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	<title>Drag Me To Hell - il blog italiano &#187; alison lohman</title>
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	<description>Il blog italiano di Drag Me To Hell, un film di Sam Raimi</description>
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		<title>Interviste ad Alison Lohman e Justin Long</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 08:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il canale ReelzChannel ha svolto diverse interviste con i protagonisti di Drag Me To Hell e oggi vi proponiamo un filmato a questo riguardo qui sotto. Justin Long dice di aver sempre sostenuto il personaggio della Lohman, anche se rimaneva scettico. Comunque, era molto facile lavorare con lei, perché in effetti l&#8217;unico lavoro che doveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-117" title="alisonlohman1" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/alisonlohman1.jpg" alt="alisonlohman1" width="90" height="135" />Il canale ReelzChannel ha svolto diverse interviste con i protagonisti di <em><strong>Drag Me To Hell </strong></em>e oggi vi proponiamo un filmato a questo riguardo qui sotto. <strong>Justin Long</strong> dice di aver sempre sostenuto il personaggio della Lohman, anche se rimaneva scettico. Comunque, era molto facile lavorare con lei, perché in effetti l&#8217;unico lavoro che doveva svolgere era instaurare una sintonia con la Lohman.</p>
<p><strong>Alison Lohman</strong> invece sostiene di aver avuto un gran bisogno di Justin Long, che è riuscito a farla ridere. Inoltre, ha detto a <strong>Lorna Raver</strong> di arrivare al limite e di strangolarla nelle scene che hanno girato insieme, per aumentare la dose di realismo della pellicola.</p>
<p>Proprio Lorna Raver rivela che sia lei che la <strong>Lohman</strong> volevano eseguire personalmente la maggior parte delle loro scene. Sam diceva cosa sarebbe dovuto succedere e c&#8217;erano anche i responsabili degli stunt, che consigliavano lei e Alison come rendere migliori le cose e magari anche più cattive. Infine, <strong>Sam Raimi</strong> ironicamente, parlando della Lohman, dice che ha sofferto molto, visto che è stata picchiata, colpita e tante altre cose. Insomma, non devono essere state delle riprese semplici per l&#8217;attrice protagonista&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <center> <object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HB7L21-oGPI&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HB7L21-oGPI&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Drag Me To Hell &#8211; La visita al set</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 07:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti dove fosse finito il regista, produttore e attore Sam Raimi dopo la straordinaria tripletta di successo di Spider-Man?
Dopo sette anni trascorsi a mettere a punto la trilogia, il regista de La casa 2 si sentiva pronto per un cambiamento. Nonostante l’amore per il fumetto, Raimi era pronto a tornare alle sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi siete mai chiesti dove fosse finito il regista, produttore e attore <strong>Sam Raimi</strong> dopo la straordinaria tripletta di successo di <em>Spider-Man</em>?</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-177" title="samraimi3" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/samraimi3.jpg" alt="samraimi3" width="88" height="118" />Dopo sette anni trascorsi a mettere a punto la trilogia, il regista de <em>La casa 2 </em>si sentiva pronto per un cambiamento. Nonostante l’amore per il fumetto, <strong>Raimi</strong> era pronto a tornare alle sue radici: l’horror e il thriller.</p>
<p>L’ultimo progetto di Raimi, <em><strong>Drag Me To Hell</strong>, </em>è stato scritto insieme a suo fratello, Ivan Raimi.</p>
<p>“Mentre stavamo scrivendo <em><strong>Darkman</strong> </em>nel 1989, io e mio fratello decidemmo di scrivere anche un breve racconto horror, che abbiamo poi trasformato, allungandolo, in <em>Drag Me To Hell</em> a metà degli anni ‘90”, dice Raimi. “All’epoca eravamo entrambi molto impegnati in altri progetti e non avevamo la possibilità di continuare a lavorarci su. Poi sono arrivati i film di <strong><em>Spider-Man</em></strong>, ed è stato solo quando ho completato la serie che mi sono reso conto che volevo tornare a girare un thriller”.<span id="more-200"></span></p>
