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	<title>Drag Me To Hell - il blog italiano &#187; horror</title>
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	<description>Il blog italiano di Drag Me To Hell, un film di Sam Raimi</description>
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		<title>Drag Me to Hell vicino al milione in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 13:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ash Williams</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo weekend italiano per Drag Me to Hell: il film di Sam Raimi scende in ottava posizione e realizza altri 249.105: un calo del 40% rispetto al weekend d&#8217;apertura. In Italia l&#8217;horror sfiora il milione complessivo (950mila euro) dopo dieci giorni.
E&#8217; proprio grazie all&#8217;Italia che il film conclude la sua corsa, iniziata a maggio con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo weekend italiano per <em><strong>Drag Me to Hell</strong></em>: il film di <strong>Sam Raimi</strong> scende in ottava posizione e realizza altri 249.105: un calo del 40% rispetto al weekend d&#8217;apertura. In Italia l&#8217;<strong>horror</strong> sfiora il milione complessivo (950mila euro) dopo dieci giorni.</p>
<p>E&#8217; proprio grazie all&#8217;Italia che il film conclude la sua corsa, iniziata a maggio con l&#8217;uscita americana. Costato solo <strong>30 milioni</strong> di dollari, ne ha incassati in tutto il Mondo ben 80,4: un vero successo, lontano dalle centinaia di milioni di dollari incassati da altre mega-produzioni di Raimi (come <em><strong>Spider-Man</strong></em>), che tuttavia hanno lo svantaggio di un budget colossale. <strong>80 milioni</strong> sono parecchi per un horror, soprattutto per un regista come Raimi i cui film dell&#8217;orrore sono dei cult soprattutto in home video&#8230;</p>
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		<title>Sei ragioni per cui più film horror dovrebbero essere come Drag Me to Hell</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 08:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ash Williams</dc:creator>
				<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[drag me to hell]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blog Film Roster è tra quelli che più hanno apprezzato Drag Me to Hell, il film di Sam Raimi nei cinema italiani dall&#8217;11 settembre, e per sostenere la pellicola ha pubblicato una curiosa classifica intitolata &#8220;Sei Ragioni per cui più film horror dovrebbero essere come Drag Me to Hell&#8221;.
&#8220;Perché i cinema vengono invasi ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il blog <a href="http://www.filmroster.com/2009/06/6-reasons-more-horror-movies-should-be-like-drag-me-to-hell/">Film Roster</a> è tra quelli che più hanno apprezzato <strong>Drag Me to Hell</strong>, il film di <strong>Sam Raimi</strong> nei cinema italiani dall&#8217;11 settembre, e per sostenere la pellicola ha pubblicato una curiosa classifica intitolata &#8220;Sei Ragioni per cui più film horror dovrebbero essere come Drag Me to Hell&#8221;.</p>
<p>&#8220;Perché i cinema vengono invasi ogni settimana da questi noiosi, generici e immobili film horror? E&#8217; colpa mia? Ho fatto qualcosa per causare questa scia di mediocricità cinematografica? (&#8230;) Gli studios non ascoltano quando diciamo le nostre opinioni, e quando si tratta di un film horror non guardano le recensioni, non hanno interesse a leggere sui blog le opinioni di chi si lamenta dell&#8217;ennesimo terribile remake. Gli studios ascoltano solo il suono del potente dollaro. Nel caso del brillante film di Sam Raimi, il regista ci ha dato un megafono. Il problema è: lo useremo?&#8221;: così esordisce il blogger, che prosegue con le sei ragioni di cui sopra:</p>
<ol>
<li><strong>Non è prodotto da Michael Bay</strong><br />
Un mucchio di film horror recenti (non staremo a fare l&#8217;elenco) sono prodotti dal grande regista, ma in realtà figura solo il suo nome, perché a livello creativo non ha nulla a che fare con queste pellicole. Nel caso di Drag Me To Hell, invece, abbiamo un regista di alto livello che è nato con il genere horror nel sangue.</li>
