La critica americana e Drag Me to Hell

7 settembre 2009 Ash Williams Nessun commento

L’altro giorno vi abbiamo riportato l’ottima accoglienza della critica italiana verso Drag Me to Hell: il film è piaciuto a buona parte dei giornali e dei blog/siti internet.

Anche negli Stati Uniti l’horror di Sam Raimi è piaciuto molto, e così oggi vi riportiamo i passaggi salienti delle recensioni di alcuni dei migliori critici oltreoceano. RottenTomatoes, aggregatore di recensioni online, riporta che il film ha ricevuto 187 recensioni positive e solo 15 recensioni negative, con un voto medio di 7.7.

  • Roger Ebert (Chicago Sun Times)
    “Drag Me to Hell è un film horro a tratti divertente e a tratti sorprendente. Così voleva essere, e così è.”
  • David Edelstein (New York Magazine)
    “Raimi lanciò la sua carriera con film come La Casa, prima di evolversi verso thriller più convenzionali e Spider-Man. Bentornato alla Grindhouse, Sam! In Drag Me to Hell prova di essere un regista magistrale di cinecomic – e non intendo citare uno stilista pretenzioso da cine-graphic-novel come Zack Snyder. Le inquadrature di Raimi hanno la forza iperbolica delle migliori vignette, con un colpo a ogni cambio di scena: i suoi montaggi sono maniacali. Sopra, sotto, dietro e da dentro la tua testa arrivano grida, fischi, gemiti e mascelle demoniache che digrignano i denti. Davvero, questa è la manna dall’inferno.”
  • Peter Travers (Rolling Stone)
    “Il titolo è falso. Drag Me to Hell ti trascina in paradiso. Il regista Sam Raimi, fermando la sua corsa dopo il successo della trilogia di Spider-Man, ritorna ai bassifondi luridi e sottocosto che lo lanciarono con La Casa nel 1983. Il risultato, scritto ancora una volta col fratello Ivan Raimi, è una gara al disgusto messa in piedi da due fratelli di grande talento. Non potevo essere più felice. Le risate sono tanto esplosive quando le grida. L’urlo più alto arriva dal rating PG-13 trascinato ai limiti del buon gusto. C’è meno sangue e ci sono meno parolacce, ma il film non finisce mai di spaventarti.”
  • Dan Kois (Washington Post)
    “Come nei migliori film horror, Drag Me to Hell tiene gli spettatori al limite dell’isteria, così che ogni colpo fa partire il cuore a mille e ogni battuta scatena risate fuori controllo.”
  • Betsy Sharkey (Los Angeles Times)
    “Il film di Sam Raimi fa tutto quello che vorremmo facesse un film horror: è terribilmente spaventoso, follemente divertente e diabolicamente disgustoso. Tre stati di tensione dello stomaco che si scontrano con la voglia di mangiarsi i popcorn durante la visione!”
  • Richard Corliss (Time Magazine)
    “Drag Me to Hell – un grande titolo di genere per un film di genere – è l’ultimo film di Sam Raimi, che ha fatto i miliardi con Spider-Man ma è riverito dagli horrormaniaci per un’altra trilogia, quella della Casa. Prendendosi una pausa dai suoi film, attori e soggetti ad alto budget, Raimi e suo fratello Ivan hanno scritto un film sugli effetti di una maledizione zingaresca che colpisce una persona che compie Una Cosa Cattiva. Ispirati dal tono dei B-movie tipici degli anni cinquanta, hanno fatto un omaggio-pastiche dello stesso tipo.”

Spot italiano per Drag Me to Hell!

6 settembre 2009 Ash Williams Nessun commento

Manca meno di una settimana all’uscita italiana di Drag Me to Hell: l’horror di Sam Raimi arriverà nei nostri cinema l’11 settembre.

Ecco uno spot tv italiano con alcune clip inedite tratte dal film!