<p>Secondo il produttore <strong>Grant Curtis</strong>, il film non avrebbe potuto essere realizzato senza Raimi. “La gente è molto eccitata all’idea che Sam torni a lavorare ai film di genere. <em>Drag Me to Hell </em>segna il suo ritorno all’horror”.</p>
<p>La storia, ambientata a Los Angele<em>s, </em>è incentrata su Christine Brown, interpretata dall’attrice di talento <strong>Alison Lohman</strong> (<em>White Oleander – Oleandro bianco,</em> <em>Il genio della truffa</em>). Christine è una ventenne ingenua e dal cuore tenero, che lavora come funzionario di banca addetta ai prestiti. Dopo essere stata accusata dal suo superiore di comportarsi in modo troppo “tenero”, decide di dimostrare, sia al suo capo che al suo fidanzato (<strong>Justin Long</strong>), di riuscire ad essere più dura negli affari. Nega perciò un prestito ad una strana e anziana donna, la signora Ganush (Lorna Raver), che resta terribilmente sconvolta dalla decisione. A totale insaputa di Christine, la signora Ganush ha il potere di parlare con i demoni, in particolare con Lamia, un diavolo malvagio, che renderà la vita di Christine letteralmente un <em>inferno</em>.</p>
<p>“Ho visto pochissimi film horror” racconta <strong>Alison Lohman</strong>. “Di norma non prenderei in considerazione l’ipotesi di lavorare in un film di questo genere, ma mi piace moltissimo il lavoro di Sam Raimi e, dopo aver letto il copione, questo mi è sembrato diverso. Il personaggio di Christine è quello di una brava ragazza che cerca di aiutare tutti ma che, ad un certo punto, decide di andare contro la sua stessa natura, e tutto quello che le succederà da quel momento in poi sarà una conseguenza di questa decisione. Il che ci insegna qualcosa, ed è un modo interessante per dare spessore al personaggio”.</p>
<p>L’exploit della Lohman nel film di Ridley Scott <em><strong>Il genio della truffa</strong>,</em> in cui l’allora ventiquattrenne attrice interpretava la complicata figlia quattordicenne di Nicolas Cage, è stato ciò che ha convinto Raimi del fatto che sarebbe stata perfetta nel ruolo della giovane Christine impegnata a combattere contro i demoni.</p>
<p>Fortunatamente è riuscita a sottrarsi alla nota mania del regista di ‘torturare’ i suoi attori protagonisti sul set, come ha fatto con Bruce Campbell in <strong><em>La casa 2</em></strong>. Secondo il supervisore agli effetti speciali Gregory Nicotero, “Sam è molto protettivo con Alison sul set e si assicura sempre che stia bene tra un ciak e l’altro”.</p>
<p>Dileep Rao (Rham Jas), che nel film è un veggente che aiuta la nostra eroina a combattere il demone, descrive Raimi come un regista collaborativo, in grado di mantenere un’atmosfera molto rilassata sul set, e che non esita ad aiutare gli attori durante le riprese.</p>
<p><strong>Adriana Barraza</strong> (Shaun San Dena), candidata ad un Oscar® per la sua performance nell’apprezzato film di Alejandro Gonzalez Innaritu <em>Babel, </em>interpreta una sensitiva eccentrica che cerca di aiutare Christine a liberarsi della maledizione. Barazz afferma che Raimi cerca la verità nel suo personaggio, e che lei si è pienamente immedesimata in quello che lui aveva in mente per la parte. Grande fan della trilogia de <strong><em>La casa</em></strong>, conosceva il lavoro di Raimi ed è un’amante del genere horror.</p>
<p>“Adoro i film e la letteratura horror”, spiega Adriana. “Perciò è stata una grande opportunità per me quella di divertirmi facendo un genere che ho sempre amato. Sono molto grata a Sam. Quando lavori con lui, cominci a credere a cose immaginarie: è un divertimento straordinario”.</p>
<p>Questo giovedì, sul set di <strong><em>Drag Me To Hell</em> </strong>alla Twentieth Century Fox di Los Angeles, l’atmosfera è rilassata ma sono tutti molto indaffarati. A sole due settimane dalla fine della produzione, ogni istante è prezioso, ma Raimi riesce a mantenere sul set un’atmosfera tranquilla.</p>
<p>In mezzo alla troupe c’è lo scenografo <strong>Steve Saklad</strong>. La scena di oggi, una seduta a casa di Shaun San Dena si dimostra essere una delle riprese più complicate per il reparto scene. Nella scena Shaun convoca Lamia per annullare la maledizione su Christine. Prima che venga convocato il demonio, un numero crescente di fantasmi cerca di entrare da una porta aperta. Un elettricista commenta “Questo è uno dei set più imponenti mai costruiti in questo posto”. Il complimento rende felice Steve. Spiega come ha cercato di mostrare le peculiarità del personaggio attraverso il suo palazzo moresco.</p>
