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	<title>Drag Me To Hell - il blog italiano &#187; intervista</title>
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	<description>Il blog italiano di Drag Me To Hell, un film di Sam Raimi</description>
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		<title>Interviste ad Alison Lohman e Justin Long</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 08:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alison lohman]]></category>
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		<description><![CDATA[Il canale ReelzChannel ha svolto diverse interviste con i protagonisti di Drag Me To Hell e oggi vi proponiamo un filmato a questo riguardo qui sotto. Justin Long dice di aver sempre sostenuto il personaggio della Lohman, anche se rimaneva scettico. Comunque, era molto facile lavorare con lei, perché in effetti l&#8217;unico lavoro che doveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-117" title="alisonlohman1" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/alisonlohman1.jpg" alt="alisonlohman1" width="90" height="135" />Il canale ReelzChannel ha svolto diverse interviste con i protagonisti di <em><strong>Drag Me To Hell </strong></em>e oggi vi proponiamo un filmato a questo riguardo qui sotto. <strong>Justin Long</strong> dice di aver sempre sostenuto il personaggio della Lohman, anche se rimaneva scettico. Comunque, era molto facile lavorare con lei, perché in effetti l&#8217;unico lavoro che doveva svolgere era instaurare una sintonia con la Lohman.</p>
<p><strong>Alison Lohman</strong> invece sostiene di aver avuto un gran bisogno di Justin Long, che è riuscito a farla ridere. Inoltre, ha detto a <strong>Lorna Raver</strong> di arrivare al limite e di strangolarla nelle scene che hanno girato insieme, per aumentare la dose di realismo della pellicola.</p>
<p>Proprio Lorna Raver rivela che sia lei che la <strong>Lohman</strong> volevano eseguire personalmente la maggior parte delle loro scene. Sam diceva cosa sarebbe dovuto succedere e c&#8217;erano anche i responsabili degli stunt, che consigliavano lei e Alison come rendere migliori le cose e magari anche più cattive. Infine, <strong>Sam Raimi</strong> ironicamente, parlando della Lohman, dice che ha sofferto molto, visto che è stata picchiata, colpita e tante altre cose. Insomma, non devono essere state delle riprese semplici per l&#8217;attrice protagonista&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <center> <object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HB7L21-oGPI&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HB7L21-oGPI&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Drag Me to Hell Blog intervista Bob Murawski!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 13:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ash Williams</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Bob Murawski]]></category>
		<category><![CDATA[drag me to hell]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[montaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>

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		<description><![CDATA[Manca solo un giorno all&#8217;uscita di Drag Me to Hell nei cinema italiani! Abbiamo intervistato in esclusiva per il blog di Drag Me to Hell il montatore del film di Sam Raimi, ovvero Bob Murawski, che ci parla di com&#8217;è lavorare per il grande regista horror&#8230;
1.  Com&#8217;è lavorare con Sam Raimi?
Lavorare con sam è grandioso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Manca solo un giorno all&#8217;uscita di <em><strong>Drag Me to Hell</strong></em> nei cinema italiani! Abbiamo intervistato in esclusiva per il blog di <em><strong>Drag Me to Hell</strong></em> il <strong>montatore</strong> del film di Sam Raimi, ovvero <strong>Bob Murawski</strong>, che ci parla di com&#8217;è lavorare per il grande regista horror&#8230;</p>
<p><strong>1.  Com&#8217;è lavorare con Sam Raimi?</strong><br />
