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	<title>Drag Me To Hell - il blog italiano &#187; bulimia</title>
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	<description>Il blog italiano di Drag Me To Hell, un film di Sam Raimi</description>
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		<title>Drag Me to Hell: un film sui disturbi alimentari?</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 10:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ash Williams</dc:creator>
				<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[bulimia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[teorie]]></category>

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		<description><![CDATA[A molti di voi Drag Me to Hell è piaciuto tantissimo. Una delle qualità maggiori del film di Sam Raimi è la raffinatezza con cui il regista è capace di costruire personaggi a tutto tondo e affrontare tematiche di un certo tipo pur realizzando un film horror estremamente divertente e di grande intrattenimento.
Personaggi così approfonditi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A molti di voi <strong>Drag Me to Hell</strong> è piaciuto tantissimo. Una delle qualità maggiori del film di <strong>Sam Raimi</strong> è la raffinatezza con cui il regista è capace di <strong>costruire personaggi</strong> a tutto tondo e affrontare tematiche di un certo tipo pur realizzando un film <strong>horror</strong> estremamente divertente e di grande <strong>intrattenimento</strong>.</p>
<p>Personaggi così approfonditi da far sì che in rete (in particolare su <a href="http://www.imdb.com/title/tt1127180/board/nest/139721787?p=1" target="_blank">IMDB</a>) circolino <strong>teorie</strong> sulla vera storia che potrebbe celarsi dietro al film, una storia di <strong>disagio alimentare</strong>. <strong>Drag Me to Hell</strong> potrebbe essere visto infatti come un film sulla <strong>bulimia</strong>, dove una ragazza si pone <strong>freni</strong> <strong>psicologici</strong> così forti da avere <strong>allucinazioni</strong> e, alla fine, <strong>impazzire letteralmente</strong>. Attenzione agli spoiler che seguono dopo il salto&#8230;</p>
<p><span id="more-213"></span>Christine Brown, la protagonista interpretata da <strong>Alison Lohman</strong>, ammette durante il film di avere dei problemi famigliari non indifferenti: la madre è vittima di una dipendenza, e in una scena scopriamo che Christine, da piccola, ha sofferto di un disturbo alimentare. In una foto vediamo la protagonista da piccola davanti a una scritta: &#8220;Regina dei Maiali&#8221;. La motivazione di Christine, quindi, potrebbe essere quella di non cedere alla dipendenza da cibo come sua madre, tanto che durante il film la vediamo mentre, con piccoli ma significativi gesti, &#8220;rinnega&#8221; le sue origini: ad esempio, in una delle scene iniziali la vediamo ascoltare un nastro sulla corretta dizione, nel tentativo di correggere il suo accento tipicamente del sud degli Stati Uniti: non vuole più essere &#8220;la ragazza di campagna&#8221;, vuole fare carriera.</p>
<p>Nel film Christine si tiene sempre alla larga dal <strong>cibo</strong>, e la fame (secondo questa &#8216;teoria&#8217;) potrebbe causarle delle <strong>allucinazioni</strong>, che si manifestano sotto forma del <strong>demone</strong>. Tutta la persecuzione soprannaturale, quindi, sarebbe irreale, e persino l&#8217;esorcismo sarebbe un parto della sua mente (tanto che al suo fidanzato non è permesso parteciparvi). Da notare che ogni volta che vediamo del cibo nel film, Christine viene attaccata dal demone, ogni volta mentre si trova in <strong>cucina</strong>. Alcune ombre rivelano lo spirito con zoccoli da maiale. La stessa vecchia signora è raffigurata come un insieme di simboli legati alla bulimia e all&#8217;ansia: non ha denti, mangia e ruba le caramelle. Al suo funerale tutti <strong>mangiano</strong> e <strong>bevono</strong> in maniera quasi forsennata. In una scena da incubo, la donna vomita sulla ragazza, e poi le spinge il braccio in gola forzandola a ingoiarlo.</p>
<p>Ancora più incredibilmente, nella scena in cui Christine si trova a cena dai genitori del ragazzo, quando mangia la <strong>torta</strong> (l&#8217;unico momento nel film dove la ragazza mangia qualcosa) trova al suo interno un&#8230; occhio accusatore.</p>
<p>Insomma, una teoria affascinante. Forse Raimi non voleva dire questo con il suo film, o forse ha seppellito al suo interno tutta questa serie di dettagli per costruire <strong>motivazioni plausibili</strong> per i suoi personaggi e realizzare un film veramente coinvolgente. La risposta di chi lo ha visto, comunque, sembra <strong>dargli ragione</strong>&#8230;</p>
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	<h3>Drag me to Hell</h3>

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