<p>“Ci piace molto quella parte del mondo perché unisce Europa occidentale e orientale. Perciò abbiamo messo mobili francesi barocchi accanto a finestre moresche a mezzaluna e vetrate a mosaico. C’è un’enorme stella moresca al centro del pavimento che, nelle inquadrature dall’alto, sembra una serie di sprazzi di sole dalla forma geometrica. La stanza ha un’atmosfera molto bizzarra e particolare”.</p>
<p>A Raimi piace lavorare in un ambiente familiare e molti dei membri della troupe di <em>Drag Me To Hell</em> hanno già lavorato con lui nella trilogia de <em>La casa</em>. Il supervisore agli effetti speciali per il make up, <strong>Greg Nicotero</strong>, e il direttore della fotografia Peter Deming fanno parte della sua squadra dagli anni ‘80.</p>
<p>Secondo Nicotero “la cosa bella di Sam è che gli piacciono molto gli effetti speciali tradizionali. Essendo uno che ha diretto praticamente tutto, da <em>Darkman </em>a <em>Soldi sporchi </em>fino ai film di <em>Spider-Man</em>, sa veramente come utilizzare nei suoi film con ogni singola tecnica a disposizione”.</p>
<p>Raimi aggiunge “Quando lavoro con Greg e Peter, è come se il tempo non fosse trascorso. Abbiamo a disposizione dalla produzione un tempo limitato e tutto procede così rapidamente che bisogna andare dritti al punto. Ci basta fare una chiacchierata di poche ore, una volta a settimana. Avendo fatto tanti film insieme ci capiamo benissimo”.</p>
<p>Nicotero è sempre contento di unirsi al suo amico sul set. “Il senso dell’umorismo di Sam e i suoi riferimenti sono rimasti gli stessi: fondamentalmente sta facendo ancora una volta un omaggio a Larry, Moe e Curly, i <em>Tre Marmittoni</em> (<strong><em>The Three Stooges</em></strong>)”. (Il riferimento più importante per Raimi quando ha cominciato, girando film comici).</p>
<p>“La giusta combinazione di umorismo e di horror è ciò che sta a cuore a Sam, che è pronto a portare fino al limite estremo le gag, sapendo cosa piacerà al suo pubblico” aggiunge Nicotero.</p>
<p>L’ironia è un elemento sempre presente nei film di <strong>Raimi</strong>, il quale pensa che purtroppo non ce ne sia più molta nei film horror dei nostri giorni. Tornando all’horror dopo un’assenza durata sedici anni, è ancora consapevole che bisogna spaventare il pubblico, facendolo però divertire allo stesso tempo. “Buffe case horror, spaventi, sequenze piene di suspense e qualche risata qua e là” dice Raimi!</p>
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		<title>Intervista a Justin Long &#8211; Prima parte</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 08:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel nuovo film horror di Sam Raimi, Drag Me To Hell, Justin Long interpreta Clay Dalton, un professore le cui convinzioni scientifiche vengono messe a dura prova quando la sua ragazza, Christine Brown (Alison Lohman), viene colpita da una terribile maledizione che trasforma la sua vita in un incubo. Long, protagonista di film molto popolari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nuovo film horror di Sam Raimi, <strong><em>Drag Me To Hell</em></strong>, Justin Long interpreta Clay Dalton, un professore le cui convinzioni scientifiche vengono messe a dura prova quando la sua ragazza, Christine Brown (Alison Lohman), viene colpita da una terribile maledizione che trasforma la sua vita in un incubo. Long, protagonista di film molto popolari come <em>Die Hard – Vivere o morire</em>, <em>Ti odio, ti lascio, ti…, Palle al balzo &#8211; Dodgeball</em> e <em>La verità è che non gli piaci abbastanza</em>, non è comunque nuovo ai film horror, avendo dato inizio alla sua carriera nel 2001 con il film di Victor Salva <em>Jeepers Creepers – Il canto del diavolo</em>.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-150" title="justinlong" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/justinlong.jpg" alt="justinlong" width="84" height="130" />Come sei entrato a far parte del cast di <em>Drag Me To Hell</em>?</strong><br />
In realtà con una semplice telefonata. Essendo un vero cultore di <strong>Sam Raimi</strong>, ero sorpreso di non aver sentito parlare del film prima di quella telefonata. E’ successo prima che cominciassero a circolare voci o indiscrezioni sul fatto che stesse preparando un film horror. Ero in vacanza quando mi è arrivata una telefonata dei miei agenti: “Sam Raimi vuole incontrarti”. Ho risposto “Parto subito. Prendo il primo aereo in partenza da qui”. Anche prima di leggere la sceneggiatura, gli ho detto che avrei fatto qualsiasi cosa per essere in uno dei suoi film. Lo pensavo davvero e lo penso ancora. Fortunatamente c’era davvero una parte per me. Mi sentivo molto onorato del fatto che volesse lavorare con me, visto che secondo me lui avrebbe potuto ottenere chiunque.<span id="more-148"></span></p>