Lavorare con sam è <strong>grandioso</strong>. Adora il genere horror e sa come si gira una buona scena spaventosa con suspense. Sam è un perfezionista, continua a girare una scena finché non ottiene quello che gli serve a farla funzionare al meglio piuttosto che accontentarsi di qualcosa che non è ottimo. Inoltre, Sam capisce il valore di una buona performance da parte degli attori. Se il pubblico non crede a quello che l&#8217;attore dice o fa, non crederà alla scena nel suo insieme e perderà interesse. Quindi Sam lavora moltissimo con gli attori per essere sicuro che ogni battuta nella performance sia buona e realistica, ripetendo una scena tante volte quanto basta a farmi avere il materiale giusto per lavorare bene, far funzionare la scena e iniziare poi a ritagliarla con lui</p>
<p><strong>2. Quanto tempo trascorrete solitamente a lavorare assieme in sala di montaggio tu e Sam Raimi?</strong><br />

<a href="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/gallery/foto-ufficiali/PHHHiHIQRmYeLP.jpg" title="" class="shutterset_singlepic18" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/gallery/cache/18__150x240_PHHHiHIQRmYeLP.jpg" alt="Drag me to Hell" title="Drag me to Hell" />
</a>
Monto il film mentre lui lo gira, e gli consegno il montato delle scene man mano che procediamo, così può vedere il film prendere forma. A volte le cose non vanno secondo i piani, quindi se stanno ancora girando sullo stesso set c&#8217;è la possibilità di rifare qualche inquadratura o girare materiale aggiuntivo per rendere meglio la scena. La cosa bella di Sam è che è aperto a idee che potrebbero servire a far funzionare meglio una scena. Un piano ravvicinato qui o lì per <strong>chiarire</strong> un punto della storia o aggiungere impatto, o addirittura il suggerimento di rigirare una performance che non risulta credibile al 100%.<br />
Una volta finite le riprese, passo circa una settimana a mettere insieme il film, poi vediamo una bozza di montato per capire come risulta nel suo insieme. Poi passiamo un paio di mesi a raffinare le scene, cercando di liberarci delle cose che non ci servono, migliorando le performance con riprese alternative di una stessa scena e lavorando agli effetti visivi. Inoltre definiamo cosa non funziona e non si riesce a sistemare, e così iniziamo a pianificare una lista di riprese aggiuntive da realizzare per portare il film a un livello superiore. Con <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> siamo stati fortunati: abbiamo avuto la possibilità di stendere una lista di inquadrature che sapevamo avrebbero aiutato il film, e di girarle per altri 4-5 giorni, ottenendo nuovo materiale. Penso che con le riprese aggiuntive il film sia migliorato di un buon <strong>30%</strong>.<br />
Cerchiamo costantemente modi di migliorare il film durante tutto il processo di post-produzione.<span id="more-196"></span></p>
<p><strong>3. Come è stato lavorare a Drag Me To Hell? Quali sono state le sfide e quali le scene di cui sei più orgoglioso?</strong><br />
Sono un grande fan del cinema horror, quindi Drag Me To Hell è stata una grande esperienza per me. Inoltre sono un grande fan del primo film della serie della Casa, il primo film di Sam. Quindi è stato molto emozionate per me lavorare al suo grande ritorno al cinema Horror.<br />
Siccome sapevamo sin dall&#8217;inizio che negli USA doveva essere un film <strong>PG-13</strong> (vietato ai minori di 13 anni non accompagnati), la sfida più grande per noi è stato cercare di renderlo spaventoso e terrificante senza fare riferimenti al sangue o allo splatter esplicito. Ammetto con orgoglio di essere un grande fan dello <strong>splatter</strong>, e adoro film come <em><strong>Blood Feast</strong></em> e <em><strong>The Wizard of Gore</strong></em>, entrambi di Herschel Gordon Lewis, o <em><strong>Dawn of the Dead </strong></em>di George Romero, così come i film di Lucio Fulci, caposaldo italiano del cinema gore. Inoltre amo i film che trattano l&#8217;horror più su un livello psicologico, dove la paura e la suspense vengono create grazie alle suggestioni e l&#8217;atmosfera. Film come <em><strong>The Haunting</strong></em> di Robert Wise, <em><strong>Curse of the Demon</strong></em> di Jacque Tourneur o classici dell&#8217;horror psicologico di Roman Polanski come <em><strong>Repulsion</strong></em> o <em><strong>The Tenant</strong></em>. Quindi è stato eccitante avere la possibilità di provare a creare un vero senso di terrore senza essere visivamente espliciti. Speriamo di avere avuto successo nelle scene di suspense dove Christine viene terrorizzata dalla <strong>Lamia</strong> invisibile.<br />
