Il canale ReelzChannel ha svolto diverse interviste con i protagonisti di Drag Me To Hell e oggi vi proponiamo un filmato a questo riguardo qui sotto. Justin Long dice di aver sempre sostenuto il personaggio della Lohman, anche se rimaneva scettico. Comunque, era molto facile lavorare con lei, perché in effetti l’unico lavoro che doveva svolgere era instaurare una sintonia con la Lohman.
Alison Lohman invece sostiene di aver avuto un gran bisogno di Justin Long, che è riuscito a farla ridere. Inoltre, ha detto a Lorna Raver di arrivare al limite e di strangolarla nelle scene che hanno girato insieme, per aumentare la dose di realismo della pellicola.
Proprio Lorna Raver rivela che sia lei che la Lohman volevano eseguire personalmente la maggior parte delle loro scene. Sam diceva cosa sarebbe dovuto succedere e c’erano anche i responsabili degli stunt, che consigliavano lei e Alison come rendere migliori le cose e magari anche più cattive. Infine, Sam Raimi ironicamente, parlando della Lohman, dice che ha sofferto molto, visto che è stata picchiata, colpita e tante altre cose. Insomma, non devono essere state delle riprese semplici per l’attrice protagonista…
Vi siete mai chiesti dove fosse finito il regista, produttore e attore Sam Raimi dopo la straordinaria tripletta di successo di Spider-Man?
Dopo sette anni trascorsi a mettere a punto la trilogia, il regista de La casa 2 si sentiva pronto per un cambiamento. Nonostante l’amore per il fumetto, Raimi era pronto a tornare alle sue radici: l’horror e il thriller.
L’ultimo progetto di Raimi, Drag Me To Hell, è stato scritto insieme a suo fratello, Ivan Raimi.
“Mentre stavamo scrivendo Darkmannel 1989, io e mio fratello decidemmo di scrivere anche un breve racconto horror, che abbiamo poi trasformato, allungandolo, in Drag Me To Hell a metà degli anni ‘90”, dice Raimi. “All’epoca eravamo entrambi molto impegnati in altri progetti e non avevamo la possibilità di continuare a lavorarci su. Poi sono arrivati i film di Spider-Man, ed è stato solo quando ho completato la serie che mi sono reso conto che volevo tornare a girare un thriller”. Prosegui la lettura…
Il canale Black Tree tv ha realizzato diverse interviste ai creatori di Drag Me To Hell. Non poteva ovviamente mancare Sam Raimi, che viene intervistato a proposito del film. Il regista rivela di non avere segreti particolari nel suo lavoro nell’horror, se non quello di circondarsi dei migliori tecnici e attori, collaborando con loro il più possibile. Raimi ascolta sempre con molta attenzione i consigli dei tecnici e degli attori. Nel caso specifico di questa pellicola, è avvenuto che Justin Long lo ha aiutato a rendere il suo personaggio più naturale, riscrivendo le battute presenti in sceneggiatura. Insomma, le persone che gli stanno intorno gli forniscono molte idee e lui fa attenzione a prendere praticamente tutto materiale.
Raimi parla anche del suo impegno con Spider-Man e come la celebre trilogia lo abbia fatto maturare. In generale, il regista è lieto di aver potuto lavorare negli ultimi dieci anni con attori del calibro di Bylly Bob Thornton, Cate Blanchett, Tobey Maguire e Gene Hackman. Da tutto questo, ha imparato come rendere i protagonisti dei suoi film delle persone assolutamente reali, cosa che a suo avviso non sarebbe riuscito a fare dieci anni fa. Infine, Raimi parla anche del suo ‘passato’ di mago, autore comunque soltanto di illusioni magiche per le feste dei ragazzi. E sconsiglia vivamente di provarci ai matrimoni, come ha fatto lui, visti i pessimi risultati che porebbero venir fuori… Nel filmato, sono presenti anche due delle migliori sequenze della pellicola…
Com’è stato lavorare con Alison Lohman? E’ stata l’esperienza più divertente e semplice del mondo. Dall’epoca de Il genio della truffa ho sempre pensato che fosse una delle migliori giovani attrici che avessi mai visto. Mi piaceva guardarla e ho cercato di non perdermi nessuno dei suoi film. In effetti avevo già cercato di fare un film con lei, circa un anno prima che cominciassimo le riprese di Drag Me To Hell. Perciò ero felice di poter lavorare con lei. E, lo ripeto, il mio compito in questo film è davvero quello di farle da spalla, in tutti i sensi. Certamente in termini di durata della mia presenza sullo schermo, ma anche per quanto riguarda il mio rapporto con l’attrice principale. Il percorso è il suo, e io sono lì solo per aiutarla. Il mio compito era semplicemente quello di amarla. In fin dei conti, si trattava solo di questo. Ed è stato facile. Lei lo ha reso facile. Prosegui la lettura…
Nel nuovo film horror di Sam Raimi, Drag Me To Hell, Justin Long interpreta Clay Dalton, un professore le cui convinzioni scientifiche vengono messe a dura prova quando la sua ragazza, Christine Brown (Alison Lohman), viene colpita da una terribile maledizione che trasforma la sua vita in un incubo. Long, protagonista di film molto popolari come Die Hard – Vivere o morire, Ti odio, ti lascio, ti…, Palle al balzo – Dodgeball e La verità è che non gli piaci abbastanza, non è comunque nuovo ai film horror, avendo dato inizio alla sua carriera nel 2001 con il film di Victor Salva Jeepers Creepers – Il canto del diavolo.