<p><strong>Eri davvero fan di Sam Raimi?<br />
</strong>Un fan sfegatato. <em>La casa </em>mi è piaciuto da pazzi. Sono cresciuto guardando quei film: <em>Darkman</em>, <em>Soldi sporchi</em>, <em>The Gift</em>; lui è l’autore di alcuni dei miei film preferiti ed è sempre stato eccezionale con gli attori. Mi sentivo onorato e molto eccitato. Non c’era da pensarci. Ed era un <strong>horror</strong>, un genere che adoro.</p>
<p><strong>Avevi già qualche esperienza in film horror?<br />
</strong>Ho lavorato in <strong><em>Jeepers Creepers</em></strong>. Ma è stato un sacco di tempo fa. Da allora ho sempre desiderato farne uno, e non è che non ci abbia provato. Ho fatto provini per tutti – <em>Halloween 12</em>, o qualsiasi cosa fosse – con tutti provavo a fare il mio nome. E poi ho cominciato a lavorare in un altro tipo di film, e gli horror che hanno cominciato a circolare dopo erano tutti del genere macabro e truculento e non mi interessavano. Sono sempre divertenti da guardare. Mi piace andare al cinema, magari per un appuntamento galante un po’ divertente, a vedere un buon vecchio slasher, ma questo è una cosa diversa. Sai, i film di Sam sono molto più creativi, unici e ricchi di stile.</p>
<p><strong>Com’e’ stato lavorare con Sam Raimi?<br />
</strong>Il modo in cui tratta le persone e il rispetto che ha per il lavoro è qualcosa che non avevo mai visto prima. Mi ha colpito l’amore con il quale fa le cose, in un modo divertente, convinto e quasi infantile. Ha un entusiasmo infantile, come quello di un bambino che gioca nel recinto della sabbia. Ed è contagioso. Tutti si sono sentiti sempre coinvolti e nessuno si è mai lamentato, qualsiasi ora fosse. Non si tratta solo del fatto che ami i film di <strong>Sam</strong>, e che poi cominci a volergli bene, come persona e per la sua energia. Ovviamente, non c’è modo di insegnare questa cosa. O ce l’hai o non ce l’hai. Ma vederlo è stato entusiasmante, considerato quanto ha già fatto e la sua posizione nell’industria. E’ ancora umile e ha una vera passione per la collaborazione. Non è mai ‘si fa a modo mio e basta’.</p>
<p><strong>Mi sembra che per il tuo personaggio tu ti sia ispirato a tuo padre&#8230;<br />
</strong>Mio padre è un professore di filosofia, il tipico accademico: porta la barba, è impassibile, fuma la pipa, insomma è esattamente come lo immagineresti. Ha anche tutte quelle stranezze e quelle affettazioni che ho sempre pensato essere proprie degli intellettuali eruditi che per vivere e mangiare devono pensare. Volevo essere sicuro che questo trasparisse dal personaggio. Ho anche rivisto <em>Cane di paglia</em>: in quel film il rapporto tra <strong>Dustin Hoffman</strong> e Susan George ha una dinamica in un certo senso analoga. Lei viene da un paesino e ha un’istruzione più formale, e questo scatena una dinamica straordinariamente potente. Ho anche frequentato corsi di psicologia e ho intervistato un professore di psicologia, solo per avere un po’ di comprensione in merito. Avevo poche scene in cui effettivamente insegnavo la materia. Ho aiutato Sam a scriverle per assicurarmi che fossero autentiche. E al montaggio finale…tutte sparite! Non era roba per un horror divertente!</p>
<p><strong>Non sembri infastidito all’idea di avere un ruolo di secondo piano…<br />
</strong>Normalmente lo sarei, ma in questo caso mi sentivo talmente coinvolto dal film che la cosa aveva perfettamente senso. Ovviamente, essendo un attore, e per questo narcisista, ero interessato a vedere il mio lavoro sullo schermo, vista la fatica fatta! Ma come uno del pubblico? Da spettatore, però, non voglio vedere me, voglio vedere Alison nei guai e alle prese con cose assurde. E’ il film di <strong>Alison</strong>. E’ lei al centro della storia!</p>
<p>Fine pèrima parte &#8211; La seconda uscirà venerdì 4 settembre</p>
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		<title>Intervista a Alison Lohman &#8211; seconda parte</title>
		<link>http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-a-alison-lohman-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 07:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prosegue e si conclude l&#8217;intervista con Alison Lohman. Chi si fosse perso la prima puntata, può recuperarla qui.
