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Lorna Raver, la strega di Drag Me To Hell

9 settembre 2009 Peyton Westlake Nessun commento

Se la protagonista sventurata di Drag Me To Hell è ovviamente Alison Lohman, a rubare spesso la scena c’è Lorna Raver, l’attrice che interpreta la signora Ganush, la spaventosa strega che lancia una maledizione terribile. Per sincerarvene, potete vedere questo filmato, che all’inizio mostra la clip in inglese in cui avviene lo scontro feroce tra le due protagoniste, che porta il destino di Christine Brown (appunto il personaggio della Lohman) a cambiare per sempre.

Di seguito, c’è un’intervista per scoprire meglio Lorna Raver. Nella prima parte, ci dice alcune cose abbastanza scontate (è stato divertente ma faticoso”, “all’inizio era dubbiosa, ma poi è stata felice della scelta di lavorare al film”, “Sam è una persona magnifica e coinvolge molto gli attori”), ma in seguito abbiamo anche qualche informazione più interessante. Per esempio, quando si è imbarcata in questa avventura, non conosceva la serie de La Casa, ma poi tutti quelli a cui parlava ne erano antusiasti e ha finito per scoprirne di più.

Infine, la Raver indica che il lavoro al cinema e in teatro è ovviamente diverso, facendo capire che le emozioni che si provano con un pubblico dal vivo sono insuperabili. Tuttavia, spera di poter fare tanti altri film, anche se non soltanto nel ruolo della vecchia signora inquietante. Una parte che comunque, sia detto senza offesa, le calza a pennello…

 

 

Il mago Sam Raimi

8 settembre 2009 Peyton Westlake Nessun commento

samraimi3Il canale Black Tree tv ha realizzato diverse interviste ai creatori di Drag Me To Hell. Non poteva ovviamente mancare Sam Raimi, che viene intervistato a proposito del film. Il regista rivela di non avere segreti particolari nel suo lavoro nell’horror, se non quello di circondarsi dei migliori tecnici e attori, collaborando con loro il più possibile. Raimi ascolta sempre con molta attenzione i consigli dei tecnici e degli attori. Nel caso specifico di questa pellicola, è avvenuto che Justin Long lo ha aiutato a rendere il suo personaggio più naturale, riscrivendo le battute presenti in sceneggiatura. Insomma, le persone che gli stanno intorno gli forniscono molte idee e lui fa attenzione a prendere praticamente tutto materiale.

Raimi parla anche del suo impegno con Spider-Man e come la celebre trilogia lo abbia fatto maturare. In generale, il regista è lieto di aver potuto lavorare negli ultimi dieci anni con attori del calibro di Bylly Bob Thornton, Cate Blanchett, Tobey Maguire e Gene Hackman. Da tutto questo, ha imparato come rendere i protagonisti dei suoi film delle persone assolutamente reali, cosa che a suo avviso non sarebbe riuscito a fare dieci anni fa. Infine, Raimi parla anche del suo ‘passato’ di mago, autore comunque soltanto di illusioni magiche per le feste dei ragazzi. E sconsiglia vivamente di provarci ai matrimoni, come ha fatto lui, visti i pessimi risultati che porebbero venir fuori… Nel filmato, sono presenti anche due delle migliori sequenze della pellicola…

 

 

Intervista a Alison Lohman – seconda parte

Prosegue e si conclude l’intervista con Alison Lohman. Chi si fosse perso la prima puntata, può recuperarla qui.

alisonlohman2Come e’ stato girare le scene d’azione piene di effetti speciali?
Per girare la scena della colluttazione in macchina ci sono volute circa due settimane. Era tutto molto ben coreografato, studiato nel dettaglio, il coordinamento dei nostri movimenti con quelli della macchina da presa. In particolare è necessario essere precisi e allo stesso tempo far sembrare tutto caotico, frenetico e il più spontaneo possibile, come quando faccio saltare la dentiera della signora Ganush sul sedile anteriore.

Incantevole!!!
Lo so… Sono momenti interessanti, momenti tipici del cinema di Sam Raimi, con questa donna anziana, Lorna Raver, che ti rosicchia il mento e ti sbava sulla faccia.

