horror e il thriller.</p>
<p>L’ultimo progetto di Raimi, <em><strong>Drag Me To Hell</strong>, </em>è stato scritto insieme a suo fratello, Ivan Raimi.</p>
<p>“Mentre stavamo scrivendo <em><strong>Darkman</strong> </em>nel 1989, io e mio fratello decidemmo di scrivere anche un breve racconto horror, che abbiamo poi trasformato, allungandolo, in <em>Drag Me To Hell</em> a metà degli anni ‘90”, dice Raimi. “All’epoca eravamo entrambi molto impegnati in altri progetti e non avevamo la possibilità di continuare a lavorarci su. Poi sono arrivati i film di <strong><em>Spider-Man</em></strong>, ed è stato solo quando ho completato la serie che mi sono reso conto che volevo tornare a girare un thriller”.<span id="more-200"></span></p>
<p>Secondo il produttore <strong>Grant Curtis</strong>, il film non avrebbe potuto essere realizzato senza Raimi. “La gente è molto eccitata all’idea che Sam torni a lavorare ai film di genere. <em>Drag Me to Hell </em>segna il suo ritorno all’horror”.</p>
<p>La storia, ambientata a Los Angele<em>s, </em>è incentrata su Christine Brown, interpretata dall’attrice di talento <strong>Alison Lohman</strong> (<em>White Oleander – Oleandro bianco,</em> <em>Il genio della truffa</em>). Christine è una ventenne ingenua e dal cuore tenero, che lavora come funzionario di banca addetta ai prestiti. Dopo essere stata accusata dal suo superiore di comportarsi in modo troppo “tenero”, decide di dimostrare, sia al suo capo che al suo fidanzato (<strong>Justin Long</strong>), di riuscire ad essere più dura negli affari. Nega perciò un prestito ad una strana e anziana donna, la signora Ganush (Lorna Raver), che resta terribilmente sconvolta dalla decisione. A totale insaputa di Christine, la signora Ganush ha il potere di parlare con i demoni, in particolare con Lamia, un diavolo malvagio, che renderà la vita di Christine letteralmente un <em>inferno</em>.</p>
<p>“Ho visto pochissimi film horror” racconta <strong>Alison Lohman</strong>. “Di norma non prenderei in considerazione l’ipotesi di lavorare in un film di questo genere, ma mi piace moltissimo il lavoro di Sam Raimi e, dopo aver letto il copione, questo mi è sembrato diverso. Il personaggio di Christine è quello di una brava ragazza che cerca di aiutare tutti ma che, ad un certo punto, decide di andare contro la sua stessa natura, e tutto quello che le succederà da quel momento in poi sarà una conseguenza di questa decisione. Il che ci insegna qualcosa, ed è un modo interessante per dare spessore al personaggio”.</p>
<p>L’exploit della Lohman nel film di Ridley Scott <em><strong>Il genio della truffa</strong>,</em> in cui l’allora ventiquattrenne attrice interpretava la complicata figlia quattordicenne di Nicolas Cage, è stato ciò che ha convinto Raimi del fatto che sarebbe stata perfetta nel ruolo della giovane Christine impegnata a combattere contro i demoni.</p>
<p>Fortunatamente è riuscita a sottrarsi alla nota mania del regista di ‘torturare’ i suoi attori protagonisti sul set, come ha fatto con Bruce Campbell in <strong><em>La casa 2</em></strong>. Secondo il supervisore agli effetti speciali Gregory Nicotero, “Sam è molto protettivo con Alison sul set e si assicura sempre che stia bene tra un ciak e l’altro”.</p>
<p>Dileep Rao (Rham Jas), che nel film è un veggente che aiuta la nostra eroina a combattere il demone, descrive Raimi come un regista collaborativo, in grado di mantenere un’atmosfera molto rilassata sul set, e che non esita ad aiutare gli attori durante le riprese.</p>
<p><strong>Adriana Barraza</strong> (Shaun San Dena), candidata ad un Oscar® per la sua performance nell’apprezzato film di Alejandro Gonzalez Innaritu <em>Babel, </em>interpreta una sensitiva eccentrica che cerca di aiutare Christine a liberarsi della maledizione. Barazz afferma che Raimi cerca la verità nel suo personaggio, e che lei si è pienamente immedesimata in quello che lui aveva in mente per la parte. Grande fan della trilogia de <strong><em>La casa</em></strong>, conosceva il lavoro di Raimi ed è un’amante del genere horror.</p>
<p>“Adoro i film e la letteratura horror”, spiega Adriana. “Perciò è stata una grande opportunità per me quella di divertirmi facendo un genere che ho sempre amato. Sono molto grata a Sam. Quando lavori con lui, cominci a credere a cose immaginarie: è un divertimento straordinario”.</p>
