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	<title>Drag Me To Hell - il blog italiano &#187; interviste</title>
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	<description>Il blog italiano di Drag Me To Hell, un film di Sam Raimi</description>
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		<title>Lorna Raver, la strega di Drag Me To Hell</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 07:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[La Casa]]></category>
		<category><![CDATA[lorna raver]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>

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		<description><![CDATA[Se la protagonista sventurata di Drag Me To Hell è ovviamente Alison Lohman, a rubare spesso la scena c&#8217;è Lorna Raver, l&#8217;attrice che interpreta la signora Ganush, la spaventosa strega che lancia una maledizione terribile. Per sincerarvene, potete vedere questo filmato, che all&#8217;inizio mostra la clip in inglese in cui avviene lo scontro feroce tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se la protagonista sventurata di <em><strong>Drag Me To Hell</strong></em> è ovviamente <strong>Alison Lohman</strong>, a rubare spesso la scena c&#8217;è <strong>Lorna Raver</strong>, l&#8217;attrice che interpreta la signora Ganush, la spaventosa strega che lancia una maledizione terribile. Per sincerarvene, potete vedere questo filmato, che all&#8217;inizio mostra la clip in inglese in cui avviene lo scontro feroce tra le due protagoniste, che porta il destino di Christine Brown (appunto il personaggio della Lohman) a cambiare per sempre.</p>
<p>Di seguito, c&#8217;è un&#8217;intervista per scoprire meglio <strong>Lorna Raver</strong>. Nella prima parte, ci dice alcune cose abbastanza scontate (è stato divertente ma faticoso&#8221;, &#8220;all&#8217;inizio era dubbiosa, ma poi è stata felice della scelta di lavorare al film&#8221;, &#8220;Sam è una persona magnifica e coinvolge molto gli attori&#8221;), ma in seguito abbiamo anche qualche informazione più interessante. Per esempio, quando si è imbarcata in questa avventura, non conosceva la serie de La Casa, ma poi tutti quelli a cui parlava ne erano antusiasti e ha finito per scoprirne di più.</p>
<p>Infine, la <strong>Raver</strong> indica che il lavoro al cinema e in teatro è ovviamente diverso, facendo capire che le emozioni che si provano con un pubblico dal vivo sono insuperabili. Tuttavia, spera di poter fare tanti altri film, anche se non soltanto nel ruolo della vecchia signora inquietante. Una parte che comunque, sia detto senza offesa, le calza a pennello&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <center> <object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xujN7gsMpAo&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/xujN7gsMpAo&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object> </center>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il mago Sam Raimi</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 07:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[justin long]]></category>
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		<description><![CDATA[Il canale Black Tree tv ha realizzato diverse interviste ai creatori di Drag Me To Hell. Non poteva ovviamente mancare Sam Raimi, che viene intervistato a proposito del film. Il regista rivela di non avere segreti particolari nel suo lavoro nell&#8217;horror, se non quello di circondarsi dei migliori tecnici e attori, collaborando con loro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-177" style="margin: 10px;" title="samraimi3" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/samraimi3.jpg" alt="samraimi3" width="88" height="118" />Il canale Black Tree tv ha realizzato diverse interviste ai creatori di <strong><em>Drag Me To Hell</em></strong>. Non poteva ovviamente mancare <strong>Sam Raim</strong>i, che viene intervistato a proposito del film. Il regista rivela di non avere segreti particolari nel suo lavoro nell&#8217;horror, se non quello di circondarsi dei migliori tecnici e attori, collaborando con loro il più possibile. Raimi ascolta sempre con molta attenzione i consigli dei tecnici e degli attori. Nel caso specifico di questa pellicola, è avvenuto che <strong>Justin Long</strong> lo ha aiutato a rendere il suo personaggio più naturale, riscrivendo le battute presenti in sceneggiatura. Insomma, le persone che gli stanno intorno gli forniscono molte idee e lui fa attenzione a prendere praticamente tutto materiale.</p>