Come e’ stato?
Assurdo, pazzesco! Non gli credevo. Non volevo credergli quando mi raccontava le cose che aveva in mente. In effetti, quando leggi la sceneggiatura, c’è tutto descritto dentro: “lei le succhia il collo”. E io pensavo ‘Oh, sì, d’accordo, sta solo rendendo più fiorita una scena da leggere’. No, lui intendeva proprio succhiare il collo. Non avevo idea che l’avrebbe fatto sul serio fino a quando non abbiamo girato (ride). Sì, ci sono stati dei momenti assurdi. Sam ha coreografato l’intera cosa. Ma noi dovevamo renderla più naturale possibile. Prosegui la lettura…

Intervista a Alison Lohman – prima parte

24 agosto 2009 Peyton Westlake 1 commento

alisonlohman1In Drag Me To Hell, Alison Lohman interpreta Christine Brown, una giovane donna il cui mondo idilliaco si trasforma in un inferno quando le viene lanciata contro una terribile maledizione.

Attrice fin dall’età di nove anni, la Lohman si è fatta notare per la prima volta a Hollywood nel 2002 nel film drammatico White Oleander – Oleandro bianco, al fianco di Michelle Pfeiffer, Renée Zellweger e Robin Wright Penn. Ha proseguito interpretando Il genio della truffa con Nicolas Cage; Big Fish, diretto da Tim Burton; Noi due sconosciuti, con Halle Berry, e La leggenda di Beowulf, del regista Robert Zemeckis.

Drag Me To Hell è un punto di partenza per te: il tuo primo horror. cosa ti ha affascinato di questo ruolo?
Sam Raimi
. Mi ricordo la prima volta che ne ho parlato con lui al telefono. Penso che la conversazione sia durata tre ore, forse di più. Parlava di ogni dettaglio, come un bambino che racconta una storia accanto a un fuoco da campo, e mi sono resa conto che dovevo fare questo film con lui. Il fatto è che non sono un’appassionata di horror. Ci vuole molto per spaventarmi. Prima di parlare con Sam, non avrei mai pensato che potesse andar bene per me. Non pensavo che fosse nelle mie corde, come pure qualsiasi altro film horror. Fortunatamente ho capito cosa rende i migliori film horror dei buoni film e cosa rende Sam tanto speciale. Se hai personaggi e situazioni abbastanza interessanti da coinvolgere il pubblico a prescindere dalla parte horror, allora realizzi un grande film. Sfortunatamente, un sacco di film horror che ho visto di recente non hanno queste caratteristiche, motivo per cui all’inizio non ero interessata. Ho sempre avuto la sensazione che in un certo senso i personaggi di quei film fossero sempre in attesa della parte horror, dell’arrivo dei momenti di paura.

Cosa ti ha insegnato Sam Raimi sui film horror?
Per lui non è mai solo questione di horror. Qualche volta ci sono dei momenti che fanno paura, ma i protagonisti sono più importanti. In Drag Me To Hell, si è impegnato molto su Christine, sui suoi rapporti, e con delle scene molto reali nelle quali possiamo identificarci. Quando arriva il momento in cui lei deve affrontare il demonio, sei lì al suo fianco. L’horror, in un certo senso, è solo la ciliegina sulla torta. Entri con lui in un mondo diverso, che è talmente concreto e ricco di dettagli che ti senti a tuo agio. E ti fidi mentre affronti questa avventura.

Come ti sei preparata per il film?
Ho avuto degli incontri con Sam per farmi un’idea di quello che pensava del personaggio. Ho anche incontrato un funzionario addetto ai prestiti, che è quello che interpreto sullo schermo. Non sapevo niente di banche e sono un disastro con i numeri, perciò avevo bisogno di farmi un’idea di come fosse quel tipo di vita e la gente che vive così nella realtà. Sono anche uscita un po’ con Justin Long, che interpreta il mio fidanzato, giusto per conoscerci meglio, per dare spessore al nostro rapporto sullo schermo. E poi, ovviamente, ho guardato i classici dell’horror tutti i giorni, concentrandomi sui momenti clou. Qualsiasi film stessi guardando, facevo attenzione al ritmo e all’andamento. Cioè, mi sedevo lì, spegnevo le luci e guardavo film come Shining. Altre volte, guardavo solo delle clip dei film per trovare l’ispirazione giusta per quello che avrei dovuto fare.