<p>Questo giovedì, sul set di <strong><em>Drag Me To Hell</em> </strong>alla Twentieth Century Fox di Los Angeles, l’atmosfera è rilassata ma sono tutti molto indaffarati. A sole due settimane dalla fine della produzione, ogni istante è prezioso, ma Raimi riesce a mantenere sul set un’atmosfera tranquilla.</p>
<p>In mezzo alla troupe c’è lo scenografo <strong>Steve Saklad</strong>. La scena di oggi, una seduta a casa di Shaun San Dena si dimostra essere una delle riprese più complicate per il reparto scene. Nella scena Shaun convoca Lamia per annullare la maledizione su Christine. Prima che venga convocato il demonio, un numero crescente di fantasmi cerca di entrare da una porta aperta. Un elettricista commenta “Questo è uno dei set più imponenti mai costruiti in questo posto”. Il complimento rende felice Steve. Spiega come ha cercato di mostrare le peculiarità del personaggio attraverso il suo palazzo moresco.</p>
<p>“Ci piace molto quella parte del mondo perché unisce Europa occidentale e orientale. Perciò abbiamo messo mobili francesi barocchi accanto a finestre moresche a mezzaluna e vetrate a mosaico. C’è un’enorme stella moresca al centro del pavimento che, nelle inquadrature dall’alto, sembra una serie di sprazzi di sole dalla forma geometrica. La stanza ha un’atmosfera molto bizzarra e particolare”.</p>
<p>A Raimi piace lavorare in un ambiente familiare e molti dei membri della troupe di <em>Drag Me To Hell</em> hanno già lavorato con lui nella trilogia de <em>La casa</em>. Il supervisore agli effetti speciali per il make up, <strong>Greg Nicotero</strong>, e il direttore della fotografia Peter Deming fanno parte della sua squadra dagli anni ‘80.</p>
<p>Secondo Nicotero “la cosa bella di Sam è che gli piacciono molto gli effetti speciali tradizionali. Essendo uno che ha diretto praticamente tutto, da <em>Darkman </em>a <em>Soldi sporchi </em>fino ai film di <em>Spider-Man</em>, sa veramente come utilizzare nei suoi film con ogni singola tecnica a disposizione”.</p>
<p>Raimi aggiunge “Quando lavoro con Greg e Peter, è come se il tempo non fosse trascorso. Abbiamo a disposizione dalla produzione un tempo limitato e tutto procede così rapidamente che bisogna andare dritti al punto. Ci basta fare una chiacchierata di poche ore, una volta a settimana. Avendo fatto tanti film insieme ci capiamo benissimo”.</p>
<p>Nicotero è sempre contento di unirsi al suo amico sul set. “Il senso dell’umorismo di Sam e i suoi riferimenti sono rimasti gli stessi: fondamentalmente sta facendo ancora una volta un omaggio a Larry, Moe e Curly, i <em>Tre Marmittoni</em> (<strong><em>The Three Stooges</em></strong>)”. (Il riferimento più importante per Raimi quando ha cominciato, girando film comici).</p>
<p>“La giusta combinazione di umorismo e di horror è ciò che sta a cuore a Sam, che è pronto a portare fino al limite estremo le gag, sapendo cosa piacerà al suo pubblico” aggiunge Nicotero.</p>
<p>L’ironia è un elemento sempre presente nei film di <strong>Raimi</strong>, il quale pensa che purtroppo non ce ne sia più molta nei film horror dei nostri giorni. Tornando all’horror dopo un’assenza durata sedici anni, è ancora consapevole che bisogna spaventare il pubblico, facendolo però divertire allo stesso tempo. “Buffe case horror, spaventi, sequenze piene di suspense e qualche risata qua e là” dice Raimi!</p>
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		<title>Sei ragioni per cui più film horror dovrebbero essere come Drag Me to Hell</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 08:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ash Williams</dc:creator>
				<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[drag me to hell]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blog Film Roster è tra quelli che più hanno apprezzato Drag Me to Hell, il film di Sam Raimi nei cinema italiani dall&#8217;11 settembre, e per sostenere la pellicola ha pubblicato una curiosa classifica intitolata &#8220;Sei Ragioni per cui più film horror dovrebbero essere come Drag Me to Hell&#8221;.