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Drag Me to Hell convince la critica italiana

5 settembre 2009 Ash Williams Nessun commento

Come per gli Stati Uniti, anche in Italia Drag Me to Hell, il nuovo film horror di Sam Raimi in uscita l’11 settembre, ha convinto la critica – sia sulla carta stampata che online.

Drag me to Hell I quotidiani hanno assistito alla proiezione del film al Festival di Cannes. Roberto Nepoti su Repubblica lo definisce “un film di paura coi fiocchi”, Andrea Martini su Quotidiano Nazionale definisce “bravo” Sam Raimi, perché “Mescola le culture giocando con le paure degli americani riguardo al diverso”. Alberto Crespi sull’Unità parla di “un horror eversivo, che racconta sotto traccia l’economia americana con la stessa arguzia del vecchio Essi vivono di John Carpenter. (…) Quando vedrete Drag Me to Hell, fate caso al ruolo che ha il denaro nel film: Sam Raimi e suo fratello Ivan, suo sceneggiatore dai tempi di Darkman, lo hanno disseminato in ogni interstizio della trama, componendo un apologo horror nel quale Satana e il dollaro vanno di pari passo”. Per Boris Sollazzo su Liberazione il film è “un brillante esempio di intrattenimento puro che dice, con la sua sola premessa, più di tanti trattati”. Mariuccia Ciotta sul Manifesto spiega che “Drag Me to Hell è una commedia-horror da Drive-in, tipo Scream di Wes Craven, ma con un retrogusto di solenne indignazione che evoca uno dei suoi film più belli, Soldi sporchi (A simple plain,1998) sull’avidità e la mutazione della persona media, innocua, che si rende complice dei peggiori delitti”. Infine, sul Sole 24 Ore si spiega che “In Drag Me To Hell non manca proprio niente dei sapori e rumori della grande tradizione horror, con una dose di umorismo talmente sagace da riuscire a spaventare e divertire esattamente nel medesimo istante”.

Ma passiamo alla rete, dove le recensioni sono più fresche.

Drag me to Hell Su ComingSoon.it Drag Me to Hell è definito “un film divertentissimo e dal ritmo irresistibile, con il quale il regista si conferma un talento unico nel mescolare ed intrecciare in maniera indissolubile la paura, lo spavento, persino il disgusto con l’ironia, la causticità e la risata.” Movieplayer dice che “Al di là di qualche cliché irritante – in particolare il passato da “ragazza grassa” attribuito alla filiforme Christine per sottolinearne la vulnerabilità emotiva, e il grossolano humour sulla repellente decrepitezza femminile – Drag Me to Hell conquista e intrattiene, dandoci la conferma del fatto che, in ambito di comedic horror, non c’è ancora nessuno in grado di incrociare i fioretti con Sam Raimi.” ScreenWeek sostiene che “Nonostante sia stata da sempre la cifra del cinema di Sam Raimi, in Drag Me To Hell la fusione tra horror e commedia è perfetta e portata a livelli mai toccati prima. Senza mai nemmeno sfiorare l’idea di parodia Raimi riesce a girare due film in uno o meglio un film in cui ad ogni segno corrispondono sistematicamente più significati che oscillano tra il serio e il faceto, riuscendo a far ridere sempre il pubblico con il film e mai del film (nonostante ad un altro regista con la medesima sceneggiatura sarebbe sicuramente capitato).” Su BadTaste.it spieghiamo che “I fratelli Raimi, infatti, riprendono lo spirito folle de La Casa 2 e L’armata delle tenebre e costruiscono una storia incalzante e senza punti morti”, mentre Cineblog dice che il film “farà semplicemente impazzire i tantissimi fan del regista, che usciranno dal cinema a dir poco entusiasti per l’ultimo suo gioiello”. Anche FilmScoop sostiene che “il film farà senz’altro felici i nostalgici del vecchio Raimi, che sfodera con ludica verve ed energia tutti i trucchi del suo collaudato campionario da prestigiatore”, anche se “susciterà un sostanziale senso di déjà-vu in tutti gli altri”.