<p>Raimi parla anche del suo impegno con <em><strong>Spider-Man</strong></em> e come la celebre trilogia lo abbia fatto maturare. In generale, il regista è lieto di aver potuto lavorare negli ultimi dieci anni con attori del calibro di<strong> Bylly Bob Thornton</strong>, Cate Blanchett, <strong>Tobey Maguire</strong> e Gene Hackman. Da tutto questo, ha imparato come rendere i protagonisti dei suoi film delle persone assolutamente reali, cosa che a suo avviso non sarebbe riuscito a fare dieci anni fa. Infine, <strong>Raimi </strong>parla anche del suo &#8216;passato&#8217; di mago, autore comunque soltanto di illusioni magiche per le feste dei ragazzi. E sconsiglia vivamente di provarci ai matrimoni, come ha fatto lui, visti i pessimi risultati che porebbero venir fuori&#8230;  Nel filmato, sono presenti anche due delle migliori sequenze della pellicola&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <center> <object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zu2bbm0NZx0&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/zu2bbm0NZx0&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object> </center>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervista a Alison Lohman &#8211; seconda parte</title>
		<link>http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-a-alison-lohman-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 07:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[alison lohman]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>

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		<description><![CDATA[Prosegue e si conclude l&#8217;intervista con Alison Lohman. Chi si fosse perso la prima puntata, può recuperarla qui.
Come e’ stato girare le scene d’azione piene di effetti speciali?
Per girare la scena della colluttazione in macchina ci sono volute circa due settimane. Era tutto molto ben coreografato, studiato nel dettaglio, il coordinamento dei nostri movimenti con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue e si conclude l&#8217;intervista con <strong>Alison Lohman</strong>. Chi si fosse perso la prima puntata, può recuperarla <a href="http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-a-alison-lohman-prima-parte/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-120" title="alisonlohman2" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/alisonlohman2.jpg" alt="alisonlohman2" width="101" height="126" />Come e’ stato girare le scene d’azione piene di effetti speciali?<br />
</strong>Per girare la scena della colluttazione in macchina ci sono volute circa due settimane. Era tutto molto ben coreografato, studiato nel dettaglio, il coordinamento dei nostri movimenti con quelli della macchina da presa. In particolare è necessario essere precisi e allo stesso tempo far sembrare tutto caotico, frenetico e il più spontaneo possibile, come quando faccio saltare la dentiera della signora <strong>Ganush</strong> sul sedile anteriore.</p>
<p><strong>Incantevole!!!<br />
</strong>Lo so… Sono momenti interessanti, momenti tipici del cinema di <strong>Sam Raimi</strong>, con questa donna anziana, Lorna Raver, che ti rosicchia il mento e ti sbava sulla faccia.</p>
<p><strong>Come e’ stato?<br />
</strong>Assurdo, pazzesco! Non gli credevo. Non volevo credergli quando mi raccontava le cose che aveva in mente. In effetti, quando leggi la sceneggiatura, c’è tutto descritto dentro: “lei le <strong>succhia il collo</strong>”. E io pensavo ‘Oh, sì, d’accordo, sta solo rendendo più fiorita una scena da leggere’. No, lui intendeva proprio succhiare il collo. Non avevo idea che l’avrebbe fatto sul serio fino a quando non abbiamo girato (ride). Sì, ci sono stati dei momenti assurdi. Sam ha coreografato l’intera cosa. Ma noi dovevamo renderla più naturale possibile.<span id="more-116"></span></p>