&#8220;Perché i cinema vengono invasi ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il blog <a href="http://www.filmroster.com/2009/06/6-reasons-more-horror-movies-should-be-like-drag-me-to-hell/">Film Roster</a> è tra quelli che più hanno apprezzato <strong>Drag Me to Hell</strong>, il film di <strong>Sam Raimi</strong> nei cinema italiani dall&#8217;11 settembre, e per sostenere la pellicola ha pubblicato una curiosa classifica intitolata &#8220;Sei Ragioni per cui più film horror dovrebbero essere come Drag Me to Hell&#8221;.</p>
<p>&#8220;Perché i cinema vengono invasi ogni settimana da questi noiosi, generici e immobili film horror? E&#8217; colpa mia? Ho fatto qualcosa per causare questa scia di mediocricità cinematografica? (&#8230;) Gli studios non ascoltano quando diciamo le nostre opinioni, e quando si tratta di un film horror non guardano le recensioni, non hanno interesse a leggere sui blog le opinioni di chi si lamenta dell&#8217;ennesimo terribile remake. Gli studios ascoltano solo il suono del potente dollaro. Nel caso del brillante film di Sam Raimi, il regista ci ha dato un megafono. Il problema è: lo useremo?&#8221;: così esordisce il blogger, che prosegue con le sei ragioni di cui sopra:</p>
<ol>
<li><strong>Non è prodotto da Michael Bay</strong><br />
Un mucchio di film horror recenti (non staremo a fare l&#8217;elenco) sono prodotti dal grande regista, ma in realtà figura solo il suo nome, perché a livello creativo non ha nulla a che fare con queste pellicole. Nel caso di Drag Me To Hell, invece, abbiamo un regista di alto livello che è nato con il genere horror nel sangue.</li>
<li><strong>Lo sviluppo dei personaggi</strong><br />
Quando si va a vedere un film horror, la prima cosa che deve funzionare è il coinvolgimento con i personaggi. Il più delle volte i personaggi dei film horror corrono o muoiono, alternando dialoghi cliché a stereotipi vari: la ragazza volgare, il nerd, l&#8217;amabile perdente, la bella ragazza straniera: sono tutti personaggi pronti per essere uccisi. Un regista come Sam Raimi sa molto bene come spaventare qualcuno, così può trasformare le vittime stereotipate in personaggi a tutto tondo, così che lo spettatore ci si possa identificare.</li>
<li><strong>Non è un sequel (né un remake)</strong><br />
La gente ama le cose familiari: si sente a suo agio a sapere cosa bolle in pentola. In questo film tutto quanto è nuovo, ci sono cose che non sono mai state mostrate in un film horror. L&#8217;idea di una vecchietta sdentata che si mette a mordere Alison Lohman è veramente disgustosa. Gli studios adorano i sequel perché sono facili da vendere: la gente conosce i personaggi, si possono riciclare le storie e c&#8217;è meno rischio. Ma con poco rischio, c&#8217;è poca eccitazione e poca soddisfazione per il pubblico. Il genere horror deve scuotersi e provare nuove idee originali, magari facendo anche qualche errore.</li>
<li><strong>Il rating PG 13 (sconsigliato ai minori di 13 anni)</strong><br />
L&#8217;idea generale è che un film PG-13 sia per ragazzini, non sia veramente spaventoso. Christopher Nolan ci ha mostrato l&#8217;anno scorso che non serve un divieto ai minori per fare un film spaventoso e coraggioso. Nello stesso spirito, Sam Raimi ha sfruttato il PG-13 come una opportunità per mostrare cose spaventose senza impiegare una quantità enorme di sangue e nudità. Riesce a fare un film spaventoso senza bisogno di un divieto ai minori.</li>
<li><strong>E&#8217; spaventoso</strong><br />
C&#8217;è una differenza tra l&#8217;essere legittimamente spaventati e l&#8217;essere disgustati tanto da strillare &#8220;ma dai!!&#8221;. Le torture dell&#8217;Enigmista sono terrificanti, ma dubito che qualcuno sia uscito dal cinema terrorizzato all&#8217;idea che un vecchio malato di cancro li perseguiti intimandogli di &#8220;fare un gioco&#8221;.<br />