Come e’ stato girare le scene d’azione piene di effetti speciali?
Per girare la scena della colluttazione in macchina ci sono volute circa due settimane. Era tutto molto ben coreografato, studiato nel dettaglio, il coordinamento dei nostri movimenti con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue e si conclude l&#8217;intervista con <strong>Alison Lohman</strong>. Chi si fosse perso la prima puntata, può recuperarla <a href="http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-a-alison-lohman-prima-parte/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-120" title="alisonlohman2" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/alisonlohman2.jpg" alt="alisonlohman2" width="101" height="126" />Come e’ stato girare le scene d’azione piene di effetti speciali?<br />
</strong>Per girare la scena della colluttazione in macchina ci sono volute circa due settimane. Era tutto molto ben coreografato, studiato nel dettaglio, il coordinamento dei nostri movimenti con quelli della macchina da presa. In particolare è necessario essere precisi e allo stesso tempo far sembrare tutto caotico, frenetico e il più spontaneo possibile, come quando faccio saltare la dentiera della signora <strong>Ganush</strong> sul sedile anteriore.</p>
<p><strong>Incantevole!!!<br />
</strong>Lo so… Sono momenti interessanti, momenti tipici del cinema di <strong>Sam Raimi</strong>, con questa donna anziana, Lorna Raver, che ti rosicchia il mento e ti sbava sulla faccia.</p>
<p><strong>Come e’ stato?<br />
</strong>Assurdo, pazzesco! Non gli credevo. Non volevo credergli quando mi raccontava le cose che aveva in mente. In effetti, quando leggi la sceneggiatura, c’è tutto descritto dentro: “lei le <strong>succhia il collo</strong>”. E io pensavo ‘Oh, sì, d’accordo, sta solo rendendo più fiorita una scena da leggere’. No, lui intendeva proprio succhiare il collo. Non avevo idea che l’avrebbe fatto sul serio fino a quando non abbiamo girato (ride). Sì, ci sono stati dei momenti assurdi. Sam ha coreografato l’intera cosa. Ma noi dovevamo renderla più naturale possibile.<span id="more-116"></span></p>
<p><strong>Come e’ stato quando hai incontrato per la prima volta la tua collega e rivale sullo schermo, Lorna Raver, tutta truccata?<br />
</strong>L’avevo conosciuta prima, ed è molto dolce. Ma devo confessare che è stato difficile per me distinguere <strong>Lorna</strong> e la signora Ganush durante la lavorazione. Quando ci incontravamo per caso andando verso le roulotte o in giro, era difficile <em>non</em> avere paura di lei. E’ brava. E’ una brava attrice. Ha suscitato in me moltissime emozioni.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Qual e’ stata la sfida piu’ difficile per te?<br />