<li><strong>Lo sviluppo dei personaggi</strong><br />
Quando si va a vedere un film horror, la prima cosa che deve funzionare è il coinvolgimento con i personaggi. Il più delle volte i personaggi dei film horror corrono o muoiono, alternando dialoghi cliché a stereotipi vari: la ragazza volgare, il nerd, l&#8217;amabile perdente, la bella ragazza straniera: sono tutti personaggi pronti per essere uccisi. Un regista come Sam Raimi sa molto bene come spaventare qualcuno, così può trasformare le vittime stereotipate in personaggi a tutto tondo, così che lo spettatore ci si possa identificare.</li>
<li><strong>Non è un sequel (né un remake)</strong><br />
La gente ama le cose familiari: si sente a suo agio a sapere cosa bolle in pentola. In questo film tutto quanto è nuovo, ci sono cose che non sono mai state mostrate in un film horror. L&#8217;idea di una vecchietta sdentata che si mette a mordere Alison Lohman è veramente disgustosa. Gli studios adorano i sequel perché sono facili da vendere: la gente conosce i personaggi, si possono riciclare le storie e c&#8217;è meno rischio. Ma con poco rischio, c&#8217;è poca eccitazione e poca soddisfazione per il pubblico. Il genere horror deve scuotersi e provare nuove idee originali, magari facendo anche qualche errore.</li>
<li><strong>Il rating PG 13 (sconsigliato ai minori di 13 anni)</strong><br />
L&#8217;idea generale è che un film PG-13 sia per ragazzini, non sia veramente spaventoso. Christopher Nolan ci ha mostrato l&#8217;anno scorso che non serve un divieto ai minori per fare un film spaventoso e coraggioso. Nello stesso spirito, Sam Raimi ha sfruttato il PG-13 come una opportunità per mostrare cose spaventose senza impiegare una quantità enorme di sangue e nudità. Riesce a fare un film spaventoso senza bisogno di un divieto ai minori.</li>
<li><strong>E&#8217; spaventoso</strong><br />
C&#8217;è una differenza tra l&#8217;essere legittimamente spaventati e l&#8217;essere disgustati tanto da strillare &#8220;ma dai!!&#8221;. Le torture dell&#8217;Enigmista sono terrificanti, ma dubito che qualcuno sia uscito dal cinema terrorizzato all&#8217;idea che un vecchio malato di cancro li perseguiti intimandogli di &#8220;fare un gioco&#8221;.<br />
La morte incombe su tutti noi, anche se la ignoriamo abbiamo degli elementi che ce la ricordano tutti i giorni, e che ci circondano: la bellezza sparirà, la giovinezza scomparirà. Drag Me to Hell parla di questi temi: la vecchietta patetica supplica la giovane e bella ragazza di estenderle il mutuo della casa. Quando la bella e giovane ragazza le rifiuta questo favore, la strega la avvicina nel parcheggio e la maledice con una terribile maledizione. Quando la vecchia non sta attaccando Alison Lohman, è tormentata da un demone. Non vediamo mai questo demone. Raimi sa molto bene, come M. Night Shyamalan, che l&#8217;immaginazione crea i mostri più terrificanti. Perfezionando sequenze originate nei film della Casa, il regista crea un mostro veramente spaventoso grazie alle ombre, al vento, a forze invisibili. L&#8217;assassino più spaventoso è quello che non vediamo arrivare.</li>
<li><strong>E&#8217; divertente</strong><br />
L&#8217;umorismo è alla base del coinvolgimento degli spettatori. Soprattutto l&#8217;umorismo legato alle situazioni che vivono i personaggi, e a cui reagiscono con realismo. Il miglior esempio è la raffigurazione di Joker data da Heath Ledger: terrificante, ma spassoso in ogni sua mossa. Chi ha visto i film della Casa sa che Sam Raimi è terribilmente divertente. Anche in Drag Me to Hell Raimi risplende come genio della comicità, senza bisogno di budget stratosferici. Ogni scena spaventosa ha un contrappunto comico. La cosa importante è che l&#8217;umorismo non viene spiattellato in faccia, non ci costringe a ridere: la risata arriva grazie al modo intelligente che ha di inserire alcuni sottili dettagli che aumentano la tensione e lo spavento.</li>
</ol>
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	<h3>Drag me to Hell</h3>

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