Avevi già visto i film horror di Sam?
No, gli horror no. Perciò mi sono guardata tutta la serie de La casa e L’armata delle tenebre. Avevo già visto Soldi sporchi e The Gift, che mi erano piaciuti. Cioè, mi è sempre piaciuto il lavoro di Sam, specialmente i film di Spider-Man. In tutti traspare la sua personalità. Ha un senso dell’umorismo molto particolare e asciutto. E quell’umorismo che si vede nei film è anche quello del suo carattere.

Come e’ stato lavorare con Sam?
Meraviglioso. Abbiamo fatto moltissime prove, ripassando le scene, discutendone e scherzandoci su, cosa che è stata di grande aiuto. Sam è bravo in queste cose, è molto collaborativo e aperto nei confronti degli attori in modo che si sentano coinvolti. Ti fa venire voglia di dare di più, proprio perché è così ben disposto. Questo mi piace di lui. E’ raro trovarlo in un regista.

Fine della prima parte – La seconda e ultima parte dell’intervista con Alison Lohman uscirà giovedì 27 agosto

Intervista: Sam Raimi parla di Drag Me to Hell – seconda parte

Prosegue l’intervista a Sam Raimi, dopo la prima parte pubblicata qui.

Come e’ nata l’idea di avere Alison Lohman nel cast?

Alison LohmanVolevo che il pubblico compisse un percorso nel peccato assieme al personaggio. Ecco perché avere Alison era così importante. Perché, in realtà, si tratta di un personaggio moralmente fallimentare. Commette un peccato di avidità buttando fuori di casa un’anziana signora. E volevo vedere se riuscivo a far identificare il pubblico con lei. Credo che abbia fatto un eccellente lavoro.

E comunque l’hai fatta passare attraverso sofferenze atroci.

Sì, ero preoccupato che lei – come in effetti chiunque – non riuscisse a sopportare tutte le cose che dovevamo farle. Ho cercato di essere onesto sulla cosa, beh, senza dirle proprio tutto quello che le avremmo fatto passare, perché temevo che non avrebbe accettato la parte (ride). Volevo solo metterla sull’avviso, per così dire. Ma dovevamo farle cose davvero orribili. Insomma, venire soffocata tutto il tempo da quella anziana signora interpretata da Lorna Raver che la afferra alla gola… L’ho lanciata fuori da un’auto, le ho buttato addosso di tutto, le ho messo un’imbracatura e l’ho sbattuta in giro per una stanza per ore e l’ho sepolta viva sotto 3 quintali di fango. E tutto questo solo nella prima settimana (ride). Prosegui la lettura…

Intervista: Sam Raimi parla di Drag Me to Hell – prima parte

Drag Me To Hell segna il ritorno lungamente atteso di Sam Raimi alle sue radici horror. Nel suo ultimo lavoro l’apprezzato maestro del cinema del terrore narra infatti le spaventose vicende di Christine Brown (Alison Lohman), una giovane donna la cui vita idilliaca si trasforma in un inferno, per una terribile maledizione scagliata contro di lei. Esperto di film di genere, Raimi si era fatto conoscere nel 1981 con La casa, affermandosi poi come uno dei registi più autorevoli, fino a dirigere di recente la serie di Spider Man (che ha fatto registrare un incasso complessivo di quasi due miliardi e mezzo di dollari ai botteghini di tutto il mondo).

Guardando Drag Me To Hell, si ha l’impressione che tu sia come un bambino in un negozio di caramelle, che stai facendo quello che ami fare di più.

E’ vero. Mi è piaciuto un sacco girare questo film. Eravamo in mezzo a persone che conosco e con le quali mi sento a mio agio. E per quanto riguarda quelli che non conoscevamo, credo che con i nuovi arrivati abbiamo avuto molta fortuna. Prosegui la lettura…