Sapevamo comunque che i fan di Sam si aspettavano una buona dose di violenza e sangue, visto che  suoi primi film horror erano noti per quello. Non volevamo fargli pensare che questo film fosse stato venduto a una major a causa del PG-13 [un visto censura tipico di molti film commerciali, ndt]. Speriamo ci sia abbastanza roba strana e folle in questo film per fare felici i fan. Sebbene non ci siano sangue e budella, c&#8217;è una buona dose di immagini fastidiose e strane che sono assolutamente degne di un film gore.</p>
<p><strong> 4. Sei famoso per montare film di genere horror. Quale pensi che sia il segreto di montare un film dell&#8217;orrore?</strong><br />

<a href="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/gallery/foto-ufficiali/PH9gKebfebC6bg.jpg" title="" class="shutterset_singlepic9" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/gallery/cache/9__150x240_PH9gKebfebC6bg.jpg" alt="Drag me to Hell" title="Drag me to Hell" />
</a>
Ho un profondo amore per il materiale su cui lavoro, quindi questo dovrebbe vedersi nei risultati. Sono un fan dell&#8217;horror, prima di tutto, quindi mentre monto penso continuamente a cosa mi piacerebbe vedere nel film se fossi uno spettatore.<br />
Il segreto di montare un film horror è lo stesso del montare un film di qualsiasi altro genere &#8211; mantenere credibili i personaggi, in modo che il pubblico si immerga nel film. Molti film horror falliscono perché non hanno personaggi credibili da far capire allo spettatore, e con cui questi possa identificarsi. Le situazioni sono molto più spaventose quando ci si immedesima con i protagonisti, condividendole con loro. Il fatto che avessimo a disposizione il materiale che ci serviva a creare personaggi veramente credibili testimonia il duro lavoro di Sam con gli attori. E&#8217; questa la chiave del funzionamento ottimale di qualsiasi scena.<br />
In aggiunta a questo, è importante che ogni taglio nel film sia al servizio della storia e delle sensazioni che vogliamo dare. Ciascuna inquadratura deve essere scelta con cura nella sequenza, e assemblata con il ritmo giusto.<br />
E visto che nel film molto era suggerito e non mostrato, anche i suoni sono stati un elemento importantissimo, molto più che per un film di qualsiasi altro genere. In un film horror come questo è proprio vero che l&#8217;immagine è solo la metà della storia. Le musiche del nostro compositore Christopher Young e il suono dei nostri Sound Designer Jussi Tegelman e Paul Ottosson, così come il loro preciso posizionamento da parte dei nostri addetti al missaggio Marti Humprey e Chris Jacobson, sono stati la cruciale seconda metà di ogni scena horror e di suspense nel film.</p>
<p><strong> 5.  Quali sono i tuoi progetti futuri? Lavorerai ancora con Sam Raimi nel futuro prossimo?</strong><br />
Da quando ho finito di lavorare a Drag Me To Hell mi sono messo a sviluppare progetti miei. Sono a capo di una piccola casa di distribuzione chiamata <strong>Grindhouse Releasing</strong>, assieme al mio partner <strong>Sage Stallone</strong>. Dal 1996 acquistiamo classici del cinema horror italiano come <em><strong>Cannibal Holocaust </strong></em>di Ruggero Deodato o <em><strong>The Beyond</strong></em> e <em><strong>Cat in the Brain</strong></em> di Lucio Fulci, così come rari classici americani da drive-in come <em><strong>I Drink Your Blood</strong></em>; li restauriamo e li facciamo uscire al cinema e in DVD. Stiamo giusto ora finendo un incredibile film girato nel 1975 e mai montato o distribuito, il leggendario classico del cinema noir <em><strong>Gone With the Pope</strong></em>. E&#8217; stata una vera sfida per noi, per maggiori informazioni andate su <a href="http://www.grindhousereleasing.com">www.grindhousereleasing.com</a>.</p>
<p><strong>6.       Qualche altro commento sul tuo lavoro per Drag Me to Hell?</strong><br />
Sam è un maestro del genere horror. Non vedo l&#8217;ora di lavorare con lui su altri film horror e di suspense in futuro, Magari<em><strong> La Casa 4</strong></em>&#8230;</p>
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		<title>Intervista a Justin Long &#8211; Seconda parte</title>
		<link>http://www.dragmetohell.it/blog/2009/09/intervista-a-justin-long-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 06:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[justin long]]></category>

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		<description><![CDATA[Com’è stato lavorare con Alison Lohman?