<p><strong>Come e’ stato quando hai incontrato per la prima volta la tua collega e rivale sullo schermo, Lorna Raver, tutta truccata?<br />
</strong>L’avevo conosciuta prima, ed è molto dolce. Ma devo confessare che è stato difficile per me distinguere <strong>Lorna</strong> e la signora Ganush durante la lavorazione. Quando ci incontravamo per caso andando verso le roulotte o in giro, era difficile <em>non</em> avere paura di lei. E’ brava. E’ una brava attrice. Ha suscitato in me moltissime emozioni.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Qual e’ stata la sfida piu’ difficile per te?<br />
</strong>Il sonno. Non ho mai dormito durante il film. Ci vuole tantissima energia per mantenere alto il livello di adrenalina girando scene in cui sei sempre spaventata e ti batti per restare viva. Così anche io ho cercato di sopravvivere al film, come il mio personaggio ha cercato di sopravvivere al demone!! Tornavo a casa e non sapevo come fare ad uscirne. Ma, sai, impari qualche piccolo <strong>stratagemma</strong>: spesso basta una lunga passeggiata, a volte funziona la tequila!. E’ stato un film difficile, davvero. Niente di ciò che ho vissuto nella mia vita si avvicina neanche lontanamente a questo. Per la maggior parte del tempo mi sentivo a pezzi. Dopo mi è anche venuto l’herpes. La sola cosa che mi ha permesso di non crollare è stato Sam. Non solo spingendomi e costringendomi ad andare avanti , ma anche perché mi ha ispirata. Anche se mi ha torturata per tutto il film, è un vero gentiluomo. Cioè, è davvero una contraddizione. Riesce ad essere dolce e gentile e l’attimo dopo ti fa letteralmente volare sul soffitto!</p>
<p><strong>Hai avuto una controfigura?<br />
</strong>Credo ci siano un paio di parti in cui c’è uno stunt al posto mio, ma per la maggior parte ho fatto tutto da sola. Sono proprio io quella che vola attraverso la stanza. E sono stata io a volerlo. Così, per essere giusti, non è stata solo colpa di <strong>Sam</strong>.</p>
<p><strong>Cosa ti ha sorpreso di piu’ di questa esperienza?<br />
</strong>Il fatto di essermi divertita. Pensavo che alla fine avrei detto ‘<em>Oh, è stato un incubo. Non farò mai più una cosa del genere. Perché diavolo l’ho fatto?</em>’ Ma adesso, ripensandoci, posso dire tranquillamente che mi sono divertita un sacco… mentre venivo torturata!</p>
<p><strong>Credi in cose come le maledizioni? Sei superstiziosa?<br />
</strong>No, non esattamente. Anche se qualche volta lo sono. Oggi, in effetti, sono entrata nella mia camera da letto e ho avuto la strana sensazione che ci fosse qualcuno lì che mi osservava. Normalmente non ho queste sensazioni. Forse ha a che fare con il fatto che sto girando questo film (ride). E questo non significa essere <strong>superstiziosi </strong>(ride).</p>
<p><strong>Cosa speri per <em>Drag Me To Hell</em>?<br />
</strong>Ovviamente spero che vada bene. Ma i miei desideri sono già stati esauditi. Sono molto soddisfatta dell’interpretazione, e del film nel suo insieme, e di quello che ha fatto <strong>Sam</strong>. Spero solo che alla gente piaccia quanto è piaciuto a me.</p>
<p><strong>Faresti un altro horror?<br />
</strong>Non lo so. Credo che richieda troppa energia. Davvero. Ma mi piacerebbe molto lavorare in un altro film di <strong>Sam Raimi</strong>. Questo lo farei immediatamente.</p>
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		<title>Intervista a Alison Lohman &#8211; prima parte</title>
		<link>http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-a-alison-lohman-prima-parte/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 07:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[alison lohman]]></category>

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		<description><![CDATA[In Drag Me To Hell, Alison Lohman interpreta Christine Brown, una giovane donna il cui mondo idilliaco si trasforma in un inferno quando le viene lanciata contro una terribile maledizione.