Insomma, un’ottima accoglienza per il film. Non vediamo l’ora di sapere cosa ne pensate voi!

Intervista a Justin Long – Seconda parte

4 settembre 2009 Peyton Westlake Nessun commento

Com’è stato lavorare con Alison Lohman?
justinlong2E’ stata l’esperienza più divertente e semplice del mondo. Dall’epoca de Il genio della truffa ho sempre pensato che fosse una delle migliori giovani attrici che avessi mai visto. Mi piaceva guardarla e ho cercato di non perdermi nessuno dei suoi film. In effetti avevo già cercato di fare un film con lei, circa un anno prima che cominciassimo le riprese di Drag Me To Hell. Perciò ero felice di poter lavorare con lei. E, lo ripeto, il mio compito in questo film è davvero quello di farle da spalla, in tutti i sensi. Certamente in termini di durata della mia presenza sullo schermo, ma anche per quanto riguarda il mio rapporto con l’attrice principale. Il percorso è il suo, e io sono lì solo per aiutarla. Il mio compito era semplicemente quello di amarla. In fin dei conti, si trattava solo di questo. Ed è stato facile. Lei lo ha reso facile. Prosegui la lettura…

20 doppi biglietti per l’anteprima italiana di Drag Me to Hell!

3 settembre 2009 Ash Williams 36 commenti

Volete vedere Drag Me to Hell in anteprima a Roma? Potete farlo, gratuitamente, e portando una persona con voi!

Le prime venti persone che scriveranno nei commenti a questa notizia cosa si aspettano dal film di Sam Raimi riceveranno un biglietto valido per due persone per l’anteprima del nuovo film di Sam Raimi di giovedì 10 settembre, ore 20.30, al Cinema Odeon di Roma. Ovviamente l’invito è di venire a commentare il film qui sul blog, dopo averlo visto!

I biglietti verranno inviati alle prime venti persone che commenteranno questa notizia, inserendo un indirizzo e-mail valido. Se anche vedete già venti commenti, non è detto che gli indirizzi email siano tutti validi, quindi vi invitiamo a provarci ugualmente: se verrete ricontattati da noi vorrà dire che vi sarete aggiudicati il biglietto.

Drag Me to Hell esce l’11 settembre.

 

Volete creare il braccio-motosega de La casa?

2 settembre 2009 Peyton Westlake Nessun commento

E’ uno degli oggetti mitici del cinema horror di tutti i tempi. Stiamo parlando del braccio motosega che Ash Williams, il protagonista de La Casa interpretato dall’ottimo Bruce Campbell, si crea nel secondo episodio della saga (come vi avevamo mostrato qui). Il programma BFX mostra esattamente come fare a realizzare una copia veramente efficace, anche se ovviamente non funzionante (mica vorrete far fuori qualcuno, vero?).

Ovviamente, come indicato nelle scritte inglesi all’inizio, chiunque non abbia familiarità con questo tipo di lavori dovrebbe valutare seriamente se impegnarsi in quest’impresa, visto che i pericoli per chi non è a suo agio con il bricolage possono essere notevoli (anche in questo caso, in cui non si tratta di una vera motosega). Nel caso, se siete minorenni pieni di entusiasmo ma poco esperti, fatevi aiutare da un adulto competente. Chi vi scrive, per esempio, non ci pensa proprio a tentare l’impresa, vista la sua totale incapacità in materia…

 

 

Esclusiva: una scena italiana di Drag me to Hell!

1 settembre 2009 Ash Williams 2 commenti

In occasione dell’uscita, l’11 settembre, di Drag Me to Hell, il blog ufficiale italiano del film e quattro siti di cinema italiani (BadTaste.it, Comingsoon.it, Movieplayer.it e Screenweek.it) vi mostrano in esclusiva cinque clip italiane del nuovo horror di Sam Raimi, proprio come accaduto per le locandine.

La nostra scena mostra i due protagonisti mentre discutono, dopo che la bella Alison Lohman è stata aggredita e maledetta con la Maledizione Lamia da una anziana signora. Le altre clip, una più terrificante dell’altra, sono visibili sugli altri quattro siti: le trovate cliccando sui link.