La morte incombe su tutti noi, anche se la ignoriamo abbiamo degli elementi che ce la ricordano tutti i giorni, e che ci circondano: la bellezza sparirà, la giovinezza scomparirà. Drag Me to Hell parla di questi temi: la vecchietta patetica supplica la giovane e bella ragazza di estenderle il mutuo della casa. Quando la bella e giovane ragazza le rifiuta questo favore, la strega la avvicina nel parcheggio e la maledice con una terribile maledizione. Quando la vecchia non sta attaccando Alison Lohman, è tormentata da un demone. Non vediamo mai questo demone. Raimi sa molto bene, come M. Night Shyamalan, che l&#8217;immaginazione crea i mostri più terrificanti. Perfezionando sequenze originate nei film della Casa, il regista crea un mostro veramente spaventoso grazie alle ombre, al vento, a forze invisibili. L&#8217;assassino più spaventoso è quello che non vediamo arrivare.</li>
<li><strong>E&#8217; divertente</strong><br />
L&#8217;umorismo è alla base del coinvolgimento degli spettatori. Soprattutto l&#8217;umorismo legato alle situazioni che vivono i personaggi, e a cui reagiscono con realismo. Il miglior esempio è la raffigurazione di Joker data da Heath Ledger: terrificante, ma spassoso in ogni sua mossa. Chi ha visto i film della Casa sa che Sam Raimi è terribilmente divertente. Anche in Drag Me to Hell Raimi risplende come genio della comicità, senza bisogno di budget stratosferici. Ogni scena spaventosa ha un contrappunto comico. La cosa importante è che l&#8217;umorismo non viene spiattellato in faccia, non ci costringe a ridere: la risata arriva grazie al modo intelligente che ha di inserire alcuni sottili dettagli che aumentano la tensione e lo spavento.</li>
</ol>
<p style="text-align: center;">
<div class="ngg-imagebrowser" id="ngg-imagebrowser-2-207">

	<h3>Drag me to Hell</h3>

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</p>
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		<title>Arriva Drag Me To Hell</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 07:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[drag me to hell]]></category>
		<category><![CDATA[La Casa]]></category>
		<category><![CDATA[spider-man]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo alcune anteprime, arriva ufficialmente nel nostro Paese Drag Me To Hell, la pellicola che ha riportato Sam Raimi (regista della saga di Spider-Man) a confrontarsi nuovamente con l&#8217;horror più folle e scatenato, dopo che la sua trilogia de La casa, compreso l&#8217;ultimo episodio che da noi si chiamava L&#8217;armata delle tenebre, ha cambiato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-194" style="margin: 10px;" title="dragmetohell" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/dragmetohell.jpg" alt="dragmetohell" width="150" height="222" />Dopo alcune anteprime, arriva ufficialmente nel nostro Paese <strong>Drag Me To Hell</strong>, la pellicola che ha riportato <strong>Sam Raimi </strong>(regista della saga di <em><strong>Spider-Man</strong></em>) a confrontarsi nuovamente con l&#8217;horror più folle e scatenato, dopo che la sua trilogia de<em><strong> La casa</strong></em>, compreso l&#8217;ultimo episodio che da noi si chiamava <em><strong>L&#8217;armata delle tenebre</strong></em>, ha cambiato la storia del genere. L&#8217;interesse degli esercenti sembra notevole, considerando che la pellicola verrà presentata in 250 copie (numero molto interessante per un horror), nonostante tante uscite importanti in questo fine settimana e i risultati straordinari che sta ottenendo <em><strong>L&#8217;era glaciale 3</strong></em>.</p>
<p>Costato 30 milioni di dollari, <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> ne ha conquistati finora 80 in tutto il mondo, di cui 42 negli Stati Uniti. Vedremo quale sarà il contributo che fornirà il nostro Paese. Ma voi lo vedrete? E se lo avete visto, quali sono le vostre impressioni? Siete rimasti soddisfatti? fateci sapere le vostre opinioni nei commenti&#8230;</p>