E’ stata l’esperienza più divertente e semplice del mondo. Dall’epoca de Il genio della truffa ho sempre pensato che fosse una delle migliori giovani attrici che avessi mai visto. Mi piaceva guardarla e ho cercato di non perdermi nessuno dei suoi film. In effetti avevo già cercato di fare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Com’è stato lavorare con Alison Lohman?<br />
</strong><img class="alignright size-full wp-image-156" style="margin: 10px;" title="justinlong2" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/justinlong2.jpg" alt="justinlong2" width="83" height="128" />E’ stata l’esperienza più divertente e semplice del mondo. Dall’epoca de <strong><em>Il genio della truffa</em></strong> ho sempre pensato che fosse una delle migliori giovani attrici che avessi mai visto. Mi piaceva guardarla e ho cercato di non perdermi nessuno dei suoi film. In effetti avevo già cercato di fare un film con lei, circa un anno prima che cominciassimo le riprese di <em>Drag Me To Hell</em>. Perciò ero felice di poter lavorare con lei. E, lo ripeto, il mio compito in questo film è davvero quello di farle da spalla, in tutti i sensi. Certamente in termini di durata della mia presenza sullo schermo, ma anche per quanto riguarda il mio rapporto con l’attrice principale. Il percorso è il suo, e io sono lì solo per aiutarla. Il mio compito era semplicemente quello di amarla. In fin dei conti, si trattava solo di questo. Ed è stato facile. Lei lo ha reso facile.<span id="more-155"></span></p>
<p><strong>Eri invidioso del fatto che tutta la parte divertente fosse per Alison?</strong><br />
Altroché!… Gironzolavo attorno al set mentre lei faceva <em>di tutto</em>. Veniva spinta al limite. Sai, <strong>Sam</strong> l’ha fatta lavorare davvero duramente, ma lei ha più che superato la prova. Non ho mai visto un’attrice lavorare tanto. Io intanto gironzolavo sul set ed ero segretamente invidioso di non poter far parte di tutto quel macello. I miei amici mi dicevano cose tipo “<em>Ehi, sarai in un film horror di Sam Raimi</em>!” E io “Ecco quello che faccio. Dico, ‘<em>Baby, andrà tutto bene. Sarò nella stanza accanto. Resta qui, non ci saranno problemi</em>’.” Poi io esco e tutte quelle cose incredibili alla Sam Raimi succedono. E io rientro di corsa e faccio “<em>Che è successo? Stai bene? Ci sono io qui ora</em>!” Dissolvenza, scena successiva.</p>
<p><strong>Stanno uscendo molti tuoi film…<br />
</strong>Voglio che la gente si stufi a morte di me! Voglio saturare il mondo del cinema con la mia faccia da scemo! Scherzi a parte, in realtà è dipeso da due cose. Il fatto è che mi piace lavorare. Divento ansioso quando non lavoro. Mi piace recitare ed è quello che preferisco fare. Ma c’è di più. Mia madre è stata un’attrice, una grande attrice, e crescendo ho visto il lato peggiore della cosa. Ho visto il business, a cosa può portare, e quanto riesca ad essere incostante ed effimero. E quindi c’è una parte di me che desidera prendersi tutto quello che può. Nella mia carriera ci sono stati quei momenti in cui ogni film apre nuove opportunità. <strong><em>Dodgeball</em></strong>… <em>Die Hard</em>… E adesso <em>La verità è che non gli piaci abbastanza</em> mi ha offerto opportunità straordinarie che non mi ero mai immaginato di poter avere. E perciò voglio approfittarne. Hai sempre questa sensazione di non voler scendere dal treno e di voler correre sempre più velocemente. Ma può essere anche pericoloso. Sai, fai troppe cose e…</p>
<p><strong>Credi alle maledizioni?<br />
</strong>Credo in un sacco di cose strane. Credo ai fantasmi. Credo ad alcuni miti. Ma non credo sul serio alle maledizioni. Non dovrei dirlo, perché allora rischio di essere colpito da una maledizione per averlo detto!</p>
<p><strong>Che speranze hai per <em>Drag Me To Hell</em>?<br />
</strong>Non vedo l’ora di vederlo di nuovo. Sembrerà una cosa molto arrogante perché sono nel film, ma sono davvero emozionato all’idea che la gente lo veda. Sono emozionato per molte ragioni, perché la gente veda Alison. E poi anche per i fan. Da fan, sono emozionato per gli altri ammiratori di <strong>Sam Raimi</strong> e dei film di genere. Io stesso non vedo l’ora di vederlo di nuovo.</p>
<p>Per chi si fosse perso la prima parte dell&#8217;intervista, può recuperarla <a href="http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-a-justin-long-prima-parte/" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>ESCLUSIVA: Intervista allo scenografo Steve Saklad!</title>
		<link>http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-a-steve-saklad/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 07:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[steve saklad]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scenografo di Drag Me To Hell ci svela i segreti del film in un’intervista esclusiva…
Quali sono le scene di Drag Me to Hell di cui sei più orgoglioso? Qual è stata la tua fonte di ispirazione?