Come sei entrato a far parte del cast di Drag Me To Hell?
In realtà con una semplice telefonata. Essendo un vero cultore di Sam Raimi, ero sorpreso di non aver sentito parlare del film prima di quella telefonata. E’ successo prima che cominciassero a circolare voci o indiscrezioni sul fatto che stesse preparando un film horror. Ero in vacanza quando mi è arrivata una telefonata dei miei agenti: “Sam Raimi vuole incontrarti”. Ho risposto “Parto subito. Prendo il primo aereo in partenza da qui”. Anche prima di leggere la sceneggiatura, gli ho detto che avrei fatto qualsiasi cosa per essere in uno dei suoi film. Lo pensavo davvero e lo penso ancora. Fortunatamente c’era davvero una parte per me. Mi sentivo molto onorato del fatto che volesse lavorare con me, visto che secondo me lui avrebbe potuto ottenere chiunque. Prosegui la lettura…
Quando manca ormai poco all’uscita italiana di Drag Me to Hell, in arrivo l’11 settembre nei cinema del nostro paese, pubblichiamo una serie di curiosità sul film di Sam Raimi, riprese dal celebre portale IMDB.com:
Ellen Page doveva interpretare il ruolo della protagonista, ma ha rinunciato alla parte a causa dei troppi impegni lavorativi che creavano conflitto. Al suo posto è stata scelta la bella Alison Lohman.
Lo script è stato realizzato da Sam e Ivan Raimi appena dopo la chiusura della produzione dell’Armata delle Tenebre (1992), i due misero da parte l’idea del film perché Sam aveva altri progetti da realizzare.
Bruce Campbell, storico amico e collaboratore di Sam Raimi, ha rifiutato una parte perché troppo impegnato con il suo show TV Burn Notice.
Nel film, il personaggio interpretato da Justin Long utilizza spesso dei prodotti realizzati dalla Apple, con una forma evidente di product placement. Long è un volto ormai storico delle campagne pubblicitarie Apple: partecipa da qualche anno alla campagna Mac vs. Pc, interpretando il ruolo del Mac.
Il brano The Exorcist Symphony, composto da Lalo Schifrin e mai utilizzato (se non per un trailer dell’Esorcista nel 1973), viene utilizzato nel film come colonna sonora dei titoli di coda.
Il nome del medium Ram Jas è simile a Ram Dass, il nome adottato dallo psicologo di Harvard Richard Alpert quando divenne un guru spirituale New Age.
Il film inizia con il vecchio logo Universal utilizzato negli anni ottanta, proprio quando Sam Raimi iniziò a lavorare nel genere horror con i primi due film della Casa. Dopo i titoli, c’è anche una scritta che invita a fare un tour degli Universal Sudios: altro elemento molto utilizzato nei film Universal degli anni 80.
Sam Raimi appare in un cammeo: interpreta uno degli spiriti durante la scena dell’esorcismo.
Sam Raimi ha dato scelto il nome del personaggio interpretato da David Paymer in onore del produttore James Jacks, amico di lunga data del regista.
Il marchio di fabbrica ricorrente nei film di Sam Raimi, ovvero una Oldsmobile Delta 88 “Classic” del 1973, appare nel film come automobile della signora Ganush.
Ted Raimi, fratello di Sam, appare in un cammeo nel ruolo di un dottore. L’altro fratello, Ivan, co-sceneggiatore di molti film di Sam compresto questo, è anche dottore nella vita reale: si occupa di osteopatia.
Nel film Shaun San Dena (Adriana Barraza) cita il suo vecchio marito, Sander. Il riferimento è a un fratello maggiore di Sam, Ivan e Ted, ovvero Sander, morto a quindici anni in un incidente di nuoto.
La targa della macchina della signora Ganush è 99951, che girata a testa in giù si legge “IS666″
A casa di Christine vediamo una immagine che sembra l’immagine rappresentativa della Anchor Bay, società che ha pubblicato molte edizioni speciali della trilogia della Casa.
Quando Clay racconta dei viaggi con i suoi genitori in una capanna, il riferimento è diretto alla capanna usata nei film della Casa.
Il film è stato girato in California ai Fox Studios di Century City, alla California State University Northridge, in città e alla Union Station di Los Angeles e a Tarzana (California).
Il film è stato girato con cineprese Panavision Panaflex Gold II e Platinum, con lenti Primo e pellicola Kodak Vision 35mm.
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