Attrice fin dall’età di nove anni, la Lohman si è fatta notare per la prima volta a Hollywood nel 2002 nel film drammatico White Oleander – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-117" title="alisonlohman1" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/alisonlohman1.jpg" alt="alisonlohman1" width="90" height="135" />In <em>Drag Me To Hell</em>, <strong>Alison Lohman</strong> interpreta Christine Brown, una giovane donna il cui mondo idilliaco si trasforma in un inferno quando le viene lanciata contro una terribile maledizione.</p>
<p>Attrice fin dall’età di nove anni, la Lohman si è fatta notare per la prima volta a Hollywood nel 2002 nel film drammatico <em>White Oleander – Oleandro bianco</em>, al fianco di Michelle Pfeiffer, Renée Zellweger e Robin Wright Penn. Ha proseguito interpretando <em>Il genio della truffa</em> con Nicolas Cage; <em>Big Fish</em>, diretto da Tim Burton; <em>Noi due sconosciuti</em>, con Halle Berry, e <em>La leggenda di Beowulf</em>, del regista Robert Zemeckis.</p>
<p><strong><em>Drag Me To Hell</em> è un punto di partenza per te: il tuo primo horror. cosa ti ha affascinato di questo ruolo?<br />
Sam Raimi</strong>. Mi ricordo la prima volta che ne ho parlato con lui al telefono. Penso che la conversazione sia durata tre ore, forse di più. Parlava di ogni dettaglio, come un bambino che racconta una storia accanto a un fuoco da campo, e mi sono resa conto che dovevo fare questo film con lui. Il fatto è che non sono un’appassionata di horror. Ci vuole molto per spaventarmi. Prima di parlare con Sam, non avrei mai pensato che potesse andar bene per me. Non pensavo che fosse nelle mie corde, come pure qualsiasi altro film horror. Fortunatamente ho capito cosa rende i migliori film horror dei buoni film e cosa rende Sam tanto speciale. Se hai personaggi e situazioni abbastanza interessanti da coinvolgere il pubblico a prescindere dalla parte horror, allora realizzi un grande film. Sfortunatamente, un sacco di film horror che ho visto di recente non hanno queste caratteristiche, motivo per cui all’inizio non ero interessata. Ho sempre avuto la sensazione che in un certo senso i personaggi di quei film fossero sempre in attesa della parte <strong>horror</strong>, dell’arrivo dei momenti di paura.</p>
<p><strong>Cosa ti ha insegnato Sam Raimi sui film horror?<br />
</strong>Per lui non è mai solo questione di horror. Qualche volta ci sono dei momenti che fanno paura, ma i protagonisti sono più importanti. In <strong><em>Drag Me To Hell</em></strong>, si è impegnato molto su Christine, sui suoi rapporti, e con delle scene molto reali nelle quali possiamo identificarci. Quando arriva il momento in cui lei deve affrontare il demonio, sei lì al suo fianco. L’horror, in un certo senso, è solo la ciliegina sulla torta. Entri con lui in un mondo diverso, che è talmente concreto e ricco di dettagli che ti senti a tuo agio. E ti fidi mentre affronti questa avventura.</p>
<p><strong>Come ti sei preparata per il film?<br />
</strong>Ho avuto degli incontri con Sam per farmi un’idea di quello che pensava del personaggio. Ho anche incontrato un funzionario addetto ai prestiti, che è quello che interpreto sullo schermo. Non sapevo niente di banche e sono un disastro con i numeri, perciò avevo bisogno di farmi un’idea di come fosse quel tipo di vita e la gente che vive così nella realtà. Sono anche uscita un po’ con <strong>Justin Long</strong>, che interpreta il mio fidanzato, giusto per conoscerci meglio, per dare spessore al nostro rapporto sullo schermo. E poi, ovviamente, ho guardato i classici dell’horror tutti i giorni, concentrandomi sui momenti clou. Qualsiasi film stessi guardando, facevo attenzione al ritmo e all’andamento. Cioè, mi sedevo lì, spegnevo le luci e guardavo film come <strong><em>Shining</em></strong>. Altre volte, guardavo solo delle clip dei film per trovare l’ispirazione giusta per quello che avrei dovuto fare.</p>