Ed ecco la nostra scena:

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Intervista a Justin Long – Prima parte

31 agosto 2009 Peyton Westlake 1 commento

Nel nuovo film horror di Sam Raimi, Drag Me To Hell, Justin Long interpreta Clay Dalton, un professore le cui convinzioni scientifiche vengono messe a dura prova quando la sua ragazza, Christine Brown (Alison Lohman), viene colpita da una terribile maledizione che trasforma la sua vita in un incubo. Long, protagonista di film molto popolari come Die Hard – Vivere o morire, Ti odio, ti lascio, ti…, Palle al balzo – Dodgeball e La verità è che non gli piaci abbastanza, non è comunque nuovo ai film horror, avendo dato inizio alla sua carriera nel 2001 con il film di Victor Salva Jeepers Creepers – Il canto del diavolo.

justinlongCome sei entrato a far parte del cast di Drag Me To Hell?
In realtà con una semplice telefonata. Essendo un vero cultore di Sam Raimi, ero sorpreso di non aver sentito parlare del film prima di quella telefonata. E’ successo prima che cominciassero a circolare voci o indiscrezioni sul fatto che stesse preparando un film horror. Ero in vacanza quando mi è arrivata una telefonata dei miei agenti: “Sam Raimi vuole incontrarti”. Ho risposto “Parto subito. Prendo il primo aereo in partenza da qui”. Anche prima di leggere la sceneggiatura, gli ho detto che avrei fatto qualsiasi cosa per essere in uno dei suoi film. Lo pensavo davvero e lo penso ancora. Fortunatamente c’era davvero una parte per me. Mi sentivo molto onorato del fatto che volesse lavorare con me, visto che secondo me lui avrebbe potuto ottenere chiunque. Prosegui la lettura…

Drag me to Hell anche su Twitter!

29 agosto 2009 Ash Williams Nessun commento

Da oggi il blog ufficiale di Drag me to Hell è anche su Twitter!

Nelle prossime settimane utilizzeremo il noto sistema di microblogging per fornirvi tutti gli ultimi aggiornamenti dal blog e non solo: link a materiale interessante legato al film di Sam Raimi, alle migliori recensioni del film e ad altro ancora!

Se già non l’avete fatto, seguite Drag Me to Hell su Twitter!

Intervista a Alison Lohman – seconda parte

Prosegue e si conclude l’intervista con Alison Lohman. Chi si fosse perso la prima puntata, può recuperarla qui.

alisonlohman2Come e’ stato girare le scene d’azione piene di effetti speciali?
Per girare la scena della colluttazione in macchina ci sono volute circa due settimane. Era tutto molto ben coreografato, studiato nel dettaglio, il coordinamento dei nostri movimenti con quelli della macchina da presa. In particolare è necessario essere precisi e allo stesso tempo far sembrare tutto caotico, frenetico e il più spontaneo possibile, come quando faccio saltare la dentiera della signora Ganush sul sedile anteriore.

Incantevole!!!
Lo so… Sono momenti interessanti, momenti tipici del cinema di Sam Raimi, con questa donna anziana, Lorna Raver, che ti rosicchia il mento e ti sbava sulla faccia.

Come e’ stato?
Assurdo, pazzesco! Non gli credevo. Non volevo credergli quando mi raccontava le cose che aveva in mente. In effetti, quando leggi la sceneggiatura, c’è tutto descritto dentro: “lei le succhia il collo”. E io pensavo ‘Oh, sì, d’accordo, sta solo rendendo più fiorita una scena da leggere’. No, lui intendeva proprio succhiare il collo. Non avevo idea che l’avrebbe fatto sul serio fino a quando non abbiamo girato (ride). Sì, ci sono stati dei momenti assurdi. Sam ha coreografato l’intera cosa. Ma noi dovevamo renderla più naturale possibile. Prosegui la lettura…