Per essere un film a basso budget, Drag Me To Hell ha fornito al reparto artistico un’opportunità straordinaria per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scenografo di <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> ci svela i segreti del film in un’intervista esclusiva…</p>
<p><strong>Quali sono le scene di Drag Me to Hell di cui sei più orgoglioso? Qual è stata la tua fonte di ispirazione?</strong><br />
Per essere un film a basso budget, <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> ha fornito al reparto artistico un’opportunità straordinaria per raccontare una storia decisamente visiva. Come scenografo, era importante distinguere i diversi mondi distinti della nostra storia, iniziando con i grigio-beige blandi della Banca o della sala da pranzo dei genitori di Clay. La casa di Christine è un ponte visivo per quanto riguarda la tavolozza ricca di colori e la densità delle <img class="alignright size-full wp-image-110" title="stevesaklad" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/stevesaklad.jpeg" alt="stevesaklad" width="74" height="118" />scenografie sul set, che indica come il mondo spirituale si insinui lì dentro. Ma poi devi fare un salto nel folle abisso del mondo spirituale: le sale di lettura della mano di <strong>Rham Jas</strong>, la casa della zingara e ovviamente la dimora del terrore dove risiede Shawn San Dena. L’intensità dei colori raggiunge vette incredibili qui: il turchese incontra l’arancione, il blu cobalto, il rosa e l’oro. Gli insegnamenti antireligiosi antichi si sovrappongono: immagini greche, latine, ebraiche e musulmane cozzano tra di loro. Fontane e tappezzerie rovinate, fiori e frutti in disfacimento sono presenti in questo mondo, in cui la morte si confonde con la vita. L’ispirazione ci è arrivata da ogni parte, ma soprattutto dai palazzi decadenti del Bosforo a Istanbul. Qui l’Asia incontra l’Europa, i musulmani si mischiano con i cristiani e gli ebrei. Questa è la ricca pietanza che noi volevamo mostrare nel grande Salone di questa dimora.<span id="more-109"></span></p>
<p><strong>Come è stato lavorare con Sam Raimi? Che tipo di regista è per quanto riguarda le scenografie?</strong><br />
Ogni giorno era bellissimo lavorare per Sam. E’ una persona che sa esattamente quello che vuole e tuttavia ti lascia liberissimo di sorprenderlo con qualcosa a cui lui non aveva pensato. Sam adora il processo di storyboard e praticamente ogni inquadratura del film è stata disegnata più volte per combaciare con le inquadrature esatte e i movimenti che aveva in mente. Ma dipendeva molto da noi creare il mondo che circonda questa azione. Il <strong>Grande Salone </strong>è stato realizzato con gli storyboard come uno spazio rettangolare, ma poi ho proposto a Sam un bozzetto con un’incredibile sala ottagonale a cui avevo pensato, piena di colonne, spazi nascosti nell’ombra e muri con tende che potevano prendere vita. Lui ha sorriso e mi ha detto: “wow, fa veramente paura. Facciamolo”. Questi sono i momenti che speri di vivere con Sam.</p>
<p><strong>Puoi dirci qualcosa sulla scena nella casa dell’anziana signora? Come l’avete preparata?</strong><br />