<p><strong>Avevi già visto i film horror di Sam?<br />
</strong>No, gli horror no. Perciò mi sono guardata tutta la serie de <strong><em>La casa</em> </strong>e <em>L’armata delle tenebre</em>. Avevo già visto <em>Soldi sporchi</em> e <em>The Gift</em>, che mi erano piaciuti. Cioè, mi è sempre piaciuto il lavoro di Sam, specialmente i film di <strong><em>Spider-Man</em></strong>. In tutti traspare la sua personalità. Ha un senso dell’umorismo molto particolare e asciutto. E quell’umorismo che si vede nei film è anche quello del suo carattere.</p>
<p><strong>Come e’ stato lavorare con Sam?<br />
</strong>Meraviglioso. Abbiamo fatto moltissime prove, ripassando le scene, discutendone e scherzandoci su, cosa che è stata di grande aiuto. Sam è bravo in queste cose, è molto collaborativo e aperto nei confronti degli attori in modo che si sentano coinvolti. Ti fa venire voglia di dare di più, proprio perché è così ben disposto. Questo mi piace di lui. E’ raro trovarlo in un regista.</p>
<p>Fine della prima parte &#8211; La seconda e ultima parte dell&#8217;intervista con <strong>Alison Lohman </strong>uscirà giovedì 27 agosto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista: Sam Raimi parla di Drag Me to Hell – seconda parte</title>
		<link>http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-sam-raimi-parla-di-drag-me-to-hell-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 08:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Prosegue l’intervista a Sam Raimi, dopo la prima parte pubblicata qui.
Come e’ nata l’idea di avere Alison Lohman nel cast? 
Volevo che il pubblico compisse un percorso nel peccato assieme al personaggio. Ecco perché avere Alison era così importante. Perché, in realtà, si tratta di un personaggio moralmente fallimentare. Commette un peccato di avidità buttando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue l’intervista a Sam Raimi, dopo la prima parte pubblicata <a href="http://www.dragmetohell.it/blog/2009/08/intervista-sam-raimi-parla-di-drag-me-to-hell-prima-parte/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><strong>Come e’ nata l’idea di avere Alison Lohman nel cast? </strong></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-82" title="Alison Lohman" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/Alison-Lohman.jpeg" alt="Alison Lohman" width="88" height="114" />Volevo che il pubblico compisse un percorso nel peccato assieme al personaggio. Ecco perché avere<strong> Alison</strong> era così importante. Perché, in realtà, si tratta di un personaggio moralmente fallimentare. Commette un peccato di avidità buttando fuori di casa un’anziana signora. E volevo vedere se riuscivo a far identificare il pubblico con lei. Credo che abbia fatto un eccellente lavoro.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>E comunque l’hai fatta passare attraverso sofferenze atroci.</strong></p>
<p>Sì, ero preoccupato che lei – come in effetti chiunque – non riuscisse a sopportare tutte le cose che dovevamo farle. Ho cercato di essere onesto sulla cosa, beh, senza dirle proprio tutto quello che le avremmo fatto passare, perché temevo che non avrebbe accettato la parte (ride). Volevo solo metterla sull’avviso, per così dire. Ma dovevamo farle cose davvero orribili. Insomma, venire soffocata tutto il tempo da quella anziana signora interpretata da <strong>Lorna Raver</strong> che la afferra alla gola… L’ho lanciata fuori da un’auto, le ho buttato addosso di tutto, le ho messo un’imbracatura e l’ho sbattuta in giro per una stanza per ore e l’ho sepolta viva sotto 3 quintali di fango. E tutto questo solo nella prima settimana (ride).<span id="more-81"></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nessuno come te e’ in grado di spaventarci e di farci ridere allo stesso tempo. E’ importante per te mescolare umorismo e paura?</strong></p>