</strong>Il sonno. Non ho mai dormito durante il film. Ci vuole tantissima energia per mantenere alto il livello di adrenalina girando scene in cui sei sempre spaventata e ti batti per restare viva. Così anche io ho cercato di sopravvivere al film, come il mio personaggio ha cercato di sopravvivere al demone!! Tornavo a casa e non sapevo come fare ad uscirne. Ma, sai, impari qualche piccolo <strong>stratagemma</strong>: spesso basta una lunga passeggiata, a volte funziona la tequila!. E’ stato un film difficile, davvero. Niente di ciò che ho vissuto nella mia vita si avvicina neanche lontanamente a questo. Per la maggior parte del tempo mi sentivo a pezzi. Dopo mi è anche venuto l’herpes. La sola cosa che mi ha permesso di non crollare è stato Sam. Non solo spingendomi e costringendomi ad andare avanti , ma anche perché mi ha ispirata. Anche se mi ha torturata per tutto il film, è un vero gentiluomo. Cioè, è davvero una contraddizione. Riesce ad essere dolce e gentile e l’attimo dopo ti fa letteralmente volare sul soffitto!</p>
<p><strong>Hai avuto una controfigura?<br />
</strong>Credo ci siano un paio di parti in cui c’è uno stunt al posto mio, ma per la maggior parte ho fatto tutto da sola. Sono proprio io quella che vola attraverso la stanza. E sono stata io a volerlo. Così, per essere giusti, non è stata solo colpa di <strong>Sam</strong>.</p>
<p><strong>Cosa ti ha sorpreso di piu’ di questa esperienza?<br />
</strong>Il fatto di essermi divertita. Pensavo che alla fine avrei detto ‘<em>Oh, è stato un incubo. Non farò mai più una cosa del genere. Perché diavolo l’ho fatto?</em>’ Ma adesso, ripensandoci, posso dire tranquillamente che mi sono divertita un sacco… mentre venivo torturata!</p>
<p><strong>Credi in cose come le maledizioni? Sei superstiziosa?<br />
</strong>No, non esattamente. Anche se qualche volta lo sono. Oggi, in effetti, sono entrata nella mia camera da letto e ho avuto la strana sensazione che ci fosse qualcuno lì che mi osservava. Normalmente non ho queste sensazioni. Forse ha a che fare con il fatto che sto girando questo film (ride). E questo non significa essere <strong>superstiziosi </strong>(ride).</p>
<p><strong>Cosa speri per <em>Drag Me To Hell</em>?<br />
</strong>Ovviamente spero che vada bene. Ma i miei desideri sono già stati esauditi. Sono molto soddisfatta dell’interpretazione, e del film nel suo insieme, e di quello che ha fatto <strong>Sam</strong>. Spero solo che alla gente piaccia quanto è piaciuto a me.</p>
<p><strong>Faresti un altro horror?<br />
</strong>Non lo so. Credo che richieda troppa energia. Davvero. Ma mi piacerebbe molto lavorare in un altro film di <strong>Sam Raimi</strong>. Questo lo farei immediatamente.</p>
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		<title>Intervista a Alison Lohman &#8211; prima parte</title>
		<link>http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-a-alison-lohman-prima-parte/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 07:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[alison lohman]]></category>

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		<description><![CDATA[In Drag Me To Hell, Alison Lohman interpreta Christine Brown, una giovane donna il cui mondo idilliaco si trasforma in un inferno quando le viene lanciata contro una terribile maledizione.