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		<title>Drag Me to Hell Blog intervista Bob Murawski!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 13:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ash Williams</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Bob Murawski]]></category>
		<category><![CDATA[drag me to hell]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[montaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>

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		<description><![CDATA[Manca solo un giorno all&#8217;uscita di Drag Me to Hell nei cinema italiani! Abbiamo intervistato in esclusiva per il blog di Drag Me to Hell il montatore del film di Sam Raimi, ovvero Bob Murawski, che ci parla di com&#8217;è lavorare per il grande regista horror&#8230;
1.  Com&#8217;è lavorare con Sam Raimi?
Lavorare con sam è grandioso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Manca solo un giorno all&#8217;uscita di <em><strong>Drag Me to Hell</strong></em> nei cinema italiani! Abbiamo intervistato in esclusiva per il blog di <em><strong>Drag Me to Hell</strong></em> il <strong>montatore</strong> del film di Sam Raimi, ovvero <strong>Bob Murawski</strong>, che ci parla di com&#8217;è lavorare per il grande regista horror&#8230;</p>
<p><strong>1.  Com&#8217;è lavorare con Sam Raimi?</strong><br />
Lavorare con sam è <strong>grandioso</strong>. Adora il genere horror e sa come si gira una buona scena spaventosa con suspense. Sam è un perfezionista, continua a girare una scena finché non ottiene quello che gli serve a farla funzionare al meglio piuttosto che accontentarsi di qualcosa che non è ottimo. Inoltre, Sam capisce il valore di una buona performance da parte degli attori. Se il pubblico non crede a quello che l&#8217;attore dice o fa, non crederà alla scena nel suo insieme e perderà interesse. Quindi Sam lavora moltissimo con gli attori per essere sicuro che ogni battuta nella performance sia buona e realistica, ripetendo una scena tante volte quanto basta a farmi avere il materiale giusto per lavorare bene, far funzionare la scena e iniziare poi a ritagliarla con lui</p>
<p><strong>2. Quanto tempo trascorrete solitamente a lavorare assieme in sala di montaggio tu e Sam Raimi?</strong><br />

<a href="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/gallery/foto-ufficiali/PHHHiHIQRmYeLP.jpg" title="" class="shutterset_singlepic18" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/gallery/cache/18__150x240_PHHHiHIQRmYeLP.jpg" alt="Drag me to Hell" title="Drag me to Hell" />
</a>
Monto il film mentre lui lo gira, e gli consegno il montato delle scene man mano che procediamo, così può vedere il film prendere forma. A volte le cose non vanno secondo i piani, quindi se stanno ancora girando sullo stesso set c&#8217;è la possibilità di rifare qualche inquadratura o girare materiale aggiuntivo per rendere meglio la scena. La cosa bella di Sam è che è aperto a idee che potrebbero servire a far funzionare meglio una scena. Un piano ravvicinato qui o lì per <strong>chiarire</strong> un punto della storia o aggiungere impatto, o addirittura il suggerimento di rigirare una performance che non risulta credibile al 100%.<br />
Una volta finite le riprese, passo circa una settimana a mettere insieme il film, poi vediamo una bozza di montato per capire come risulta nel suo insieme. Poi passiamo un paio di mesi a raffinare le scene, cercando di liberarci delle cose che non ci servono, migliorando le performance con riprese alternative di una stessa scena e lavorando agli effetti visivi. Inoltre definiamo cosa non funziona e non si riesce a sistemare, e così iniziamo a pianificare una lista di riprese aggiuntive da realizzare per portare il film a un livello superiore. Con <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> siamo stati fortunati: abbiamo avuto la possibilità di stendere una lista di inquadrature che sapevamo avrebbero aiutato il film, e di girarle per altri 4-5 giorni, ottenendo nuovo materiale. Penso che con le riprese aggiuntive il film sia migliorato di un buon <strong>30%</strong>.<br />