<p>Per me sì, perché non riesco a vederla in modo diverso. Credo che dipenda dal fatto che sono un tipo pauroso. Quando vedo le cose, non riesco a fare a meno di notarne il lato divertente. Forse è un meccanismo di difesa. E per qualche ragione, è così che faccio i miei <strong>horror</strong>. Non posso spiegarlo, posso solo dire che sono una persona estremamente sensibile al terrore. Il solo modo per trattarlo è quello di vederne insieme il lato divertente.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Sei sempre stato un appassionato di horror?</strong></p>
<p>Le storie di fantasmi mi sono sempre piaciute. Da ragazzo, mi piaceva stare seduto attorno ad un fuoco da campo o in qualche stanza buia di notte, con gli amici che raccontavano storie di paura. C’è un’energia collettiva che passa attraverso la gente che ascolta, e un grande senso di anticipazione se chi racconta è bravo. Sei come stordito, vorresti urlare, ma non ci riesci. Poi c’è un momento di grande sollievo quando la <strong>tensione</strong> si spezza e tu, da ascoltatore, urli di paura. Ovviamente il divertimento non sta solo nell’ascoltare queste storie, ma anche nel raccontarle. Almeno per me. Insomma, l’attenzione di tutti è puntata su quello che dici. Tutti sono assolutamente presi dalla storia, e questo è molto eccitante. Tutti insieme proviamo paura. Tutti insieme viviamo l’attesa. Tutti insieme urliamo. E’ bello sentirsi così uniti agli altri.</p>
<p><strong>Qual e’ stato il primo film che ti ha avvicinato al genere?</strong></p>
<p>Il primo film horror ad avere un impatto forte su di me è stato <em>La notte dei morti viventi </em>di George Romero. Dovevo avere circa dieci anni e mi sorella, mi fece entrare furtivamente nel cinema nascosto sotto il suo cappotto, da non crederci. E’ stato un crimine commesso contro di me, quello di farmi vedere quel film (ride). Ero troppo giovane. E il terrore mi mandò fuori di testa. Non potevo crederci. Ero spaventatissimo mentre guardavo quel film (ride).</p>
<p><strong>Molti giovani registi hanno te come riferimento. Qual e’ stato il tuo?</strong></p>
<p>Ammiro il lavoro di Stanley Kubrick, Fellini e Bergman, che ho studiato brevemente a scuola. E adoro <strong>Hitchcock</strong>. Credo che sia il maestro della narrazione in genere, non solo per la suspense. Sa esattamente di quali informazioni ha bisogno il pubblico in relazione ad un determinato aspetto della storia. Niente di più, niente di meno. La sua asciuttezza è eccezionale e ancora attuale. Si può imparare molto guardando Hitchcock.</p>
<p><strong>Cos’hai imparato girando i film di <em>Spider-Man</em> che poi hai utilizzato in <em>Drag Me To Hell</em>?</strong></p>
<p>I film di <em>Spider-Man</em> mi hanno insegnato molto sugli effetti digitali. Insomma, il più delle volte è lo stesso protagonista di quei film ad essere un effetto digitale. Perciò il livello qualitativo deve essere eccellente. Per ciascuno dei film di <em>Spider-Man</em> ho passato molte ore a lavorare con alcuni dei principali talenti in questo settore. Così sono riuscito a prendere quello che ho imparato e ad applicarlo per gli effetti di <em>Drag Me To Hell, </em>magari in modi diversi da quelli utilizzati prima. Per esempio, siamo riusciti a realizzare alcuni degli effetti di make up con gli effetti digitali, cosa piuttosto rara per un film horror. In sostanza siamo riusciti a combinare le diverse tecnologie per ottenere un incremento degli effetti di make up grazie all’uso degli effetti digitali, cosa che, credo, costituisca una innovazione.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi prossimi progetti?</strong></p>
