La critica americana e Drag Me to Hell
L’altro giorno vi abbiamo riportato l’ottima accoglienza della critica italiana verso Drag Me to Hell: il film è piaciuto a buona parte dei giornali e dei blog/siti internet.
Anche negli Stati Uniti l’horror di Sam Raimi è piaciuto molto, e così oggi vi riportiamo i passaggi salienti delle recensioni di alcuni dei migliori critici oltreoceano. RottenTomatoes, aggregatore di recensioni online, riporta che il film ha ricevuto 187 recensioni positive e solo 15 recensioni negative, con un voto medio di 7.7.
- Roger Ebert (Chicago Sun Times)
“Drag Me to Hell è un film horro a tratti divertente e a tratti sorprendente. Così voleva essere, e così è.” - David Edelstein (New York Magazine)
“Raimi lanciò la sua carriera con film come La Casa, prima di evolversi verso thriller più convenzionali e Spider-Man. Bentornato alla Grindhouse, Sam! In Drag Me to Hell prova di essere un regista magistrale di cinecomic – e non intendo citare uno stilista pretenzioso da cine-graphic-novel come Zack Snyder. Le inquadrature di Raimi hanno la forza iperbolica delle migliori vignette, con un colpo a ogni cambio di scena: i suoi montaggi sono maniacali. Sopra, sotto, dietro e da dentro la tua testa arrivano grida, fischi, gemiti e mascelle demoniache che digrignano i denti. Davvero, questa è la manna dall’inferno.” - Peter Travers (Rolling Stone)
“Il titolo è falso. Drag Me to Hell ti trascina in paradiso. Il regista Sam Raimi, fermando la sua corsa dopo il successo della trilogia di Spider-Man, ritorna ai bassifondi luridi e sottocosto che lo lanciarono con La Casa nel 1983. Il risultato, scritto ancora una volta col fratello Ivan Raimi, è una gara al disgusto messa in piedi da due fratelli di grande talento. Non potevo essere più felice. Le risate sono tanto esplosive quando le grida. L’urlo più alto arriva dal rating PG-13 trascinato ai limiti del buon gusto. C’è meno sangue e ci sono meno parolacce, ma il film non finisce mai di spaventarti.” - Dan Kois (Washington Post)
“Come nei migliori film horror, Drag Me to Hell tiene gli spettatori al limite dell’isteria, così che ogni colpo fa partire il cuore a mille e ogni battuta scatena risate fuori controllo.” - Betsy Sharkey (Los Angeles Times)
“Il film di Sam Raimi fa tutto quello che vorremmo facesse un film horror: è terribilmente spaventoso, follemente divertente e diabolicamente disgustoso. Tre stati di tensione dello stomaco che si scontrano con la voglia di mangiarsi i popcorn durante la visione!” - Richard Corliss (Time Magazine)
“Drag Me to Hell – un grande titolo di genere per un film di genere – è l’ultimo film di Sam Raimi, che ha fatto i miliardi con Spider-Man ma è riverito dagli horrormaniaci per un’altra trilogia, quella della Casa. Prendendosi una pausa dai suoi film, attori e soggetti ad alto budget, Raimi e suo fratello Ivan hanno scritto un film sugli effetti di una maledizione zingaresca che colpisce una persona che compie Una Cosa Cattiva. Ispirati dal tono dei B-movie tipici degli anni cinquanta, hanno fatto un omaggio-pastiche dello stesso tipo.”

E’ stata l’esperienza più divertente e semplice del mondo. Dall’epoca de Il genio della truffa ho sempre pensato che fosse una delle migliori giovani attrici che avessi mai visto. Mi piaceva guardarla e ho cercato di non perdermi nessuno dei suoi film. In effetti avevo già cercato di fare un film con lei, circa un anno prima che cominciassimo le riprese di Drag Me To Hell. Perciò ero felice di poter lavorare con lei. E, lo ripeto, il mio compito in questo film è davvero quello di farle da spalla, in tutti i sensi. Certamente in termini di durata della mia presenza sullo schermo, ma anche per quanto riguarda il mio rapporto con l’attrice principale. Il percorso è il suo, e io sono lì solo per aiutarla. Il mio compito era semplicemente quello di amarla. In fin dei conti, si trattava solo di questo. Ed è stato facile. Lei lo ha reso facile.
Come sei entrato a far parte del cast di Drag Me To Hell?
Come e’ stato girare le scene d’azione piene di effetti speciali?

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