Cerchiamo costantemente modi di migliorare il film durante tutto il processo di post-produzione.<span id="more-196"></span></p>
<p><strong>3. Come è stato lavorare a Drag Me To Hell? Quali sono state le sfide e quali le scene di cui sei più orgoglioso?</strong><br />
Sono un grande fan del cinema horror, quindi Drag Me To Hell è stata una grande esperienza per me. Inoltre sono un grande fan del primo film della serie della Casa, il primo film di Sam. Quindi è stato molto emozionate per me lavorare al suo grande ritorno al cinema Horror.<br />
Siccome sapevamo sin dall&#8217;inizio che negli USA doveva essere un film <strong>PG-13</strong> (vietato ai minori di 13 anni non accompagnati), la sfida più grande per noi è stato cercare di renderlo spaventoso e terrificante senza fare riferimenti al sangue o allo splatter esplicito. Ammetto con orgoglio di essere un grande fan dello <strong>splatter</strong>, e adoro film come <em><strong>Blood Feast</strong></em> e <em><strong>The Wizard of Gore</strong></em>, entrambi di Herschel Gordon Lewis, o <em><strong>Dawn of the Dead </strong></em>di George Romero, così come i film di Lucio Fulci, caposaldo italiano del cinema gore. Inoltre amo i film che trattano l&#8217;horror più su un livello psicologico, dove la paura e la suspense vengono create grazie alle suggestioni e l&#8217;atmosfera. Film come <em><strong>The Haunting</strong></em> di Robert Wise, <em><strong>Curse of the Demon</strong></em> di Jacque Tourneur o classici dell&#8217;horror psicologico di Roman Polanski come <em><strong>Repulsion</strong></em> o <em><strong>The Tenant</strong></em>. Quindi è stato eccitante avere la possibilità di provare a creare un vero senso di terrore senza essere visivamente espliciti. Speriamo di avere avuto successo nelle scene di suspense dove Christine viene terrorizzata dalla <strong>Lamia</strong> invisibile.<br />
Sapevamo comunque che i fan di Sam si aspettavano una buona dose di violenza e sangue, visto che  suoi primi film horror erano noti per quello. Non volevamo fargli pensare che questo film fosse stato venduto a una major a causa del PG-13 [un visto censura tipico di molti film commerciali, ndt]. Speriamo ci sia abbastanza roba strana e folle in questo film per fare felici i fan. Sebbene non ci siano sangue e budella, c&#8217;è una buona dose di immagini fastidiose e strane che sono assolutamente degne di un film gore.</p>
<p><strong> 4. Sei famoso per montare film di genere horror. Quale pensi che sia il segreto di montare un film dell&#8217;orrore?</strong><br />

<a href="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/gallery/foto-ufficiali/PH9gKebfebC6bg.jpg" title="" class="shutterset_singlepic9" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/gallery/cache/9__150x240_PH9gKebfebC6bg.jpg" alt="Drag me to Hell" title="Drag me to Hell" />
</a>
Ho un profondo amore per il materiale su cui lavoro, quindi questo dovrebbe vedersi nei risultati. Sono un fan dell&#8217;horror, prima di tutto, quindi mentre monto penso continuamente a cosa mi piacerebbe vedere nel film se fossi uno spettatore.<br />
Il segreto di montare un film horror è lo stesso del montare un film di qualsiasi altro genere &#8211; mantenere credibili i personaggi, in modo che il pubblico si immerga nel film. Molti film horror falliscono perché non hanno personaggi credibili da far capire allo spettatore, e con cui questi possa identificarsi. Le situazioni sono molto più spaventose quando ci si immedesima con i protagonisti, condividendole con loro. Il fatto che avessimo a disposizione il materiale che ci serviva a creare personaggi veramente credibili testimonia il duro lavoro di Sam con gli attori. E&#8217; questa la chiave del funzionamento ottimale di qualsiasi scena.<br />