<p>Il mio prossimo film sarà <em>Spider-Man 4</em>. Lo sta scrivendo un bravissimo commediografo di New York: <strong>David Lindsay-Abaire</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Cosa hai imparato girando <em>Drag Me To Hell</em> che speri di utilizzare in futuro?</strong></p>
<p>Nel prossimo film spero di applicare quello che ho imparato girando questo: apprezzare la sintesi, come essere concisi, e come lavorare con tempi stretti, riappropriandomi della capacità di concentrarmi su quello che è veramente importante. Perché quando non hai a disposizione un grosso budget, non hai molto tempo e quindi non hai altra scelta: <em>devi</em> andare avanti. Devi decidere sul momento cosa è essenziale e cosa non lo è. Riscoprirlo è stato rigenerante. E spero di riuscire a farlo anche nel prossimo film.</p>
<p><strong>Cosa speri per il film?</strong></p>
<p>Quello che voglio è che il pubblico rida, salti sulla poltrona, urli, si aggrappi alla sua ragazza e all’uscita pensi di essersi divertito molto in quell’ora e mezza. E’ così che misurerei il successo del film.</p>
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		<title>Intervista: Sam Raimi parla di Drag Me to Hell &#8211; prima parte</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 18:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peyton Westlake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Drag Me To Hell segna il ritorno lungamente atteso di Sam Raimi alle sue radici horror. Nel suo ultimo lavoro l’apprezzato maestro del cinema del terrore narra infatti le spaventose vicende di Christine Brown (Alison Lohman), una giovane donna la cui vita idilliaca si trasforma in un inferno, per una terribile maledizione scagliata contro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Drag Me To Hell</em> segna il ritorno lungamente atteso di Sam Raimi alle sue radici horror. Nel suo ultimo lavoro l’apprezzato maestro del cinema del terrore narra infatti le spaventose vicende di Christine Brown (Alison Lohman), una giovane donna la cui vita idilliaca si trasforma in un inferno, per una terribile maledizione scagliata contro di lei. Esperto di film di genere, Raimi si era fatto conoscere nel 1981 con <em>La casa</em>, affermandosi poi come uno dei registi più autorevoli, fino a dirigere di recente la serie di <em>Spider Man</em> (che ha fatto registrare un incasso complessivo di quasi due miliardi e mezzo di dollari ai botteghini di tutto il mondo).</p>
<p><strong>Guardando D<em>rag Me To Hell</em>, si ha l’impressione che tu sia come un bambino in un negozio di caramelle, che stai facendo quello che ami fare di più.</strong></p>
<p>E’ vero. Mi è piaciuto un sacco girare questo film. Eravamo in mezzo a persone che conosco e con le quali mi sento a mio agio. E per quanto riguarda quelli che non conoscevamo, credo che con i nuovi arrivati abbiamo avuto molta fortuna.<span id="more-3"></span></p>
<p><strong>Perché hai deciso di tornare al genere horror?</strong></p>
<p>Libertà. Questa è stata una delle ragioni principali. Su questo film potevo avere un controllo creativo totale e il final cut, che in effetti avevo avuto per la prima volta già per il mio primo film, <em>La casa</em>. Ho potuto fare quello in cui credevo. Non ho dovuto discutere con nessuno per gli aspetti creativi. Perciò in questo senso è stato rigenerante. E, tanto per cambiare, mi andava anche di lavorare con un budget limitato. Nonostante sia quello che ho fatto per vent’anni, negli ultimi sette o otto anni ho sempre lavorato con budget stratosferici alla <em>Spider-Man</em>, per grandi produzioni. Stavolta è stato molto più semplice. Non ho avuto a che fare con nessun capo dipartimento: solo con gli attori e i tecnici. E credo che questo sia molto più gratificante.</p>
<p><strong>C</strong><strong>ome è nato <em>Drag Me To Hell</em>?</strong></p>