Realizzare la dimora di<strong> Shawn San Dena</strong> ha richiesto due terzi del budget del reparto artistico, quindi dovevamo farlo bene. Un favoloso palazzo moresco rosa costruito da un barone del petrolio vicino a Los Angeles è stato utilizzato per gli esterni. Abbiamo aggiunto delle pareti alla  sala da ballo per creare la stanza per il ragazzino che si vede nel prologo. Lui corre attraverso le porte e si ritrova al secondo piano del nostro set, che raffigura il Grande Salone e che è stato costruito agli stabilimenti della Fox. Lui salta sopra il cornicione verso la morte al piano di sotto. Per fortuna, il nostro ricco pavimento di marmo (che presenta delle sezioni di masonite dipinte a mano) non ha mai dovuto veramente aprirsi e inghiottirlo. Infatti, <strong>Bruce Jones</strong>, il nostro supervisore agli effetti visivi, ha ideato tutti questi momenti in CGI.  Creare questa stanza in cui i secoli cozzano tra loro è stato quasi come costruire un favoloso set epico di Cecil B. DeMille e tutte le proprie conoscenze vengono sfruttate. Tecniche di pittura marmorea, inserimento di intonaco nei capitelli delle colonne e nei sostegni, l’ondeggiamento delle tende vittoriane, rifiniture con ornamenti di gioielli, tappezzerie ornate a mano, icone di santi su sfondi in rovina, vere foglie dorate e delle vetrate in stile moresco sulle porte. Senza il genio e l’impegno di tutta la nostra troupe, e soprattutto del nostro decoratore <strong>Don Diers</strong>, questo non avrebbe mai potuto avvenire così bene, ossia in tempo e praticamente rispettando il budget definito.</p>
<p><strong>Hai lavorato ai due film di Jason Reitman. Che tipo di esperienza è stata?</strong><br />
Penso che tutta la mia carriera nell’industria cinematografica dipenda da Jason Reitman. <em><strong>Thank You For Smoking</strong></em> era la mia seconda pellicola e quindi lui ha avuto una fiducia incredibile nei miei confronti. <em><strong>Juno</strong></em> è stata forse l’esperienza cinematografica più piacevole che abbia mai vissuto, con 30 giorni di riprese baciate da un connubio perfetto tra sceneggiatura e cast, tutto girato nella meravigliosa città di Vancouver, in Canada. Jason ha una conoscenza enciclopedica del cinema ed è bravissimo a comprendere il sottotesto presente in ogni sequenza. Mentre Sam lavora con gli storyboard, Jason fa qualcosa di simile con la sua macchina fotografica, durante un’esauriente periodo di ricerche svolte durante la preproduzione. Lui vuole trovar le inquadrature e le forme di una scena, così coglie delle inquadrature fondamentali che diventano veramente una bibbia per il momento delle riprese con l’intera troupe. Il mio unico rimpianto legato a Jason? A differenza di Sam, lui odia girare sui set dei teatri di posa. Jason costruisce i suoi film quasi esclusivamente intorno a delle vere location. Noi abbiamo appena terminato il nostro terzo film insieme, <em><strong>Up in the Air</strong></em>, che vede protagonista George Clooney. Abbiamo girato in cinque città differenti, con 82 luoghi utilizzati in 49 giorni e solo due giornate sui teatri di posa. Tuttavia, ne vale la pena se il prodotto finale è così buono.</p>
<p><strong>Che progetti hai per il futuro prossimo? Lavorerai con Sam Raimi a breve?</strong><br />
Mi piacerebbe tornare a lavorare nuovamente con Sam, ma il suo ‘futuro prossimo’ è legato strettamente a <em><strong>Spider-Man 4</strong></em> fino al… 2012? La Paramount ha pianificato l’uscita di <em><strong>Up in the Air</strong></em> per il dicembre del 2009 negli Stati Uniti. Come capita sempre quando si finisce un lavoro, iniziano i colloqui per dei nuovi progetti.</p>
<p><strong>Vuoi aggiungere qualcosa sul lavoro svolto con Sam Raimi per Drag Me to Hell?</strong><br />
Non si può mai dire dove ti porterà una semplice sceneggiatura horror. Osservi tutti lavorare in maniera meticolosa, mentre salgono passo dopo passo una collina decisamente impervia. La soddisfazione è quando tu arrivi dall’altra parte con un film che è un fantastico viaggio sulle montagne russe. <strong>Sam Raimi</strong> riesce a fare una cosa del genere e <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> è diventato proprio questo tipo di film.</p>
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