In aggiunta a questo, è importante che ogni taglio nel film sia al servizio della storia e delle sensazioni che vogliamo dare. Ciascuna inquadratura deve essere scelta con cura nella sequenza, e assemblata con il ritmo giusto.<br />
E visto che nel film molto era suggerito e non mostrato, anche i suoni sono stati un elemento importantissimo, molto più che per un film di qualsiasi altro genere. In un film horror come questo è proprio vero che l&#8217;immagine è solo la metà della storia. Le musiche del nostro compositore Christopher Young e il suono dei nostri Sound Designer Jussi Tegelman e Paul Ottosson, così come il loro preciso posizionamento da parte dei nostri addetti al missaggio Marti Humprey e Chris Jacobson, sono stati la cruciale seconda metà di ogni scena horror e di suspense nel film.</p>
<p><strong> 5.  Quali sono i tuoi progetti futuri? Lavorerai ancora con Sam Raimi nel futuro prossimo?</strong><br />
Da quando ho finito di lavorare a Drag Me To Hell mi sono messo a sviluppare progetti miei. Sono a capo di una piccola casa di distribuzione chiamata <strong>Grindhouse Releasing</strong>, assieme al mio partner <strong>Sage Stallone</strong>. Dal 1996 acquistiamo classici del cinema horror italiano come <em><strong>Cannibal Holocaust </strong></em>di Ruggero Deodato o <em><strong>The Beyond</strong></em> e <em><strong>Cat in the Brain</strong></em> di Lucio Fulci, così come rari classici americani da drive-in come <em><strong>I Drink Your Blood</strong></em>; li restauriamo e li facciamo uscire al cinema e in DVD. Stiamo giusto ora finendo un incredibile film girato nel 1975 e mai montato o distribuito, il leggendario classico del cinema noir <em><strong>Gone With the Pope</strong></em>. E&#8217; stata una vera sfida per noi, per maggiori informazioni andate su <a href="http://www.grindhousereleasing.com">www.grindhousereleasing.com</a>.</p>
<p><strong>6.       Qualche altro commento sul tuo lavoro per Drag Me to Hell?</strong><br />
Sam è un maestro del genere horror. Non vedo l&#8217;ora di lavorare con lui su altri film horror e di suspense in futuro, Magari<em><strong> La Casa 4</strong></em>&#8230;</p>
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		<title>Lorna Raver, la strega di Drag Me To Hell</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 07:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[La Casa]]></category>
		<category><![CDATA[lorna raver]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>

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		<description><![CDATA[Se la protagonista sventurata di Drag Me To Hell è ovviamente Alison Lohman, a rubare spesso la scena c&#8217;è Lorna Raver, l&#8217;attrice che interpreta la signora Ganush, la spaventosa strega che lancia una maledizione terribile. Per sincerarvene, potete vedere questo filmato, che all&#8217;inizio mostra la clip in inglese in cui avviene lo scontro feroce tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se la protagonista sventurata di <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> è ovviamente <strong>Alison Lohman</strong>, a rubare spesso la scena c&#8217;è <strong>Lorna Raver</strong>, l&#8217;attrice che interpreta la signora Ganush, la spaventosa strega che lancia una maledizione terribile. Per sincerarvene, potete vedere questo filmato, che all&#8217;inizio mostra la clip in inglese in cui avviene lo scontro feroce tra le due protagoniste, che porta il destino di Christine Brown (appunto il personaggio della Lohman) a cambiare per sempre.</p>