<p>E’ successo tutto per caso. Mio fratello Ivan ed io avevamo scritto questo racconto breve nel 1989. Poi, solo qualche anno fa, nel 2002, lo abbiamo adattato trasformandolo in una sceneggiatura. Ho una società di produzione di film horror che si chiama Ghost House Pictures, così ho pensato: perché non trasformarla in uno script che funzioni per la nuova società? L’abbiamo scritto pensando a me per produrlo e ad un altro regista da assumere per girarlo. Sfortunatamente questo ha implicato dei tagli alla sceneggiatura per adattarla ad un budget ridotto. E quando ho iniziato a lavorarci, mi sono reso conto di quello che volevo veramente: non volevo solo produrre un film, io volevo realizzare <em>questo</em> film.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<div id="attachment_24" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><strong><em><strong><em><a href="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/sam_raimi_new.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-24" title="Sam Raimi" src="http://www.dragmetohell.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/sam_raimi_new-150x150.jpg" alt="Sam Raimi" width="150" height="150" /></a></em></strong></em></strong><p class="wp-caption-text">Sam Raimi</p></div>
<p><strong><em>Drag Me To Hell</em> è basato su una maledizione che esiste nella tradizione o su una leggenda metropolitana?</strong></p>
<p>La storia è pura invenzione. Il solo aspetto per il quale abbiamo preso in considerazione l’ipotesi di fare almeno qualche ricerca è stato quello relativo a quale sarebbe stato il demone che viene evocato dal personaggio di Alison Lohman: la donna anziana. Abbiamo fatto il minimo necessario di ricerche per scoprire che ci sono diversi demoni in culture diverse che vengono definiti con il nome di ‘Lamia’. Per una data cultura si tratta di un dio che mangia i bambini, per un’altra è un serpente. Per un’altra ancora è una donna molto sexy ma cattivissima. E abbiamo riflettuto su quanto fosse interessante che tutti avessero lo stesso nome, pur essendo così diversi. Forse raccontano in modo diverso la stessa cosa. Magari anche noi avremmo potuto raccontare una storia su quel demone e chiamarlo Lamia… Tutta la questione in fondo qui ruota attorno ad un archetipo senza tempo usato nel film, assieme a molti altri: l’idea di un personaggio che si macchia del peccato di avidità e per questo è costretto a pagare un prezzo terribile. E’ una storia con una morale che è stata raccontata in molte religioni e in epoche diverse. Perciò, fondamentalmente, è una solida, vera, vecchia e tradizionale storia horror.</p>
<p><strong>Ma nonostante ciò, è molto particolare, specialmente se paragonata ai film horror che vanno di moda oggi.</strong></p>
<p>Mentre giravo questo film non pensavo agli altri film horror. Cercavo solo di rendere la storia più drammatica e divertente possibile. Il nostro obiettivo non è mai stato quello di seguire una moda o anche solo di cercare di offrire al pubblico quello che immaginavamo volesse. Mentre scrivevamo la sceneggiatura, cercavamo solo di fare quello che ci piace – a me e a mio fratello Ivan Raimi &#8211; sperando che potesse piacere anche al pubblico.</p>
<p><strong>Come funziona la collaborazione con Ivan?</strong></p>
<p>Ho lavorato a molte sceneggiature con Ivan. Lui è medico di giorno e scrittore di notte. Abbiamo trascorso un sacco di tempo insieme, scrivendo per i film di <em>Spider-Man</em>, per <em>Darkman</em>, per <em>L’armata delle tenebre</em>, e ci siamo divertiti moltissimo. Perciò per noi rappresenta allo stesso tempo un divertimento in famiglia e un divertimento sul lavoro. Tranne quando cerca di modificare quello che ho scritto. Allora lo spasso familiare si riduce un po’, in proporzione a quanto lui vorrebbe modificare (ride).</p>
<p>Fine prima parte</p>
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