Attrice fin dall’età di nove anni, la Lohman si è fatta notare per la prima volta a Hollywood nel 2002 nel film drammatico White Oleander – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-117" title="alisonlohman1" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/alisonlohman1.jpg" alt="alisonlohman1" width="90" height="135" />In <em>Drag Me To Hell</em>, <strong>Alison Lohman</strong> interpreta Christine Brown, una giovane donna il cui mondo idilliaco si trasforma in un inferno quando le viene lanciata contro una terribile maledizione.</p>
<p>Attrice fin dall’età di nove anni, la Lohman si è fatta notare per la prima volta a Hollywood nel 2002 nel film drammatico <em>White Oleander – Oleandro bianco</em>, al fianco di Michelle Pfeiffer, Renée Zellweger e Robin Wright Penn. Ha proseguito interpretando <em>Il genio della truffa</em> con Nicolas Cage; <em>Big Fish</em>, diretto da Tim Burton; <em>Noi due sconosciuti</em>, con Halle Berry, e <em>La leggenda di Beowulf</em>, del regista Robert Zemeckis.</p>
<p><strong><em>Drag Me To Hell</em> è un punto di partenza per te: il tuo primo horror. cosa ti ha affascinato di questo ruolo?<br />
Sam Raimi</strong>. Mi ricordo la prima volta che ne ho parlato con lui al telefono. Penso che la conversazione sia durata tre ore, forse di più. Parlava di ogni dettaglio, come un bambino che racconta una storia accanto a un fuoco da campo, e mi sono resa conto che dovevo fare questo film con lui. Il fatto è che non sono un’appassionata di horror. Ci vuole molto per spaventarmi. Prima di parlare con Sam, non avrei mai pensato che potesse andar bene per me. Non pensavo che fosse nelle mie corde, come pure qualsiasi altro film horror. Fortunatamente ho capito cosa rende i migliori film horror dei buoni film e cosa rende Sam tanto speciale. Se hai personaggi e situazioni abbastanza interessanti da coinvolgere il pubblico a prescindere dalla parte horror, allora realizzi un grande film. Sfortunatamente, un sacco di film horror che ho visto di recente non hanno queste caratteristiche, motivo per cui all’inizio non ero interessata. Ho sempre avuto la sensazione che in un certo senso i personaggi di quei film fossero sempre in attesa della parte <strong>horror</strong>, dell’arrivo dei momenti di paura.</p>
<p><strong>Cosa ti ha insegnato Sam Raimi sui film horror?<br />
</strong>Per lui non è mai solo questione di horror. Qualche volta ci sono dei momenti che fanno paura, ma i protagonisti sono più importanti. In <strong><em>Drag Me To Hell</em></strong>, si è impegnato molto su Christine, sui suoi rapporti, e con delle scene molto reali nelle quali possiamo identificarci. Quando arriva il momento in cui lei deve affrontare il demonio, sei lì al suo fianco. L’horror, in un certo senso, è solo la ciliegina sulla torta. Entri con lui in un mondo diverso, che è talmente concreto e ricco di dettagli che ti senti a tuo agio. E ti fidi mentre affronti questa avventura.</p>
<p><strong>Come ti sei preparata per il film?<br />
</strong>Ho avuto degli incontri con Sam per farmi un’idea di quello che pensava del personaggio. Ho anche incontrato un funzionario addetto ai prestiti, che è quello che interpreto sullo schermo. Non sapevo niente di banche e sono un disastro con i numeri, perciò avevo bisogno di farmi un’idea di come fosse quel tipo di vita e la gente che vive così nella realtà. Sono anche uscita un po’ con <strong>Justin Long</strong>, che interpreta il mio fidanzato, giusto per conoscerci meglio, per dare spessore al nostro rapporto sullo schermo. E poi, ovviamente, ho guardato i classici dell’horror tutti i giorni, concentrandomi sui momenti clou. Qualsiasi film stessi guardando, facevo attenzione al ritmo e all’andamento. Cioè, mi sedevo lì, spegnevo le luci e guardavo film come <strong><em>Shining</em></strong>. Altre volte, guardavo solo delle clip dei film per trovare l’ispirazione giusta per quello che avrei dovuto fare.</p>
<p><strong>Avevi già visto i film horror di Sam?<br />
</strong>No, gli horror no. Perciò mi sono guardata tutta la serie de <strong><em>La casa</em> </strong>e <em>L’armata delle tenebre</em>. Avevo già visto <em>Soldi sporchi</em> e <em>The Gift</em>, che mi erano piaciuti. Cioè, mi è sempre piaciuto il lavoro di Sam, specialmente i film di <strong><em>Spider-Man</em></strong>. In tutti traspare la sua personalità. Ha un senso dell’umorismo molto particolare e asciutto. E quell’umorismo che si vede nei film è anche quello del suo carattere.</p>
<p><strong>Come e’ stato lavorare con Sam?<br />
</strong>Meraviglioso. Abbiamo fatto moltissime prove, ripassando le scene, discutendone e scherzandoci su, cosa che è stata di grande aiuto. Sam è bravo in queste cose, è molto collaborativo e aperto nei confronti degli attori in modo che si sentano coinvolti. Ti fa venire voglia di dare di più, proprio perché è così ben disposto. Questo mi piace di lui. E’ raro trovarlo in un regista.</p>
<p>Fine della prima parte &#8211; La seconda e ultima parte dell&#8217;intervista con <strong>Alison Lohman </strong>uscirà giovedì 27 agosto</p>
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