<p>Di seguito, c&#8217;è un&#8217;intervista per scoprire meglio <strong>Lorna Raver</strong>. Nella prima parte, ci dice alcune cose abbastanza scontate (è stato divertente ma faticoso&#8221;, &#8220;all&#8217;inizio era dubbiosa, ma poi è stata felice della scelta di lavorare al film&#8221;, &#8220;Sam è una persona magnifica e coinvolge molto gli attori&#8221;), ma in seguito abbiamo anche qualche informazione più interessante. Per esempio, quando si è imbarcata in questa avventura, non conosceva la serie de La Casa, ma poi tutti quelli a cui parlava ne erano antusiasti e ha finito per scoprirne di più.</p>
<p>Infine, la <strong>Raver</strong> indica che il lavoro al cinema e in teatro è ovviamente diverso, facendo capire che le emozioni che si provano con un pubblico dal vivo sono insuperabili. Tuttavia, spera di poter fare tanti altri film, anche se non soltanto nel ruolo della vecchia signora inquietante. Una parte che comunque, sia detto senza offesa, le calza a pennello&#8230;</p>
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<p> <center> <object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xujN7gsMpAo&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/xujN7gsMpAo&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object> </center>
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		<title>Il mago Sam Raimi</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 07:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[justin long]]></category>
		<category><![CDATA[spider-man]]></category>

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		<description><![CDATA[Il canale Black Tree tv ha realizzato diverse interviste ai creatori di Drag Me To Hell. Non poteva ovviamente mancare Sam Raimi, che viene intervistato a proposito del film. Il regista rivela di non avere segreti particolari nel suo lavoro nell&#8217;horror, se non quello di circondarsi dei migliori tecnici e attori, collaborando con loro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-177" style="margin: 10px;" title="samraimi3" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/samraimi3.jpg" alt="samraimi3" width="88" height="118" />Il canale Black Tree tv ha realizzato diverse interviste ai creatori di <strong><em>Drag Me To Hell</em></strong>. Non poteva ovviamente mancare <strong>Sam Raim</strong>i, che viene intervistato a proposito del film. Il regista rivela di non avere segreti particolari nel suo lavoro nell&#8217;horror, se non quello di circondarsi dei migliori tecnici e attori, collaborando con loro il più possibile. Raimi ascolta sempre con molta attenzione i consigli dei tecnici e degli attori. Nel caso specifico di questa pellicola, è avvenuto che <strong>Justin Long</strong> lo ha aiutato a rendere il suo personaggio più naturale, riscrivendo le battute presenti in sceneggiatura. Insomma, le persone che gli stanno intorno gli forniscono molte idee e lui fa attenzione a prendere praticamente tutto materiale.</p>
<p>Raimi parla anche del suo impegno con <em><strong>Spider-Man</strong></em> e come la celebre trilogia lo abbia fatto maturare. In generale, il regista è lieto di aver potuto lavorare negli ultimi dieci anni con attori del calibro di<strong> Bylly Bob Thornton</strong>, Cate Blanchett, <strong>Tobey Maguire</strong> e Gene Hackman. Da tutto questo, ha imparato come rendere i protagonisti dei suoi film delle persone assolutamente reali, cosa che a suo avviso non sarebbe riuscito a fare dieci anni fa. Infine, <strong>Raimi </strong>parla anche del suo &#8216;passato&#8217; di mago, autore comunque soltanto di illusioni magiche per le feste dei ragazzi. E sconsiglia vivamente di provarci ai matrimoni, come ha fatto lui, visti i pessimi risultati che porebbero venir fuori&#8230;  Nel filmato, sono presenti anche due delle migliori sequenze della pellicola&#8230;</p>
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<p> <center> <object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zu2bbm0NZx0&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/zu2bbm0NZx0&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object> </center>
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